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Persone e idee

Emilio Isgrò ''Maledetti toscani, benedetti italiani''

Emilio Isgrò ''Maledetti toscani, benedetti italiani''Dichiaro_di_non_essere_Curzio_Malaparte_2014.jpgisgro2.jpgDichiaro_di_non_essere_Dante_Alighieri_2014_1.jpg
Arte & provocazione

Emilio Isgrò firma la 12^ Giornata del Contemporaeo con "Preghiera per l'Europa. L'artista è entrato anche nel ruolo di Malaparte in una inedita performance in versi scritta dallo stesso artista e intitolata "La pelle scorticata" in cui immagina Malaparte, confinato a Lipari negli anni del fascismo, che a sua volta immagina di essere Ulisse alla corte di Eolo, il mitico re dei venti che gli dà in sposa una figlia.

"Il teatro non è per me una novità dal tempo dell'Orestea di Gibellina negli anni Ottanta", dice l'artista, "quando lavorai parecchie stagioni nella Valle del Belice per la reinvenzione della tragedia greca in lingua siciliana. D'altra parte non è un caso che anche il mio Malaparte-Ulisse parli in siciliano".

Artista concettuale e pittore - ma anche poeta, scrittore, drammaturgo e regista - Emilio Isgrò (Barcellona di Sicilia, 1937) è sicuramente uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale a cavallo tra XX e XXI secolo. Isgrò ha infatti dato vita a un’opera tra le più rivoluzionarie e originali nell’ambito delle cosiddette seconde Avanguardie degli anni Sessanta, che gli ha valso diverse partecipazioni alla Biennale di Venezia e mostre in tutto il mondo.

Iniziatore delle “cancellature” di testi, applicate su enciclopedie, manoscritti, libri, mappe e anche su pellicole cinematografiche, Isgrò ha fatto di questa pratica il perno di tutta la sua ricerca, in una sorta di rilettura a rovescio e di reinterpretazione del linguaggio che da verbale si tramuta, attraverso calibrate manipolazioni, in linguaggio visuale.

“La cancellatura” dice l’artista “non è una banale negazione ma piuttosto l’affermazione di nuovi significati: è la trasformazione di un segno negativo in gesto positivo". Come detto, ci sarà anche una donazione. Gli Amici degli Uffizi hanno acquisito e donato alla prestigiosa Galleria fiorentina l'autoritratto concettuale dell'artista. Si tratta dell'opera "Dichiaro di non essere Emilio Isgrò", realizzata nel 1971.

 



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