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Persone e idee

Josef Mayr Nusser, eroe contro

Josef Mayr Nusser, eroe contro
Testimonianze

"Se nessuno avrà mai il coraggio di rifiutare il nazionalsocialismo, questo sistema non finirà mai”. Lo disse Josef Mayr-Nusser, il giovane sudtirolese, padre di famiglia (di cui è avviato il processo di beatificazione)  il 4 ottobre del 1944 quando rifiutò il giuramento alle SS - dopo essere stato arruolato a forza. Al personaggio è dedicato un libro di Francesco Comina "L'uomo che disse no a Hitler"

Quell'atto di ribellione personale al nazismo costò la vita al dirigente dell'Azione cattolica di Bolzano. Pochi mesi dopo venne processato a Danzica e accusato di disfattismo. Fu avviato al campo di concentramento di Dachau, ma morì in un freddo vagone merci fermo alla stazione di Erlangen la mattina del 24 febbraio del 1945. Josef aveva in mano soltanto il vangelo e un messale.

Josef Mayr-Nusser già a partire dalla metà degli anni Trenta scrisse sugli organi si informazione cattolici in lingua tedesca del Sudtirolo la sua ribellione al nazionalsocialismo e all'idolatria del Führer: "Intorno a noi c'è il buio, il buio della miscredenza, del disprezzo e della persecuzione. Eppure dobbiamo accendere la speranza e dare la nostra testimonianza anche se non ci considerano, anche se ci umiliano, anche se ci disprezzano. Dare testimonianza oggi è la nostra unica arma efficace".

Ha scritto molto Josef Mayr-Nusser, dipendente di una ditta commerciale, sposato con Hildegard Straub e padre di un bambino, Albert. I suoi articoli erano di fuoco. Oltre all'impegno nell'azione cattolica aveva fondato e diretto una conferenza della San Vincenzo per stare accanto ai poveri della città.

Quando morì aveva 35 anni. Nelle commoventi lettere alla moglie dal carcere di Danzica (il processo si concluse con la condanna a morte per disfattismo) spiega così il motivo del suo gesto: "Amatissima Hildegard, ciò che più di ogni altra cosa affligge il mio cuore, o mia fedelissima compagna, e che, nel momento decisivo, la mia professione di fede ti getterà in un immane dolore. L’impellenza di tale testimonianza è ormai ineluttabile; sono due mondi che si scontrano l’uno contro l’altro. I miei superiori hanno mostrato troppo chiaramente di rifiutare e odiare quanto per noi cattolici e sacro e irrinunciabile. Prega per me, Hildegard, affinché nell’ora della prova io agisca senza paura o esitazioni secondo i dettami di Dio e della mia coscienza".

 

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