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Arte e cultura

Tullio Crali, futurista e aeropittore

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a Casa Depero

Conosciuto soprattutto come futurista e aeropittore, Tullio Crali è stato uno sperimentatore totale, un artista eclettico che consacrò la propria vita alle arti, dalla pittura al teatro, dall’architettura alla moda. E' stata inaugurata alla Casa d’Arte Futurista Depero la mostra “Crali. Testimonianze futuriste”, a cura di Nicoletta Boschiero, che approfondisce la ricerca su uno dei protagonisti del futurismo il più celebre movimento culturale italiano della prima metà del secolo scorso.

Attraverso l’importante nucleo di opere presenti al Mart, frutto di acquisizioni e donazioni, viene presentata la prima fase del lavoro di Crali, legata soprattutto ai bozzetti per il teatro e la moda che rappresentano per lui esperimenti divertenti. Dai bozzetti esposti in mostra, organizzati in preziosi leporelli, deriva una visione puntuale del mondo degli anni Trenta, con la crisi economica e il fantasma della guerra da un lato e le istanze di forza e rinascita dall’altro.

La parola scritta ma soprattutto declamata è, come è noto, uno dei punti di forza del movimento futurista. Il percorso di mostra è pertanto completato da due video di repertorio nei quali vengono enunciati testi del padre del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti: nel primo lo stesso Tullio Crali recita “La battaglia di Adrianopoli”, nel secondo Carmelo Bene recita “Uccidiamo il chiaro di luna”.

Nato a Igalo (Montenegro) nel 1910, Tullio crali aderisce al futurismo e comincia a muovere i primi passi nel mondo dell’arte nel 1929. Tra il 1931 e il 1933 partecipa alle mostre itineranti di aeropittura a Milano, Parigi, Vienna, Atene e Bruxelles. Nello stesso periodo realizza bozzetti teatrali, progetti di architettura e cartelloni pubblicitari. Si interessa anche di moda, creando le giacche sintetiche e le camicie anti cravatta.

Inizia una ricerca affine a quella di Enrico Prampolini sull’arte plastica, assemblando materiali diversi e creando opere polimateriche. nel 1939 partecipa con opere di aeropittura alla III Quadriennale di Roma, nel 1940 la biennale di Venezia gli dedica una sala personale. Nel 1942 partecipa ancora alla biennale di Venezia.

Nel 1944 scompare Flilippo Tommaso Marinetti da cui Crali riceve in eredità il compito morale di proseguire e difendere le scelte futuriste. Si trasferisce dapprima a Torino poi a Parigi, dove inizia a realizzare, secondo una tradizione molto marinettiana, i ricchi volumi autobiografici, nei quali raccoglie note, schizzi, scritti, corrispondenza, fotografie e molti altri materiali documentari. Nel 1959 si trasferisce a Milano. Scrive il manifesto della sassintesi, nel quale teorizza la creazione di sculture che rispettino l’integrità della forma di materiali naturali e rinvenuti per caso. Relatore e conferenziere, Crali interviene sui temi del futurismo alternando poesia a opere dedicate ai voli acrobatici delle Frecce Tricolori.

Il Mart gli ha dedicato una grande mostra nel dicembre del 1994, presentandolo nella duplice veste di futurista e aeropittore. E' scomparso a  Milano il 5 agosto 2000.

Rovereto 13 marzo 2015


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