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Welfare generativo: nuovi fondi da Caritro

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Innovare nel sociale

Un welfare generativo, comunitario e territoriale che passi da previdenziale e assistenziale a promozionale e generativo, da frammentato e prestazionale a integrato e ricompositivo di legami e risorse. In altre parole un welfare di nuova generazione in grado di dare nuove risposte per le nuove vulnerabilità sociali.

Anche per il 2017 Fondazione Caritro sostiene progetti triennali di welfare generativo programmati e realizzati con logiche di rete e di comunità tramite un bando che prevede un budget complessivo di 500 mila euro e che vede anche la collaborazione di Provincia autonoma di Trento, Consiglio delle Autonomie Locali e Fondazione Demarchi.

Anche per il 2017 è stato quindi pensato un nuovo bando di concorso per progetti di welfare generativo programmati e realizzati con logiche di rete, che però vede anche la collaborazione, oltre che della Provincia autonoma di Trento e di Fondazione Demarchi, anche del Consiglio delle Autonomie Locali e delle Comunità di Valle.

Così c'era anche l’Assessore alla Salute e Politiche Sociali della Provincia autonoma di Trento Luca Zeni alla presentazione del bando. “Il territorio chiede azioni concrete che siano rappresentative di una condivisione di intenti e di proficue collaborazioni tra le diverse realtà pubbliche e del privato sociale. Proprio da queste interazioni possono nascere quelle nuove modalità di risposta a problematiche sociali che andiamo cercando, problematiche che  aumentano a fronte delle risorse economiche decrescenti, senza però che vi siano sovrapposizioni di progetti o iniziative.

"Nel nuovo bando 2017 ci focalizziamo in particolare su quei progetti di welfare generativo che abbiano una programmazione almeno triennale, realizzati con logiche di rete, che possono essere formate da realtà appartenenti al sistema del privato sociale - come ad esempio associazioni, cooperative, fondazioni e/o da enti locali. Il contributo messo a disposizione dalla Fondazione per questi progetti è complessivamente di 500 mila euro ed è volto a finanziare il 50% del costo complessivo previsto per la realizzazione delle singole iniziative” ha spiegato il Presidente della Fondazione Michele Iori che ha sottolineato come il progetto Welfare a Chilometro Zero sia nato lo scorso anno da un’intuizione del Comitato di Indirizzo della Fondazione.

Dapprima un attento ascolto del territorio attraverso un confronto con i principali attori sociali, economici e istituzionali per costruire un’analisi condivisa dei problemi di contesto. In un secondo momento l’individuazione di cinque temi strategici (Nuove vulnerabilità e nuovo lavoro di comunità, Luoghi incubatori di comunità, Facilitazione diffusa, Fare welfare in montagna, La condizione anziana) sui quali poter avviare i laboratori sperimentali di progettazione partecipata che si sono svolti da giugno a dicembre 2016 per un totale di 49 incontri a cui hanno preso parte più di 200 persone per costruire in rete dei nuovi progetti di welfare.

Dalla condivisione di problematiche ed idee, sono scaturite circa 20 idee di progetto provenienti da diversi network composti da differenti tipologie di realtà private ed enti pubblici.
www.giornalesentire.it - 23 gennaio 2017

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