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EMPTY, presenta Anna Lorenzetti

EMPTY, presenta Anna Lorenzettiempty_rovereto_via_bezzi.jpgI_boschi_luminosi_di_sandro_tomanin.jpgPolifemo_Empty_35.jpgEmpty_giornale_sentire.jpg
spazi per cose di valore

"EMPTY" nasce da un'iniziativa privata: è uno spazio vuoto che si abita di idee, quando le idee...ci sono. Senza la smania di dover parlare ad ogni costo. Meglio stare zitti e assaporare il silenzio (e il vuoto) piuttosto che fare atti peleonastici o parlare per non dire niente, per esserci senza esistere. Un "temporary-show room" aperto a tutti, meno che alla banalità che presto inaugurerà gli arazzi di Anna Lorenzetti: e con i collage e le impunture a mano anche i legni, dai totem alle scatole, tutto rigorosamente hand-made (inaugurazione il 3 dicembre 2016 alle ore 18).

Nel 2016  le iniziative di EMPTY sono state rare, ma ugualmente intense. E la soddisfazione per i promotori è aver comunque sempre presentato cose inconsuete e nuove
. Nel raffinato spazio di via Bezzi 34 sono sfilati pezzi di artigianato e opere d'arte. Come quelle di Bruno Baroncini scultore, ricordato ad un mese dalla morte, e quelle dell'artista persiano Kuhe Nur che nello spazio minimal di Empty ha portato un monumentale albero ricoperto di specchi, una metafora sul potere e i suoi frutti malati: il denaro.

EMPTY è tornato a riempirsi di genio con uno strano bosco: capovolto. Alberi che si illuminano e animano quasi a sembrare degli alieni in cammino del progetto di illuminazione Wuux, neologismo onomatopeico a metà tra legno (wood) e luce (lux). A creare queste straordinarie lampade l'architetto Flavio Galvagni, con studio a Rovereto e artefice di alcuni importanti aspetti del concept di Empty.

Non è la prima volta che Empty ragiona intorno alla luce e al bosco o al tema dell'albero. Il  "temporary-show room", ha ospitato i vetri artistici di Sandro Tomanin (San Bellino, Rovigo) che a Rovereto aveva portato a inizio 2015 splendide sculture di vetro (bellissimi i suoi alberi di vetro) e poi quadri scolpiti con la tecnica della sabbiatura, rosoni di arte sacra su vetro soffiato a mano e legato a piombo ed una stupenda collezione di lampade Tiffany che è poi stata esposta anche al Salone del Mobile di Milano. La vetreria  è una piccola grande azienda: piccola perchè interamente a gestione familiare, grande perchè sa confrontarsi con la storia dell'arte e maneggiare un materiale antico e ancora misterioso con tecniche che prevedono l'uso di smalti, grisaglie in ossido di piombo, pigmenti sciolti in acqua e aceto, attente cotture, ritagli e composizioni: tutto rigorosamente a mano, pezzo per pezzo. Sandro Tomanin ha avuto il  complesso compito di restaurare un antico rosone della Cappella degli Eremitani a Padova,  ha presentato anche un ciclo dedicato ad Albrecht Dürer.


< i boschi luminosi di Sandro Tomanin



Empty ha dedicato attenzione anche al design e all'illuminazione con la presentazione della lampada Polifemo By Elena Crosina Illuminazione Masetto, pezzi unici realizzati a mano e dotati di tecnologia led ad alta potenza e altissimo...risparmio. Polifemo, ricavata da secolarialberi di ulivo. può stare accesa per 24 ore di seguito consumando solo 7 millesimi di euro.


Trai i progetti dedicati all'artigianato, i tessuti artistici e stampati a mano di Duale Costanza Giongo ed il Laboratorio di Restauro di Emanuele Togni di Brentonico che invece ha aperto uno squarcio su una storia aziendale che coniuga abilità manuale alla passione per il collezionismo. L'artigiano ha esposto interessanti rarità: tra queste un modellino in latta di una Ferrari (1950), pezzo molto conteso fra i collezionisti ed una Summa Theologiae di Tomaso D'Aquino del 1760. Tra i reperti storici anche un manifesto raffigurante Dante autografato da Gabriele D'Annunzio e modellini da tavolo di aerei da guerra in legno. Ha destato grande interesse il libro che narra un'operazioe di guerra del regime nazista in Francia, corredato di foto originali e in formato 3D e degli appositi occhialini per poterle vedere (anno di produzione attorno al 1940!)  > clicca qui



< Polifemo Lamp nello spazio Empty

 

"Empty" in inglese significa vuoto e lo spazio - dotato di un innovativo sistema di illuminazione a led e di una “allure” minimalista - lavora sul "vuoto" come contenuto offrendosi come una sorta di slow-shop, che chiede ritmi lenti, voglia di andare alla scoperta delle mani e della mente che stanno "dietro" al prodotto. "E' il negozio di tutti e in modo particolare di chi non ha negozio" affermano i proprietari. Il progetto si avvale della collaborazione della testata online Giornale SENTIRE.

All'avvio della sua programmazione "EMPTY" aveva sottolineato la propria filosofia: offrire spazio e visibilità ai prodotti dell'ingegno creativo specie se sostenuti da idee di sostenibilità e realizzati in modo del tutto autonomo. Anche EMPTY è stato creato attingendo alla fantasia e all'innovazione artigiana dopo un lungo e meticoloso restauro che coinvolto imprese artigiane del luogo, coordinate dall'architetto Flavio Galvagni.




< L'albero del male di Kuhe Nur
 


I PROGETTI di EMPTY
> Tra arte e artigianato: gli specchi di Kuhe Nur

> La lampada di design Polifemo
> Le performance-live nello spazio Empty
> Sandro Tomanin artigiano-artista
> Omaggio ad Albrecht Durer
> "Tutto Tiffany" da Empty al Salone del Mobile

> Emanuele Togni restauratore
> La storia: il divano del Re
> Duale, tessuti stampati a mano
> TELEPACE presenta EMPTY  (dal minuto 9'38")
> SEGUICI su FB > clicca qui




Per info e prenotazioni scrivere a:
emptyarticolo1@gmail.com

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