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Ambiente

Fukushima, il disastro silente

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Fonte: Mycle Schneider*

Le ultime notizie erano del 2013 quando il “New York Times" riferiva che un migliaio di lavoratori e una piccola flotta di gru erano impegnate in una lotta contro il tempo per evitare un disastro ambientale più profondo di quello già causato dal terremoto. A Fukushima si tentava di neutralizzare le oltre 1.300 barre di combustibile esaurito dall’edificio del reattore 4. "Basta che due barre si urtino, e c’è il rischio che rilascino cesio radioattivo, xenon e kripton" si leggeva nelle colonne del giornale americano.
Ma la cosa che preoccupa è che non se ne parla più. E se già nel 2013 il “Washington’s Blog” scriveva che "....Gli scienziati non hanno idea del vero stato dei nuclei dei reattori" annunciando che le radiazioni potevano investire la Corea, la Cina e la costa occidentale del Nord America, ora si può dire che oltre agli scienziati non ne ha più idea ...nemmeno il mondo.
Il peggio - si disse tre anni fa - doveva ancora arrivare: gli stessi tecnici incapaci, che avevano prima nascosto l’allarme e poi sbagliato tutte le procedure di emergenza, stavano probabilmente per causare un problema molto più grande. 
Di seguito ecco un report di Mycle Schneider del dicembre 2013 che rende ancora più lacerante la domanda: da allora cosa è avvenuto?

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Fukushima, lotta contro il tempo (2013)

di Mycle Schneider

Ma la più grande minaccia a breve termine per l’umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima: se uno dei bacini crollasse o si incendiasse, questo potrebbe avere gravi effetti negativi non solo sul Giappone, ma sul resto del mondo.
Se anche solo una delle piscine di stoccaggio dovesse crollare, avvertono l’esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott, non resterebbe che «evacuare l’emisfero nord della Terra e spostarsi tutti a sud dell’equatore».

Un allarme di così vasta portata, che disorienta anche gli esperti più prudenti. Come Akio Matsumura, già consulente Onu, secondo cui la rimozione dei materiali radioattivi dai bacini del combustibile di Fukushima è «una questione di sopravvivenza umana. Ho il sospetto che nei prossimi mesi di novembre, dicembre e gennaio, sentiremo che l’edificio è stato evacuato, che hanno rotto una barra di combustibile, e che la barra di combustibile sta emettendo dei gas. Ritengo che le griglie si siano contorte, il combustibile si sia surriscaldato e il bacino sia giunto a ebollizione: la conseguenza naturale è che sia probabile che una parte del combustibile rimarrà incastrata lì per un lungo, lungo periodo».

Le griglie sono contorte per effetto del terremoto, che ha fatto collassare il tetto proprio sopra il deposito nucleare.
Le conseguenze secondo il “Japan Times” potrebbero essere di gran lunga più gravi di qualsiasi incidente nucleare che il mondo abbia mai visto. «Se una barra di combustibile cadesse, si rompesse o si impigliasse mentre viene rimossa, i possibili peggiori scenari includono una grande esplosione, una fusione nel bacino o un grande incendio. Ognuna di queste situazioni potrebbe portare a massicci rilasci di radionuclidi mortali nell’atmosfera, mettendo in grave rischio gran parte del Giappone e anche i paesi vicini».

Fukushima era una struttura a rischio, un impianto che andava chiuso molti anni fa, ben prima del disastro nucleare del marzo 2011. Da allora, la situazione non è mai stata sotto controllo: la centrale non ha smesso di emettere radiazioni letali. Tokyo finalmente ammette che, da mesi, si sta inquinando il mare con sversamenti continui di acqua radioattiva, utilizzata per tentare di raffreddare l’impianto.
Ma il peggio è che nessuno sa esattamente in che stato siano i reattori collassati: si teme addirittura una imminente “liquefazione” del suolo. E' stata avviata la rimozione di 400 tonnellate di combustibile nucleare, operazione mai tentata prima avverte la “Reuters”: si tratta di contenere radiazioni equivalenti a 14.000 volte la bomba atomica di Hiroshima.

Bonificare Fukushima ? Ammesso che ci si riesca richiederà 11 miliardi di dollari e 40 anni di vita. Secondo la “Cnbc”, il pericolo maggiore riguarda il possibile sversamento di acqua in uno dei bacini, che potrebbe incendiare il combustibile.
Sarebbe il più grave disastro radiologico mai visto fino ad oggi, conferma Antony Froggatt nel suo “World Nuclear Industry Status Report 2013”, redatto con Schneider. E per Gundersen, direttore di “Fairewinds Energy Education”, l’operazione si prospetta «piena di pericoli», e la verità è che «nessuno sa quanto male potrebbero andare le cose».
«La rimozione delle barre dal bacino è un compito delicato», testimonia Toshio Kimura, ex tecnico della Tepco, al lavoro a Fukushima per 11 anni.

Secondo Richard Tanter, esperto nucleare dell’università di Melbourne, il reattore 4 di Fukushima «sta affondando». Lo conferma l’ex premier giapponese Naoto Kan: sotto il grande deposito di combustibile atomico, il terreno è già spofondato di circa 31 centimetri.
Per tentare di stabilizzarlo e isolarlo dall’acqua, la Tepco sta considerando la possibilità di congelare il suolo attorno all’impianto.
Essenzialmente, riferisce “Nbc News”, si tratta di costruire un muro sotterraneo di ghiaccio lungo un miglio, cosa che non è mai stata tentata prima: in pratica, stanno cercando di arrampicarsi sugli specchi perché non sanno come risolvere il problema.

L’azienda, ricorda il “Washington’s Blog” ha cercato disperatamente di coprire la verità per due anni e mezzo, «fingendo che i reattori fossero in fase di “spegnimento a freddo”», e solo ora ha ammesso che da due anni sta rilasciando enormi quantità di acqua radioattiva che, attraverso le falde stterranee, si riversano nell’Oceano Pacifico.
La “Cnn” ha riferito che un incendio del combustibile esaurito farebbe apparire poca cosa le attuali dimensioni della catastrofe, e potrebbe superare le emissioni di radioattività di Chernobyl di decine di volte.

La dimensione del pericolo lascia sgomenti: nessuno, al mondo, è preparato a fronteggiare una catastrofe come quella evocata dai tecnici più pessimisti. Ma l’aspetto più sinistro, forse, è proprio quello che riguarda l’informazione e l’assoluta mancanza di trasparenza: la verità è stata negata dai tecnici, minimizzata dai politici, oscurata dai media.
Molti blogger hanno incessantemente rilanciato l’allarme, fino alla notizia – qualche mese fa – degli sversamenti radioattivi in mare. Solo ora – di fronte all’impossibilità di continuare a negare, alla vigilia della pericolosissima operazione di bonifica – si giunge ad ammettere tutto.

*consulente nucleare
Fonte: japantimes.co.jp

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