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Scienza e ricerca

Tessuto dagli scarti di agrumi

Tessuto dagli scarti di agrumiAdriana_ed_Enrica.jpgarance-rosse-di-sicilia.jpgOrange_Fiber_giornale_sentire.jpgPolo-tecnologico-Rovereto-giornale_sentire.jpgorange_fiber_giornale_sentire_13.jpg
di Agostina Zwilling

“Orange Fiber”, ricava dagli scarti di lavorazione degli agrumi tessuto. La startup è opera di due ingegnere catanesi, Adriana Santanocito ed Enrica Arena.

"Sapevamo che il 25% della produzione totale viene buttato o neanche raccolto e studiando il problema abbiamo appreso che in Italia vengono prodotte più di 700 mila tonnellate di scarti industriali da lavorazione di agrumi" raccontano. Doveva esserci una soluzione" raccontano. La loro ricerca ha portato ad un risultato concreto: dagli scarti, viene una viscosa la quale -  adeguatamente trattata - dà vita ad un acetato. Abbinando il tutto alla seta ecco il tessuto all'arancia.

I filati di arancia sono morbidi al tatto e flessibili a varie lavorazioni (dal tessuto al pizzo), hanno un grande pregio serico: al tatto sono moribidissimi e piacevoli. Il filato di acetato da agrumi è stato abbinato alla seta ed è in due varianti: raso tinta unita (color seta naturale) e pizzo (color naturale e nero), insieme a due varianti di filato di colore giallo e arancio.

Circa la resistenza del filo, sono ancora in corso indagini, ma a livello sperimentale si è già capito che produrre tessuti dai resti di agrumi si può: e non è poco. La filiera di lavorazione si trova però fuori dall'Italia. Il prodotto va in Spagna per il trattamento e poi torna sotto forma di filo qui in Italia. La tessitura viene fatta a Como.

I primi contatti con le industrie della moda ci sono già. Loro intanto hanno in mano il brevetto registrato sul mercato italiano, mentre è già partita la richiesta di brevetto internazionale. Le due ricercatrici-imprenditrici pensavano in un primo tempo di venderlo. "Poi ci siamo convinte che era giusto seguire il prodotto fino alla sua lavorazione finale" dichiarano.

Hanno scelto di avviare l’attività d’impresa in Trentino grazie al sostegno del fondo Seed Money-FESR ed ai servizi di accompagnamento garantiti dall’incubatore d’impresa di Trentino Sviluppo. La loro impresa ha però sede legale a Catania, dove sono nate e da dove sono partite per andare a studiare a Milano. Ma è a Rovereto che han trovato il modo di partire in un territorio aperto all’innovazione, che guarda ai mercati internazionali. E dove non è escluso che dalle arance siciliane si possa passare al trattemento di scarti di uva e mele.





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