Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Arte e cultura

Archivio Enrico Baj al Mart

Archivio Enrico Baj al Martbaj_sentire_35.jpg
Storie d'arte

Roberta Cerini Baj, moglie dell’artista Enrico Baj, ha donato l’intero fondo di materiali appartenuti al marito e parte della sua biblioteca all’Archivio del ‘900 del Mart di Rovereto. I materiali sono consultabili in sede su appuntamento.

Enrico Baj è stato uno dei massimi protagonisti dell’arte italiana contemporanea; pittore e scultore, fu interprete attivo dei movimenti politici e intellettuali europei della seconda metà del Novecento.

L’archivio a lui intitolato, di notevoli dimensioni, documenta in maniera unica e completa il percorso artistico dell’artista milanese a partire dai primi anni Cinquanta. Il fondo comprende corrispondenza, scritti, fotografie, documentazione personale e professionale, video e numerosi materiali a stampa (inviti, cartoline d’artista, manifesti, ritagli stampa etc).

Oltre ai movimenti artistici di cui Baj fu protagonista, dall’Arte Nucleare alla Patafisica , l’archivio testimonia i contatti con gli ambienti letterari (da Sanguineti a Queneau), nonché i legami con alcuni tra i più attivi protagonisti delle avanguardie storiche come André Breton, Farfa e Francis Picabia.

Insieme all’eccezionale archivio, è stata donata al Mart parte della preziosa biblioteca dell’artista, comprendente esemplari provenienti dalle prime edizioni futuriste, libri e riviste d’avanguardia, nonché una bibliografia pressoché completa su Enrico Baj.

Enrico Baj (Milano, 31 ottobre 1924 – Vergiate, 16 giugno 2003) fondò insieme a Sergio Dangelo il Movimento della Pittura Nucleare. In polemica con la Scuola di Ulm di Max Bill nel 1953 insieme ad Asger Jorn fonda il Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste promuovendo incontri internazionali della ceramica ad Albissola Marina presso le Ceramiche Mazzotti ai quali partecipano Lucio Fontana, Emilio Scanavino, Karel Appel, Guillaume Corneille, Sebastian Matta, Aligi Sassu, Edouard Jaguer e altri.

Fu un catalizzatore di energie: a Parigi entra a far parte del Collège de Pataphysique e nel 1964 ottiene una sala personale alla Biennale di Venezia e nello stesso anno espone alla Triennale di Milano.

Sempre attento agli aspetti sociali del proprio lavoro, consacra nel 1972 una grande tela ai “Funerali dell'anarchico Pinelli”, dove riprende le proprie figure ispirate a Guernica. Dopo 40 anni, l’opera è stata esposta a Palazzo Reale di Milano nell'estate 2012. Tra i contatti con poeti e letterati si segnalano quelli con André Breton, Raymond Queneau, Edoardo Sanguineti e Umberto Eco. Oltre che attraverso le sue opere, la riflessione di Baj sull’arte ha preso forma in svariati volumi, anche a carattere autobiografico.



> Il Mart su GIORNALE SENTIRE

Arte e cultura

Arte e cultura

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif