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Fondazione Caritro lancia il ''Welfare a km zero''

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Welfare generativo

E' stato presentato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto il progetto “Welfare a km zero”, un progetto innovativo per la diffusione di una cultura di welfare generativo nella Provincia di Trento realizzato in partnership con la Fondazione Demarchi e l’Assessorato alla Salute e Solidarietà Sociale della PAT.
Partendo da un dato che è quello di una società che cambia e che vede, allo stesso tempo, l’evaporazione dei legami sociali (familiari e di vicinato), la diffusione della vulnerabilità del ceto medio (1/3 delle famiglie fatica ad arrivare a fine mese) e il recente crollo delle risorse monetarie a disposizione della Pubblica amministrazione a fronte dell’aumento esponenziale del numero e della complessità dei problemi delle famiglie, la Fondazione Caritro ha creduto che il welfare generativo fosse la giusta risposta a tale situazione.

Welfare generativo significa che gli euro investiti nelle iniziative non sono solo volti e gestire dei problemi, ma anche a produrre le riscorse relazionali e finanziarie perchè possano essere gestiti in futuro con contributi finanziari decrescenti nel tempo.
Di qui l’impegno a presentare un progetto che ha lo scopo di fa crescere una nuova cultura nella nostra comunità, un progetto per sostenere la collaborazione tra soggetti diversi (non solo afferenti all’area del welfare ) e valorizzare l’intelligenza pratica della gente comune.

La Fondazione vuole essere elemento di stimolo a questo cambiamento, credendo che solo attraverso questo percorso si arriverà a creare le giuste risposte che l’intera comunità trentina sarà chiamata a dare ai bisogni del nostro territorio.
La sfida del nuovo welfare generativo e comunitario è complessa e richiede un approccio graduale, rispettoso di tutto ciò che la comunità trentina ha costruito nel tempo e al contempo attento a stimolare una cultura di cittadinanza attiva tra le persone che non sono già impegnate: è una sfida che la Fondazione ha voluto raccogliere attraverso la presentazione di questo nuovo progetto. Attraverso un attento e paziente lavoro di ascolto del territorio e dei suoi attori si cercherà di allestire una conversazione costruttiva diffusa, creando poi momenti di restituzione degli elementi emersi.


< foto: Gabriele Anzellotti (comitato di indirizzo)


Il progetto, che la Fondazione Caritro presenta in collaborazione con la Fondazione Demarchi, prevede un percorso di ascolto del territorio attraverso un fattivo colloquio con i principali attori sociali, economici e istituzionali per costruire un’analisi condivisa dei problemi di contesto in modo da poter poi allestire laboratori progettuali e stimolare la nascita di progetti concreti.
Un cultura si innova attraverso dei fatti. Ci proponiamo dunque far crescere un quantità consistente di progetti che si muovano nell’ottica del welfare generativo, perché possa gradualmente indursi una modificazione dell’ottica con cui la nostra comunità di occupa dei problemi che l’attraversano. Questo non perché finora i servizi di welfare abbiano mal operato, ma perché le modificazioni della società impongono un mutamento di prospettiva e di intervento.
In questa direzione va anche il bando per progetti di inserimento lavorativo che la Fondazione Caritro ha pubblicato e che scade il prossimo 30 aprile 2015. Le risorse complessivamente stanziate per questo bando ammontano a 130.000 euro.
Maggiori informazioni sul sito www.fondazionecaritro.it
17 aprile 2015


> Il commento di Massimo Occello "Aiutiamoci ad aiutare"


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FONDAZIONE CARITRO: "CREDIAMO IN UN NUOVO WELFARE"
di Corona Perer

Trento, 1.10.2014 - Una Fondazione solida, che aumenterà le erogazioni, non ha sofferenze ed ha persino due anni di esercizi garantiti grazie ai preziosi accantonamenti di questi anni. Con un patrimonio di 380 milioni ed erogazioni annue tra i 6,5-7 milioni di euro nei settori della ricerca scientifica, istruzione, cultura e del volontariato, Fondazione Caritro ha ufficializzato oggi le parole chiave dei prossimi investimenti. Una su tutte: giovani. "Li aiuteremo in tutti i modi possibili" ha detto il presidente Michele Iori nella giornata Europea delle Fondazioni che ogni anno ricorre il 1 ottobre. Presenti Giuseppe Belli (vicepresidente), Gabriele Anzellotti presidente del comitato di indirizzo ed il direttore generale Mariano Marroni, sono stati presentati gli interventi guida del 2015. Nonostante la crisi, Fondazione Caritro appare come una operosa (e sana) formica che guarda al futuro e continua a lavorare per costruirlo e rafforzarlo.
E' solo una delle 88 fondazioni bancarie italiane (nonchè una delle 47 che stanno a "Nord" dello stivale), ma a differenza delle altre ha ceduto tutti i pacchetti di partecipazione alle Banche, si muove dunque come un vero e proprio ente morale svincolato da interessi di parte.In 20 anni ha erogato qualcosa come 108 milioni al mondo dell'Università trentina, senza contare che ha spesso coperto le spese per bandi e borsisti, nonchè la nascita del Centro Mente Cervello per altri abbondanti 43 milioni.
Nel 2015 le erogazioni non diminuiranno. "Le nostre previsioni  ci fanno prevedere ricavi per 15 milioni e 800 mila euro tra gestione, interessi e obbligazioni - ha dichiarato Michele Iori - Avremo un avanzo di esercizio di 13 milioni e mezzo di euro e potremo garantire il livello di erogazioni del 2014 che anzi aumenteranno a 6 milioni e mezzo. Ed inoltre accantoneremo 4 milioni e 200 mila euro come residuo da destinare al fondo di stabilizzazione che permette di garantire le erogazioni nel futuro" ha aggiunto Iori. E a dire la solidità della gestione patrimoniale basti un dato: attualmente Fondazione Caritro ha garantite erogazioni per altri due esercizi. Farà come sempre la parte del leone la ricerca scientifica ("perchè è quella che ha le prime e più dirette ricadute sul tessuto sociale" afferma Iori): riceverà qualcosa in più del 2013 e 2014 e quindi assorbirà il 36,7% delle erogazioni totali.
Quanto al riparto delle erogazioni Gabriele Anzellotti presidente del comitato di indirizzo, a capo dell'assemblea dei soci che delibera gli interventi e decide anche le direttrici guida, ha spiegato che  educazione e formazione avranno garantito quel 25% di fondi finora sempre stanziato (1 milione e mezzo circa di euro), altrettanto andrà più o meno all'arte, ai beni e alle attività culturali del territorio. Filantropia, beneficenza e volontariato avranno il 14% delle erogazioni.
Saranno garantiti i fondi e il sostegno al mondo del volontariato per alleviare situazioni di difficoltà. "Ma pensiamo a modalità diverse del passato" - ha spiegato il presidente del comitato di indirizzo  "crediamo cioè che l'azione sui soggetti svantaggiati non debba configurarsi come mera assistenza tampone, ma come un coinvolgimento più globale della comunità e del  soggetto dentro un progetto. E' quello che chiamiamo welfare generativo" ha aggiunto Anzellotti che ha anticipato anche l'intenzione di finanziare iniziative culturali all'interno del carcere di Trento. Pur nuovo e moderno, lascia a desiderare sul piano della proposta ri-educativa.



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