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Gabriele Basilico: La progettualitą dello sguardo

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Storie di fotografia

Il 12 febbraio 2013 moriva Gabriele Basilico lasciando un grande vuoto nella fotografia italiana e la sua ricerca continua ad essere fonte di riflessione per quanti desiderano approfondire il tema del tessuto urbano e dei suoi cambiamenti.

Gabriele Basilico (1944-2013), è stato uno dei più grandi fotografi degli ultimi quarant’anni e punto di riferimento per diverse generazioni di architetti, urbanistie paesaggisti.


“Quello che mi interessa in modo costante, quasi ossessivo, è il paesaggio urbano contemporaneo, il fenomeno sociale ed estetico delle grandi, rapide, incontenibili trasformazioni in atto nelle città del pianeta” diceva.

La vita Gabriele Basilico fu a tutta fotografia. Nasce a Milano nel 1944, dopo la laurea in Architettura (1973), si dedica con continuità alla fotografia. La forma e l’identità delle città. “Milano ritratti di fabbriche” (1978-­80) è il primo lungo lavoro che ha come soggetto la periferia industriale. Nel 1984-85 con il progetto “Bord de mer” partecipa, unico italiano, alla Mission Photographique de la D.A.T.A.R., il grande incarico governativo affidato a un gruppo internazionale di fotografi con l’obiettivo di documentare le trasformazioni del paesaggio francese.

Nel 1991 partecipa, con altri fotografi internazionali, a una missione a Beirut, città devastata da una guerra civile durata quindici anni. Da allora, Gabriele Basilico ha prodotto e partecipato a numerosissimi progetti di documentazione in Italia e all’estero dai quali sono nati mostre e libri, come Porti di mare (1990), L’esperienza dei luoghi (1994), Italy, Cross Sections of a Country (1998), Interrupted City (1999), Cityscapes (1999), Berlino (2000), Scattered City (2005), Appunti di viaggio (2006), Intercity (2007).

Tra i lavori degli ultimi anni, Roma 2007, Silicon Valley, Mosca Verticale, indagine sul paesaggio urbano di Mosca, ripresa nel 2010 dalla sommità delle sette torri staliniane, Istanbul 05 010, Shanghai 2010, Beirut 2011, Rio 2011, Leggere le fotografie (2012). Partecipa alla XIII Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia (2012) con il progetto “Common Pavilions”, il cui volume è stato pubblicato da Contrasto.

Milano fu per Gabriele Basilico cruciale.  Il suo primo progetto fotografico fu
“Milano ritratti di fabbriche 1978- 80”,  lavoro sulla periferia industriale milanese, nato “dal bisogno di trovare un equilibrio fra un mandato sociale – che nessuno mi aveva mai dato, ma che era la conseguenza dell’ammirazione che provavo per il lavoro dei grandi fotografi del passato – e la voglia di sperimentare un linguaggio nuovo, in grande libertà e senza condizionamenti ideologici”, come ha scritto Basilico stesso. Dopo quel primo progetto comincerà una ricerca che condurrà il fotografo in varie città del mondo, nelle quali ritroverà sempre segni e frammenti della sua Milano. 

Un lavoro che paradossalmente è continuato a far parlare anche dopo la sua vicenda professionale. Contrasto ha pubblicato Abitare la metropoli, uscito postumo nel 2014.

 


 


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