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EMPTY, una room per le idee

EMPTY, una room per le ideeempty_rovereto_via_bezzi.jpgI_boschi_luminosi_di_sandro_tomanin.jpgPolifemo_Empty_35.jpgEmpty_giornale_sentire.jpg
spazi per cose di valore

Uno spazio per mente e mani, nato per ospitare il genio del Made in Italy, design, arte e moda su cui si fonda il patrimonio culturale ed economico del nostro paese. EMPTY è però anche una "stanza per le idee" in senso lato. Uno spazio vuoto dove concepire nuovi progetti oltre che mostrarli, dove il vuoto e la luce conferisce ispirazioni a cose, persone e idee. Una sorta di "Escape Room" dove scappare e rifugiarsi per un briefing, per un break-relax, per fare team building, per discutere o anche concludere affari nel silenzio ovattato di una stanza assolutamente insonorizzata e essenziale.
Per chi ha creato EMPTY, lo spazio è più semplicemente un modo diverso di "fare comunicazione" di quanti pensano e creano. E' cioè un foglio fisico e materiale, volutamente bianco, dove ciascuno può scrivere un pensiero o un'idea e comunicarsi come prodotto d'ingegno.


Lo spazio nasce da un'iniziativa privata. Senza la smania di dover parlare ad ogni costo lo spazio si abita di idee, quando le idee...ci sono. Meglio stare zitti e assaporare il silenzio (e il vuoto) piuttosto che fare atti peleonastici o parlare per non dire niente, esserci ...ma senza esistere. Quindi questo "temporary-show room" è aperto a tutti e a tutto, meno che alla banalità. L'ultimo progetto è stato dedicato all'arte con gli arazzi di Anna Lorenzetti, artista radiosa, estroversa, energetica e dalla creativitrà inesauribile, che realizza collage di tessuto con impunture a mano, decora legni e scatole e presenta totem di grande suggestione: nello spazio minimalista e bianco di Empty esplodono in tutta la loro cangiante cromia.

Nel 2016  le iniziative di EMPTY sono state rare, ma ugualmente intense. E la soddisfazione per i promotori è aver comunque sempre presentato cose inconsuete e nuove
. Nel raffinato spazio di via Bezzi 34, a Rovereto, sono sfilati pezzi di artigianato e opere d'arte. Ricordiamo l'omaggio a Bruno Baroncini scultore, ricordato ad un mese dalla morte,l'artista persiano Kuhe Nur  con il suo monumentale albero ricoperto di specchi, una metafora sul potere e i suoi frutti malati: il denaro. E poi lo strano bosco capovolto di  Wuux, neologismo onomatopeico a metà tra legno (wood) e luce (lux) delll'architetto Flavio Galvagni, con studio a Rovereto e artefice di alcuni importanti aspetti del concept di Empty.



< i boschi luminosi di Sandro Tomanin


 

Non era la prima volta che Empty ragionava intorno alla luce e al bosco o al tema dell'albero. Il  "temporary-show room", ha ospitato i vetri artistici di Sandro Tomanin (San Bellino, Rovigo) che a Rovereto aveva portato splendide sculture di vetro e quadri scolpiti con la tecnica della sabbiatura, rosoni di arte sacra su vetro soffiato a mano e legato a piombo ed una stupenda collezione di lampade Tiffany che è poi stata esposta anche al Salone del Mobile di Milano. La vetreria  è una piccola grande azienda: piccola perchè interamente a gestione familiare, grande perchè sa confrontarsi con la storia dell'arte e maneggiare un materiale antico e ancora misterioso con tecniche che prevedono l'uso di smalti, grisaglie in ossido di piombo, pigmenti sciolti in acqua e aceto, attente cotture, ritagli e composizioni: tutto rigorosamente a mano, pezzo per pezzo. Sandro Tomanin ha avuto il  complesso compito di restaurare un antico rosone della Cappella degli Eremitani a Padova,  ha presentato anche un ciclo dedicato ad Albrecht Dürer.


Empty ha dedicato attenzione anche al design e all'illuminazione con la presentazione della lampada Polifemo By Elena Crosina Illuminazione Masetto, pezzi unici realizzati a mano e dotati di tecnologia led ad alta potenza e altissimo...risparmio. Polifemo, ricavata da secolarialberi di ulivo. può stare accesa per 24 ore di seguito consumando solo 7 millesimi di euro.
Trai i progetti dedicati all'artigianato, i tessuti artistici e stampati a mano di Duale Costanza Giongo ed il Laboratorio di Restauro di Emanuele Togni di Brentonico che invece ha aperto uno squarcio su una storia aziendale che coniuga abilità manuale alla passione per il collezionismo. L'artigiano ha esposto interessanti rarità: tra queste un modellino in latta di una Ferrari (1950), pezzo molto conteso fra i collezionisti ed una Summa Theologiae di Tomaso D'Aquino del 1760. Tra i reperti storici anche un manifesto raffigurante Dante autografato da Gabriele D'Annunzio e modellini da tavolo di aerei da guerra in legno. Ha destato grande interesse il libro che narra un'operazioe di guerra del regime nazista in Francia, corredato di foto originali e in formato 3D e degli appositi occhialini per poterle vedere (anno di produzione attorno al 1940!)  > clicca qui



< L'albero del male di Kuhe Nur

 

"Empty" in inglese significa vuoto e lo spazio - dotato di un innovativo sistema di illuminazione a led e di una “allure” minimalista - lavora sul "vuoto" come contenuto offrendosi come una sorta di slow-shop, che chiede ritmi lenti, voglia di andare alla scoperta delle mani e della mente che stanno "dietro" al prodotto. "E' il negozio di tutti e in modo particolare di chi non ha negozio" affermano i proprietari. Il progetto si avvale della collaborazione della testata online Giornale SENTIRE.



I PROGETTI di EMPTY

> Anna Lorenzetti: arazzi e legni
> omaggio a Bruno Baroncini scultore
> Tra arte e artigianato: gli specchi di Kuhe Nur

> La lampada di design Polifemo
> Performance-live nello spazio Empty
> Sandro Tomanin artigiano-artista
> Omaggio ad Albrecht Durer
> "Tutto Tiffany" da Empty al Salone del Mobile

> Emanuele Togni restauratore
> La storia: il divano del Re
> Duale, tessuti stampati a mano
> TELEPACE presenta EMPTY  (dal minuto 9'38")
> SEGUICI su FB > clicca qui




Per info e prenotazioni scrivere a:
emptyarticolo1@gmail.com

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