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Persone e idee

Seguso, maestri vetrai da 23 generazioni

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Corona Perer

Alle nozze del duca di Spoleto (era il 1939) il servizio a tavola e le decorazioni furono predisposte per l'occasione da loro: i Seguso.

E' la più antica fra le dinastie muranesi di arte vetraria: la famiglia dei vetrai Seguso conta oggi la 23^ generazione. I primi documenti della loro presenza come vetrai risalgono infatti al 1397 e oggi a portare avanti la bottega del grande Archimede sono i nipoti Gianluca e Pierpaolo, figli di Giampaolo che dal capostipite aveva ricevuto l'eredità a metà del '900 un'eredità antica che è stata fonte di inesauribile ispirazione per molti artisti contemporanei.

Ma la storia affonda a piene mani nel secolo di Giotto quando i primi oggetti in vetro di Murano appaiono proprio sui dipinti del grande pittore.

La più antica testimonianza di un Seguso vetraio a Murano esiste. Come si possa affermarlo è semplice: Antonio, Filux Segusi, è citato come testimone in una vertenza di fornaci e se Tiziano e Caravaggio dipingono bicchieri e caraffe anche quelli son prodotti usciti da Murano.

La prima consacrazione si ha nel giro di due secoli quando nel 1605 il nome dei Seguso viene iscritto nel libro d'Oro di Venezia.

Con un balzo di tre secoli si arriva ad Archimede, nato nel 1909, una delle figure più importanti dell'arte vetraria del XX secolo. Anche oggi la famiglia è il fulcro di una tradizione che non può essere narrata a prescindere dai Seguso.

Sono oltre 75 i musei al mondo che conservano loro opere tra cui il Moma di New York, il Victoria & Albert Museum di Londra ed il British Museum. Una storia che coinvolge un'intera famiglia a sua volta cresciuta in più rami. Archimede  aveva 4 fratelli anche loro vetrai.

"Un paio di volte mi sono anche commosso fino alle lacrime di fronte alla maestria di mio zio Angelo" raccontava Giampaolo Seguso che ha ereditato dal padre Archimede la bottega e l'arte oltre che da lui anche dagli zii.

Oggi sono i suoi figli Gianluca, GianAndrea e Pierpaolo a portare avanti la tradizione e il costante lavoro di recupero e valorizzazione degli archivi storici. E lo stile prosegue portando vanto al vero made-in-Italy fatto in Italia, concepito da veri e grandi italiani.


> Opere in mostra a Venezia

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