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Persone e idee

Serena Dandini ''Ferite a morte''

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08/03/2014

Serena Dandini ha attinto dalla cronaca e dalle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un «ex».

Per una volta, sono loro a parlare in prima persona. «Ferite a morte», spettacolo con Lella Costa, Orsetta de Rossi, Giorgia Cardaci e Rita Pelusio, che è approdato anche al Palazzo di vetro dell'Onu, a New York.

Il lavoro di scrittura trae spunto da eventi di cronaca realmente accaduti; un lavoro che dopo essere diventato un libro si è sviluppato prima in un reading, una lettura pubblica, e poi in uno spettacolo teatrale vero e proprio.  

Storie di donne che sono morte a causa della gelosia, della violenza dei loro compagni e mariti, di pratiche "tradizionali" come l'infibulazione, ma anche a causa dell'indifferenza, o dell'inadeguatezza degli strumenti con cui intervenire: ecco la casistica più diffusa.

Grazie al contributo del mondo dello spettacolo è stato dato voce ad un fenomeno che appare molte volte solo come una notizia di cronaca.

Il dramma nascosto dietro a queste storie è la solitudine, e il lavoro di rete tra i diversi soggetti, pubblici e privati, che si occupano del problema, diventa indispensabile sia ai fini della prevenzione sia per assistere e tutelare realmente le donne vittime di violenza.

Senza dimenticare il grande lavoro che resta da fare anche sugli uomini.

Il problema della violenza appartiene tanto alle donne quanto agli uomini e chiama in causa un cambiamento della cultura, un affinamento degli strumenti educativi, fin dalle aule scolastiche. Non tanto educazione alla sessualità, ma vera e propria educazione all'amore, alla vita sentimentale.

 "Le cose oggi stanno finalmente cominciando a cambiare - ha detto Serena Dandini intervenuta di recente a Trento nel corso di un incontro organizzato dal Servizio politiche sociali della Provincia in collaborazione con il consorzio dei comuni.

"Penso alla violenza domestica, che veniva considerata un tempo come una sorta di 'effetto collaterale' della famiglia, della coppia, insomma come un qualcosa di folcloristico, e che oggi invece inizia a ricevere un'attenzione diversa".

Dandini ha poi aggiunto "...solo pochi anni fa è stata tolta in Italia l'attenuante per il delitto d'onore. Oggi c'è una maggiore consapevolezza che bisogna insistere, come cerchiamo di fare anche noi con questo spettacolo, sul lavoro culturale e di prevenzione. In Trentino ho visto che siete molto avanti, che state lavorando nella direzione giusta".

 

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