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Attualità

Festival Economia di Trento

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Edizione 2014

La mobilità sociale mette assieme la legittima esigenza di una maggiore equità, consentendo a chiunque abbia dei talenti di emergere, e l'imperativo dello sviluppo economico, perché laddove la mobilità sociale è più elevata anche i livelli di crescita e di benessere diffuso sono più alti. Ma attenzione: spesso è più facile parlare di mobilità sociale che lavorare convintamente affinché essa diventi realtà, perché mobilità significa anche messa in crisi di equilibri consolidati.

E' quanto hanno detto a più riprese le autorità intervenute alla decima edizione del Festival dell'Economia: il governatore del Trentino Ugo Rossi, il responsabile scientifico, ora anche presidente dell'Inps, Tito Boeri,  il presidente dell'Università di Trento Innocenzo Cipolletta, il rettore dell'ateneo trentino Paolo Collini, l'editore Giuseppe Laterza, il sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il chief economist del gruppo Intesa Sanpaolo Gregorio De Felice, la curatrice della mostra del decennale Nunzia Penelope.

I saluti di apertura sono stati affidati dal moderatore, il capufficio stampa della Provincia Giampaolo Pedrotti, al sindaco di Trento Andreatta, che ha richiamato l’accoglienza che Trento ha sempre riservato a questa manifestazione, con i suoi spazi, i suoi volontari, le tante iniziative “di contorno”.

Cipolletta ha ricordato come il tema scelto, la mobilità sociale, sia controverso, cosa che può essere rinvenuta anche nei comportamenti privati di ogni cittadino. “Spesso si è orgogliosi della mobilità sociale nel passato – ha sottolineato – e molto più cauti su quella del presente o del futuro”. Un esempio è quelli degli immigrati dai paesi più poveri, che l’Europa cerca di tenere lontano da sé.

Per il rettore Collini il Festival dell'Economia di Trento è però esso stesso uno strumento di mobilità sociale, mettendo il sapere degli specialisti a disposizione di tutti i cittadini e favorendo un libero confronto su temi sempre di grande attualità.

Il direttore scientifico del Festival Tito Boeri ha ricordato come il tema della prima edizione era stato ricchezza e povertà, speculare a quello di quest’anno. La mobilità sociale è importante per ragioni di equità, naturalmente, ma anche di efficienza e di crescita economica, perché mobilità “vuol dire consentire a chi ha le capacità di emergere”.
Nella sua nuova veste di presidente dell’Inps Boeri ha inoltre auspicato che l’Istituto possa dare un contributo alla crescita dell’equità sociale e al miglioramento del welfare del Paese.

Laterza ha detto che chi fa l’editore è per sua natura convinto che ci sia un legame stretto fra mobilità sociale e conoscenza. “Il Festival è un investimento in conoscenza, diffusa, accessibile, per quanto possibile, capace di presentare punti di vista diversi e anche di fare autocritica. La partecipazione è sempre stata molto forte, il che significa che sia la formula sia il livello qualitativo sono stati all’altezza della sfida”.

Nunzia Penelope che segue il Festival dal 2006 ha fatto un paragone: "...il Festival di Trento è stato sempre avanti, lo Steve Jobs dei festival”.
Infine il governatore del Trentino Ugo Rossi, che ha segnalato come la mobilità sociale sia essenziale: in questa direzione vanno gli investimenti in scuola e università, nelle infrastrutture telematiche e nei servizi, nella crescita della nostra competitività.

"Il Trentino ha anche sperimentato già da qualche anno il reddito di cittadinanza e sta approntando una batteria di ammortizzatori sociali innovativi. Lo stesso dicasi per previdenza e sanità. Tutti questi sono elementi che favoriscono la mobilità e la coesione. Ma quale mobilità sociale vogliamo? Una mobilità sociale che riguarda le persone ma anche i territori, e questo significa accettare la logica del merito, della competizione, dell’orientamento ai risultati. Non è un peccato parlare di business. Accanto a questo, uno sforzo continuo per garantire pari opportunità a tutti e per stare accanto a chi va più piano”.
Un saluto infine anche a chi il Festival lo critica o lo contesta: "...perché il pluralismo è parte integrante di questa grande manifestazione".
(Trento 29 maggio 2015)



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