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Scatti d'autore

Lezioni di Fotogiornalismo e Reportage

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Galleria civica di Modena

"Donde Estan" che pubblichiamo in questa pagina è eloquente: ci si riferisce alla tragedia dei desaparesidos, al dolore di tante madri, al silenzio che circondò quella tragedia di regime. La foto fa parte della selezione curata da Silvia Ferrari, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nel febbraio 2014.

Raccontano i manuali di storia della fotografia che Roger Fenton, avvocato e fondatore della Royal Photografic Society, venne mandato da Sua Maestà a documentare la guerra di Crimea. Nel 1855 gli inglesi erano scossi a seguito dei resoconti apparsi sulle colonne del Times di Londra sullo stato delle truppe britanniche decimate dal nemico, dal freddo e dal colera. La sua missione era dimostrare all'opinione pubblica fotografie tranquillizzanti. Fenton inviò una fotografia di guerra senza morti e persone vive: solo pietre e palle di cannone disseminate su un vuoto e pietroso paesaggio. La desolazione della guerra, di ogni guerra. Il reportage era servito.

Con la mostra  "Fotogiornalismo e reportage. Immagini dalla collezione della Galleria civica di Modena", realizzata interamente con materiale proveniente dalle proprie raccolte, è stato possibile compiere una ricerca che dà conto della fotografia considerata dal punto di vista del suo potenziale documentario e di testimonianza ed è l'occasione per mostrare la ricchezza del genere nella collezione che comprende alcuni dei nomi che hanno fatto la storia della fotografia di reportage a livello mondiale come Weegee, Henri Cartier-Bresson, Tim N. Gidal, Robert Capa, Werner Bischof, William Klein, oppure, per stare sul territorio italiano, Caio Mario Garrubba, Mario De Biasi, Gianni Berengo Gardin e Ferdinando Scianna.

Fotografie che illustrano momenti e personaggi entrati nella storia: Che Guevara, Fidel Castro, Konrad Adenauer, Bill Clinton e Nelson Mandela, oppure che documentano episodi cruciali, conflitti, viaggi, esplorazioni e indagini sociali come le drammatiche vicende del Cile durante la dittatura di Pinochet, la rivoluzione ungherese del '56, la strage dei Watussi in Burundi nel '64, la caduta del muro di Berlino.
Alcuni scatti di Gianni Berengo Gardin sono dedicati alle comunità di zingari in Italia e alcuni ritratti di donne algerine costrette a farsi fotografare a volto scoperto per i documenti di identificazione durante la colonizzazione francese degli anni Sessanta. Il ritratto di una anziana donna scattato nelle Filippine nel 1976 porta la firma di Gina Lollobrigida.

Le fotografie sono state in gran parte utilizzate in passato per essere pubblicate sulla stampa quotidiana o periodica, come le indicazioni manoscritte sul retro (misure, tagli da operare) testimoniano. Si tratta di testimonianze di un tempo e di una pratica professionale oggi scomparsa e appannaggio dei migliori. Tra questi ci sono certamente: Andrea Annessi Mecci, Gianni Berengo Gardin, Werner Bischof, Édouard Boubat, Romano Cagnoni, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Mario De Biasi, Mauro Galligani, Marc Garanger, Caio Mario Garrubba, Paolo Gasparini, Tim N. Gidal, Gianfranco Gorgoni, Mark Greenberg, William Klein, Josef Koudelka, Alf Kumalo, Mimmo Jodice, Gina Lollobrigida, Giorgio Lotti, Mary Ellen Mark, Ramon Masats, Melina Mulas, Gregers Nielsen, John Phillips, Roger Pic, Sebastiao Salgado, August Sander, Daniel Schwartz, Ferdinando Scianna, Aldo Soligno, Arthur Tress, Adam Clark Vroman, Weegee.

C.Perer


 

 

 

> Reportages di guerra: il caso Fenton

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