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Arte e cultura

Energhéia, energia all'opera

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Arte per Expo2015

Curato da Cristina Muccioli (docente di Storia dell'arte all'Accademia di Brera), il progetto "Artepassante" ha radunato all'opera 5 donne, pittrici e docenti d'arte presso importanti istituti lombardi. Il gruppo - un unicum nel panorama artistico Italiano - è attivo da oltre 20 anni con numerose mostre in spazi pubblici e prende il nome di Artemisia, in omaggio alla grande pittrice.

Ispirato all'EXPO 2015 é il tema: l'energia, interpretata da ogni artista col proprio linguaggio.

“Energia” è una parola chiave che ispira e motiva la manifestazione dell’EXPO 2015 (Nutrire il pianeta. Energia per la vita) e merita di essere riconsiderata con riguardo in relazione con l’arte. Aristotele inventò, letteralmente, questo termine, En-ergheia, mutuandolo da ergon, lavoro, opera.

Per il filosofo greco l’energia non era una cosa determinata, qualcosa di semplicemente presente e percepibile, bensì di effettivo, in grado di provocare effetti. L’energia è al lavoro, è nel lavoro, così come l’opera d’arte è sempre all’opera perché genera e produce effetti, emozioni, sensazioni e riflessioni.

Ogni pittrice di Artemisia ha declinato in modo personale e riconoscibile la proposta tematica di EXPO, più insidiosa di quanto non sembri. Invita infatti a interrogarsi sulla necessità di produrre nutrimento, accadimento, per il pianeta che ha sempre nutrito e sostentato noi, che lo abbiamo però sfruttato senza scrupoli con spirito predatorio. Le risorse sono oggi risicate, insufficienti a sfamarci, benché la considerazione possa sembrare indulgere al catastrofismo facile nel nostro Occidente in crisi, certo, ma non ridotto in miseria. Siamo chiamati a una presa di coscienza responsabile, capace cioè di dare risposte nuove a problemi cronicizzati e quanto mai acuti.

Scrive nella presentazione Cristina Muccioli: "La Madre Terra ci diventa figlia, chiede tutela, conforto, riparazione. La femminilità del mondo naturale, del mondo tutto potremmo anche dire, è un archetipo della più profonda delle psicologie collettive, nato dalla meraviglia per la generazione spontanea di frutti e cacciagione con cui i nostri lontani antenati, raccoglitori e cacciatori erratici, vi si rivolgevano con l’immaginazione, con la rappresentazione, con i riti e con le prassi quotidiane che assicuravano la sopravvivenza. La donna, come l’uomo, è mortale".

Ma c'è un aspetto che Muccioli sottolinea. "La donna  genera, dà la vita, ne è gravida, la mette al mondo appunto, la offre al mondo superando la caducità dell’esistenza. Con la stanzialità, avvenuta non più di dieci, undicimila anni fa al massimo, l’essere umano ha appreso a coltivare la terra, procurandosi con il lavoro le proprie provviste, invece che raccogliendole semplicemente da un luogo finché aveva da offrirne, per poi lasciarlo alla propria rigenerazione.re l'arte vicino alla gente, vicino ai pendolari che ogni giorno transitano negli spazi dei passanti ferroviari".
Il lavoro è sfociato in una mostra allestita alla Galleria Artepassante (presso il passante ferroviario di Porta Venezia a Milano) nel 2014 con l'obiettivo di portare l'arte vicino alla gente, vicino ai pendolari che ogni giorno transitano negli spazi dei passanti ferroviari.

 

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