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Persone e idee

Francesco Valduga e il rilancio di Rovereto

Francesco Valduga e il rilancio di Roveretobilancio_semplice_2.jpgIMG_2526.jpgdida_giornale_sentire.jpgIMG_2525.jpgValduga2.jpgdida_giornale_sentire1.jpgex_alpe.jpgFrancesco_Valduga_giornale_sentire_2.jpg
Un bilancio di visione

di Massimo Occello - E' più alto di quanto immaginassi e ha l'aria buona e determinata. E' anche fortunato, perchè, grazie all'allentamento del patto di stabilità, il suo primo bilancio di previsione può iscrivere oltre 19 milioni di entrate straordinarie (frutto prevalente di risparmio forzoso imposto dallo Stato negli anni precedenti) e chiude così a sfiorare i 97 milioni di euro. Francesco Valduga imposta su queste cifre un ragionamento ordinato e diretto, inconsueto di questi tempi.

Mi stupisce l'uso frequente del "noi", che non è - però - un plurale di maestà, ma un plurale di comunità. Coinvolge la Giunta, il Consiglio (dove pur siedono opposizioni mordaci), le Famiglie e la Gente. Tutti ugualmente maiuscoli. Ed è subito evidente lo sforzo del "fare" e le "manovre" per renderlo "possibile" in questi pochi mesi: sono interventi, servizi, lavori; ciascuno con le sue procedure. Molte cose nuove realizzabili anche grazie a quel "pò di fiato"concesso dalla sorte. Ma provvedere subito -e cercare di farlo bene- "è fatica".
Per raccontarlo usa tre parole chiave: Relazione, Vocazione e Territorio.

La "Relazione" riguarda la modalità dell'intervenire: "insieme" alla Provincia, e ai Comuni vicini, ma anche con la Comunità di valle. Il rapporto è positivo e convergente. La sinergia riduce l'attrito e le spese. Riguarda per esempio l'accoglienza dei migranti, come il rammendo delle periferie industriali. Le reti tecnologiche come la calendarizzazione di attività. La viabilità stradale e ferroviaria.
In questo capitolo della Relazione ci sono due commi che riguardano di più i Cittadini: non aumentano le tasse (è un fatto) e "costiamo meno noi" (non solo come politica ma "anche come struttura"). Via alcune auto comunali, si "riduce un pò" la spesa del personale, si riorganizza la dirigenza (anche con semplificazioni). Non so bene perchè, ma queste cose non suonano slogan di moda: credo che le farà; e che qui avrà le difficoltà maggiori. Un oncologo (praticante e aggiornato) conosce la malattia. Sa che parlare non serve. Occorre fare e fare in fretta.

La seconda parola è "Vocazione". Occorre reinvestire nelle vocazioni di Rovereto. La prima è la cultura, con il "Polo museale integrato"(che non è solo Mart); poi c'è la formazione (polo provinciale Damiano Chiesa); la ricerca e l'innovazione: neuroscienze, scienze cognitive, Cimec, meccatronica, start up; la mobilità, con il disegno sella tangenziale Ovest e i sottopassi della ferrovia ( e almeno il pezzo sud della tangenziale Est); il turismo, con la cura del centro storico, l'abbelimento delle facciate, la valorizzazione dei territori limitrofi, il percorso dei dinosauri, il bosco della città.

La terza parola è "Territorio", da cui occorre ripartire. La città si contrae: le periferie vanno "riqualificate o rigenerate". E poi c'è la Città con i due assi su cui nei secoli si è sviluppata. Assi da sostenere e potenziare.  Quello "Nord-Sud", che segue la strada antica tra Trento e Verona (Germania - Roma se si preferisce: quella di Goethe e Mozart) è il percorso delle Istituzioni e della cultura: Mart , Museo civico, Teatro, Plesso scolastico-universitario, Fondazione Caritro, Centro storico, Chiesa madre, Casa Depero, Comune, Castello, Ospedale.
Quello "Est-Ovest" lungo il fiume Leno, portatore di forza motrice per le  attività industiali, è l'asse del lavoro, dello studio e del tempo libero. Comprende le filande (quella Bettini da ristrutturare) fino alla Manifattura tabacchi a Borgo Sacco, antico porto sull'Adige. Che era l'antica via di tutti i traffici. Lì sorge il parco fluviale, gli impianti sportivi,  quelli per la pesca ecc. Il bilancio 2016 è pieno zeppo di interventi di risanamento, riqualificazione, abbellimento, facilitazione all'accesso.

Il Sindaco snocciola cifre e riferimenti, risponde alle domande, apre il libro delle cifre minute e mostra di muoversi lì dentro con la stessa dimestichezza con cui disegna il sogno del futuro. Dà "conto e ragione"di tutto, e lì si avverte il lavoro di tanti roveretani con e intorno a lui. Sostenuti dalla comune cultura del bello e del grande e dell'alto che animò la Serenissima Repubblica di Venezia, il cui Leone troneggia ancora in città. Nei monumenti come nei cuori.
22 dicembre 2015
 

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Francesco Valduga: i modi antichi del buon senso
di Massimo Occello


ottobre 2015 - L’attenzione per il decoro e la qualità della vita in città è stato uno dei punti apprezzati ed azzeccati della campagna elettorale del nuovo Sindaco di Rovereto. Una delle ragioni per cui Francesco Valduga  e le sue liste civiche (che dei partiti non vogliono sentire troppo la puzza) hanno vinto alla grande le elezioni di fine maggio. Quindi la demolizione degli edifici abbandonati o dismessi è una delle priorità che  sta impegnando a fondo l'esecutivo comunale fin dal suo insediamento lo scorso 10 giugno. Tra questi edifici ci sono l’ex-Macello, l’ex-Anmil, le Microleghe, l’ex Marangoni Meccanica, l’ex-Siric e così via.

Tutti questi luoghi (che non hanno dignità di archeologia industriale),  sono sintomo di sciatteria e trascuratezza passate. In alcuni di questi siti  c’è anche  pericolo di occupazione abusiva o di crollo, ma è difficile intervenire perchè non sono di proprietà comunale, né pubblica.

Per questo la Giunta ha interessato la Provincia, dalla quale ha ricevuto segnali positivi per un’accelerazione. Nei prossimi mesi, quindi, queste  vergogne verranno tutti bonificate, rispettando le procedure complesse richieste dalle regole del settore. C'è però una situazione che ha consentito l'intervento immediato: si tratta dell'Ex-Alpe.

Da notare: il problema giaceva insoluto da almeno 15 anni. Comunque sia, dopo un'analisi che ha impegnato più sedute, la Giunta comunale ha deciso all'unanimità di avviare la procedura d'urgenza  individuando in bilancio i fondi necessari alla demolizione dell'area. Ha stanziato 420.000 euro e l'ha abbattuta grazie ad un'impresa che ha lavorato restando nei tempi e facendo un ribasso record: 93%. Riutilizzava infatti quanto demoliva. Praticamente: costo zero.

Tutto questo è una gran buona notizia per Rovereto. E certo ci fa sentire bene e ci dà piacere. Ma nel nostro Trentino però ci sono altre aree disordinate o abbandonate che da tempo aspettano un po’ di pubblica attenzione. A Trento, ad esempio, per la Palazzina Liberty - in pieno centro - abbiamo dovuto aspettare trent’anni, e c’è ancora aperta, per dirne una, la  questione coeva della bonifica dell’ex Sloi; piena di “abitanti” che vivono come topi. Che nessuno sembrava vedere.

Oltre Rovereto, per fare un altro esempio, lungo l’autostrada c’è lo scheletro stanco dell’ ex Montecatini/Alumental: nessuna “furbata creativa” tentata nei decenni precedenti per mollare la fregatura a qualche realtà pubblica o parapubblica è riuscita a sistemare la cosa.

Forse anche qui dobbiamo liberarci dalla dipendenza dai partiti ed adottare i più sani ed antichi modi del buon senso. Una cura modello Valduga. Fino a che i partiti non capiranno e staranno più attenti a servire i Cittadini e il pubblico interesse.






< 24 maggio 2015: Francesco Valduga travolge Miorandi
sindaco uscente,  dopo una campagna elettorale in cui ha
ricevuto molti colpi bassi ma dalla quale esce vincitore senza
colpo ferire

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