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Ambiente

Fukushima, la catastrofe mai finita

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Fuku...shame

Il Giappone si è fermato per ricordare la catastrofe dell'11 marzo del 2011 quando sul nordest del Paese si riverso una tragedia immane e triplice: uno sisma, uno tsunami che portò alla morte 18.500 persone e una crisi nucleare ancora irrisolta.

Alle 6:46 italiane il governo (le 14:46 locali)  il paese si è fermato. Al Teatro nazionale di Tokyo è stato osservato 1 minuto di silenzio nello stesso momento in cui 4 anni fa  si scatenava la catastrofica scossa di magnitudo 9 durata ben 120".

Gli esperti della Atomic Energy Society of Japan si sono espressi sulle cause del disastro: "Le funzioni di sicurezza non furono particolarmente danneggiate dal terremoto (prima che lo tsunami colpisse la struttura). La causa diretta dell'incidente furono le misure insufficienti per affrontare tsunami, incidenti gravi ed emergenze".


< in questa pagina foto di Lane Turner

L'obiettivo di Lane Turner ha documentato bene la situazione del Giappone con le foto che qui pubblichiamo: a Fukushima il peggio sta accadendo anche ora, a 4 anni dalla tragedia: acqua inquinata, il reattore che spofonda, sversamenti in mare, il pesce è già stato vietato. Il disastro prende sempre più i contorni dell'Apocalisse. Ma alla Tepco si continua a dire bugie.

Secondo Richard Tanter, esperto nucleare dell’università di Melbourne, il reattore 4 di Fukushima non ha smesso di «affondare». Sotto il grande deposito di combustibile atomico, il terreno è già spofondato di circa 31 centimetri. Per tentare di stabilizzarlo e isolarlo dall’acqua, la Tepco stava considerando la possibilità di congelare il suolo attorno all’impianto.  “Nbc News” afferma che si tratta di costruire un muro sotterraneo di ghiaccio lungo un miglio, cosa che non è mai stata tentata prima.

Japan Focus” punta il dito contro l’azienda elettrica responsabile del disastro. La Tepco ha infatti taciuto la verità sul degrado dell’impianto prima ancora del sisma, poi ha sbagliato tutto il possibile. Il governo di Tokyo ha concluso che il disastro ha avuto “cause umane”, ed è stato provocato da una “collusione” tra il governo stesso e la Tepco, oltre che da una cattiva progettazione del reattore.

Washington’s Blog” afferma che l'azienda ha lavorato disperatamente per coprire la verità  «fingendo che i reattori fossero in fase di “spegnimento a freddo”», e solo ora ha ammesso che da due anni sta rilasciando enormi quantità di acqua radioattiva che, attraverso le falde sotterranee, si riversano nell’Oceano Pacifico.

La dimensione del pericolo spaventa: nessuno, al mondo, è preparato a fronteggiare una catastrofe come quella evocata dai tecnici più pessimisti. Ma inquieta la mancanza di trasparenza e informazione. La verità è sistematicamente negata dai tecnici, minimizzata dai politici, oscurata dai media. Molti blogger hanno incessantemente rilanciato l’allarme, fino alla notizia – qualche mese fa – degli sversamenti radioattivi in mare.
Va ricordato quindi anche l’appello di Mitsuhei Murata, ex ambasciatore giapponese in Svizzera, che chiede che il Giappone rinunci ad ospitare a Tokyo le Olimpiadi 2020, perché non potrebbe garantire la sicurezza degli atleti. Se il pianeta ha il doppio delle radiazioni finora dichiarate, dopo l’incidente nucleare di Fukushima cosa può infatti esserci in Giappone?

Per avere l’esatta misura dell’inquinamento radioattivo basti questo: se si oltrepassano i confini del Giappone, si scopre che la nube velenosa ha contaminato una vasta area dell’Oceano Pacifico, sul quale peraltro “naviga” ancora l’enorme distesa di rifiuti e macerie finiti in mare in seguito al  cataclisma nipponico (terremoto e tsunami). Una massa che ha raggiunto la costa occidentale degli Stati Uniti durante il 2014. Si tratta di almeno 20 milioni di tonnellate di rifiuti, ad aggravare il bilancio di un disastro ambientale senza precedenti nella storia, a cominciare dall’incidente atomico, gravemente sottostimato.

In Giappone non si parla più di Fukushimama di Fukushame. Shame significa vergogna.
(E.Luzza - desk agenzie 9.3.2015)

 

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