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Scienza e ricerca

Cellulari: FBK mette a segno una importante novità

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Ricerca ad alto livello

11 ottobre 2016 - Un componente tecnologico innovativo che potrà essere di fondamentale importanza nei sistemi di telecomunicazione 5G di prossima generazione è stato di recente messo a punto alla Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento. Lo studio che lo descrive è pubblicato sull’ultimo numero della rivista americana di settore IEEE Electron Device Letters, considerata di riferimento nel panorama internazionale (http://ieeexplore.ieee.org/stamp/stamp.jsp?reload=true&arnumber=7556311)

Si tratta di un attenuatore di potenza di pochi millimetri quadrati in grado di far diminuire l’intensità dei segnali a radio frequenza e di funzionare in pratica al contrario di un amplificatore. Una caratteristica di grande importanza nella componentistica dei futuri cellulari che lavoreranno a frequenze più alte e che avranno quindi bisogno anche di componenti hardware capaci di attenuare, quando è necessario, l’ampiezza del segnale in entrata, per evitare che livelli di potenza eccessivi possano danneggiare l’elettronica di trasmettitori e ricevitori.

“Questo componente”, spiega Jacopo Iannacci, ricercatore all’Unità MST del Centro Materiali e Microsistemi FBK, “potrebbe avere possibilità concrete di affermarsi commercialmente soprattutto alla luce delle specifiche molto stringenti che i protocolli di comunicazione 5G, la quinta generazione di reti cellulari, imporranno nei prossimi anni. Si tratta in particolare di un microsistema per applicazioni a radio frequenza che può lavorare fino a 110 Gigahertz. Nel mondo attualmente è unico nel suo genere dato che al massimo ne esistono in grado di operare fino a 30-40 GHz”.

Il componente è stato interamente progettato e realizzato nei laboratori della Fondazione Bruno Kessler di Trento ed è stato poi sperimentato in Germania, presso i laboratori del Fraunhofer IZM di Berlino.
 

< foto: la sede di FBK a Povo (dettagli di una immagine di Carlo Baroni archivio FBK)


 

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Fbk ed Elettra Sincrotrone: accordo per la ricerca
(aprile 2014)

Un accordo di collaborazione scientifica è stato siglato tra Elettra Sincrotrone Trieste e la Fondazione Bruno Kessler (FBK) di Trento per promuovere opportunità congiunte di ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico e innovazione. Uniranno le proprie competenze nelle scienze dei materiali e nelle micro e nanotecnologie, per partecipare a progetti comuni in ambito nazionale e internazionale.

Elettra Sincrotrone Trieste è un centro di ricerca internazionale, insediato nel parco scientifico tecnologico AREA Science Park e specializzato nello studio dei materiali attraverso uno strumento d’analisi di grande versatilità e potenza: la luce di sincrotrone. Questa luce permette di rivelare i dettagli della struttura e del comportamento di atomi e molecole, per dare soluzione ai problemi più diversi, in ambiti che vanno dall’elettronica alle scienze ambientali, dalla farmacologia alla diagnostica, dall’ingegneria alle nanotecnologie e alla tutela dei beni culturali. Nel centro operano due diverse sorgenti di luce di sincrotrone: Elettra, un anello di accumulazione di terza generazione dal quale il centro stesso ha preso il nome, e  FERMI, un laser a elettroni liberi di nuova concezione.

La luce prodotta viene raccolta e diretta verso oltre 30 stazioni sperimentali, che la utilizzano come principale strumento d’analisi. Laboratori di chimica, microscopia, scienza dei materiali, elettronica e informatica supportano le attività di ricerca svolte presso queste stazioni e ampliano l’offerta tecnologica del centro. Le tecnologie di Elettra Sincrotrone e i suoi strumenti di ricerca allo stato dell'arte sono in grado di rivelare la struttura e il comportamento di atomi e molecole. Collabora con la comunità scientifica e con l'industria per offrire risposte e soluzioni in diversi ambiti: chimica, biologia, farmacologia, nanotecnologie, tutela dell'ambiente o dei beni culturali e molto altro.


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