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Ambiente

Sos rinoceronti: il Muse in prima linea con l'Arca di Noè

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Desaparecidos

Sono rimasti solo in 14 esemplari. Gli ultimi, orgogliosi rappresentanti della specie dei rinoceronti di Sumatra trascorrono la loro esistenza in cattività nell'isola del Borneo. L'unica speranza sarebbe ricreare artificialmente quella variabilità genetica che consenta la sopravvivenza e introdurla nel loro dna.
Ci sta pensando l"Arca di Noè" l'ambizioso progetto che unisce Verona, Trento e la Sabah Foundation, che nel Borneo malese si occupa di salvaguardia della biodiversità, proprio con l'obiettivo di salvare dall'estinzione i rinoceronti di Sumatra e, potenzialmente, qualsiasi altra specie.
Uno staff del MUSE Museo delle Scienze di Trento, come noto ha messo a punto un kit: un laboratorio mobile che sta in una valigia, con il quale è possibile "leggere" il dna ovunque, persino nella foresta. Con conseguenze inimmaginabili in tema di tutela e salvaguardia delle specie, anche delle più rare e delicate. Nella Maliau Basin Conservation area,  lo scorso luglio Massimo Delledonne e Michele Menegon del MUSE, sono venuti a conoscenza del destino, segnato, dei rinoceronti di Sumatra e hanno accettato l’invito dei malesi di leggere il genoma di tutti e 14 i rinoceronti rimasti così da permettere, in un futuro davvero prossimo, la creazione di una sorta di "Jurassic Park" delle specie animali in pericolo. Con la differenza che invece di riportare in vita quelle già scomparse, ora potenzialmente inadatte agli habitat del pianeta, il nuovo “Endangered Park” darebbe una seconda possibilità a quelle che ancora potrebbero sopravvivere, se non fosse il comportamento dell’uomo a condannarle alla progressiva scomparsa.

“Essere al punto di dover produrre dna sintetico per evitare che una specie come il Rinoceronte di Sumatra si estingua, la dice lunga sul rapporto compromesso che la società degli uomini ha con i sistemi naturali da cui dipende”  spiega Michele Menegon “i ricercatori, infatti, si augurano che in futuro si debba ricorrere sempre meno a tecniche di ingegneria genetica per garantire la sopravvivenza a specie come il Rinoceronte, ma che si trovi il giusto equilibrio tra le necessità di sfruttamento delle risorse naturali e la  salvaguardia delle ambienti e delle specie selvatiche”

29 novembre 2016 - www.giornalesentire.it

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Estinto il rinoceronte nero

Meritava una break news e la Cnn lo ha fatto: il rinoceronte nero dell’Africa occidentale è ufficialmente estinto. Era stato avvistato l’ultima volta nel 2006 ed ora è dichiarato ufficialmente estinto: il bracconaggio era salito quasi del 50% tra il 2011 e il 2012 con quasi 2.400 capi cacciati dal 2006.

Le stime sono state rilasciate dalla IUCN, Unione Internazionale per la Conservazione della natura, che annualmente compila la lista rossa delle specie più minacciate. Si tratta della più grande rete di “conservazione delle specie” al mondo che però nulla può contro l'uomo che ritiene la natura al proprio servizio e commercio.

Con l’avanzare delle tecnologie, i bracconieri hanno avuto vita facile: fucili super potenti, elicotteri, visori notturni e tante altre strategie che consentono di catturare e uccidere prede in via di estinzione come elefanti e rinoceronti.
Un imprevedibile alleato è però dato da Google che renderà pubbliche le query di ricerca o le offerte di vendita sul mercato nero del corno di rinoceronte.

Intanto c'è allarme per il rinoceronte bianco dell’Africa settentrionale e il rinoceronte dell’Asia.Sembra che queste due specie stiano seguendo le orme del rinoceronte nero e potrebbero estinguersi tra non molto se non si applicano immediatamente misure preventive.Di recente è stato siglato un protocollo d’intesa tra il Sudafrica e il Vietnam per affrontare il problema legato all’epidemia del bracconaggio di rinoceronti.

www.giornalesentire.it - luglio 2014
 

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