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Fbk, ecosistema tra ricerca e impresa

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I nodi dell'innovazione

di Massimo Occello  (19.12. 2016) - “Una visione capace di guardare lontano è cosa  rara e poche sono le strutture e i luoghi in cui la si pratica. Vanno preservati e curati. FBK è uno di questi luoghi di elevata qualità che nel suo mezzo secolo di vita ha saputo mantenere visione e diventare laboratorio di sperimentazioni per l’intero Paese. E’ un valore riconosciuto all’Italia  in Europa e nel Mondo, che è cresciuto nell’ambiente dell’ Autonomia speciale trentina, e che oggi contribuisce a giustificarla”. Così conclude  Francesco Profumo, presidente della Fondazione Bruno Kessler che -insieme al presidente della Provincia Ugo Rossi  e all’assessora all’Università e Ricerca Sara Ferrari- ha voluto incontrare la stampa locale per fare il punto sull’ attività dell’Istituzione nel 2016.

In apertura Profumo aveva ricordato Paolo Prodi, da poco scomparso, già rettore dell’università di Trento e fondatore dell’Istituto Storico Italo-Germanico, che “ha segnato questo territorio” e forse più di tutti -insieme a Igino Rogger- contribuito a costruirlo “come stazione di posta tra la cultura latina e quella germanica. La sua intuizione che la ricerca umanistica e quella scientifica procedono a braccetto deve rimanere nel tempo a orientare il cammino della Fondazione, insieme al suo rigore e alla sua spiritualità laica” e aveva lanciato la proposta di istituire un premio scientifico in sua memoria, insieme alla Provincia e all’Università, subito prima di aver chiesto un minuto di silenzio per il professore.

Il Presidente Rossi cita il legame tra FBK e lo sviluppo del territorio, e sottolinea che dalla sua fondazione ad oggi “tutti hanno cercato di assicurare continuità e risorse a quella straordinaria visione lunga”. Ricorda che la Provincia ha chiesto alla Fondazione uno sforzo straordinario in termini di innovazione e stimoli alle imprese per garantire ai nostri giovani opportunità. In sintesi, citando Profumo, “per scaricare a terra tutta l’energia che viene prodotta dalla ricerca”. Stiamo vedendo i risultati di questo sforzo, e constatiamo che è la strada giusta. Stiamo attraendo risorse private e molte imprese hanno raccolto la sfida. “Noi vi accompagneremo in questo percorso virtuoso”.

Profumo chiarisce la missione della sua FBK: il Trentino produce energie e con queste finanzia la ricerca dell’Università e della stessa Fondazione: questa è la prima fase del processo.  Ma c’è una seconda fase ugualmente importante: una quota della ricerca pura può essere utilizzata per costruire sviluppo, posti di lavoro e qualità; “il Trentino non può vivere di sole mele” ripeteva Kessler nel 1963.  Vide lungo: qui da noi sono insediate 18 aziende dove lavorano 164 persone di alto profilo. C’è FCA (Fiat Crysler Automobiles), Poste Italiane, British telecom, Telecom, CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Persone che scambiano e si contaminano e crescono insieme. Non tutto passa attraverso l’etere! Occorre conoscersi e parlarsi”. In questi ultimi anni sono partite da qui oltre 50 start up, di cui una ventina sono diventate robuste. Fatturano oggi oltre 10 milioni di Euro. Alcune escono dal perimetro locale e cercano risorse e mercati. Abbiamo oltre 50 brevetti. Il nostro brodo di cultura sta diventando un ecosistema. Il prossimo anno le nostre “start up forti” potranno già essere  25 o anche  28. Sarà un segno di quello che stiamo facendo. A febbraio 2017 potremo presentare una fotografia precisa di ciò che il nostro ecosistema sta diventando.

“L’arrivo in forze di Fiat-Chrisler in primavera sarà un investimento di persone ed attività qualificate. Ci occuperemo di mobilità, ma soprattutto di guida autonoma, partendo dalla nostra esperienza sull’ intelligenza artificiale. Ci occuperemo anche di sicurezza informatica con Poste Italiane”.
Però da soli non ce la facciamo. “Abbiamo siglato quest’anno un accordo storico tra l’Università di Trento ed FBK per avere laboratori congiunti, dottorati comuni, condivisione di persone di particolare valore. Abbiamo anche approvato il piano industriale comune tra Fondazione Mack, Trentino Sviluppo, FBK e Università. Grazie alla Politica e alle Istituzioni lo spirito di Prodi e di Kessler vive in mezzo a noi.”
FBK ha in corso 268 progetti per un importo di oltre 16 milioni di Euro. Il 43% è finanziato da Istituzioni, enti o aziende aventi sede in Europa; il 20,9 proviene dal resto del Mondo; il 20,5 dal Trentino; il 15% da altre fonti italiane. Accordi permanenti con 3 Università italiane: Pavia e Brescia oltre Trento, e con 3 Università UK: University College, Imperial College e Queen Mary University, nonché con il Massachusetts Institute Of Tecnology, USA. Accordi per Dottorati di ricerca con le università di Padova, Bologna, Firenze e Genova. 106 dottorandi nel 2017, 57 italiani e 49 stranieri.
“Non dimentichiamo che il nostro mestiere è creare conoscenza e costruire futuro -prosegue Profumo- quindi noi progettiamo Dottorati non più singoli, ma un programma di Dottorati, e lo facciamo insieme al Mondo: abbiamo reputazione riconosciuta e un programma di grande qualità. E poi lanciamo il diploma supplement del Dottorato: cioè la certificazione di ciò che hai fatto e con chi lo hai fatto”. Un timbro di eccellenza.
Ci sarebbe tanto di più da scrivere su questa esperienza con FBK di cui a pelle si avverte il fascino. Avremo presto altre occasioni per approfondire. Concludo con il commento appassionato e sincero dell’assessora Ferrari: “ci sono state qui come nell’Università le condizioni per realizzazioni vere. Ciò che è stato detto è stato fatto, con convinzione e responsabilità. Noi siamo sulla linea di frontiera della ricerca e dell’innovazione come protagonisti sperimentatori di modelli. Abbiamo guadagnato credibilità nelle relazioni internazionali e ritorno effettivo sugli investimenti effettuati”. Scusate se è poco. Questa è pura speranza per i nostri figli e per il nostro Paese in un momento ce n’è davvero grande bisogno.

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