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Persone e idee

Jurij Gagarin ricordato dal Museo Caproni

Jurij Gagarin ricordato dal Museo Caproniyuri-gagarin-news_web.jpgMosca-1-maggio-1961-Nikita-Khrushchev-Yuri-Gagarin-e-Leonid-Brezhnev.jpgJurij_Gagarin_ritratto_2.jpg
uomini con le ali

Alle 10.55 del 12 aprile 1961, dopo 108 minuti dal lancio, Gagarin tocca il suolo di una fattoria collettiva nella provincia di Saratov, nella Russia occidentale. Le prime persone che incontra una volta atterrato sono una contadina terrorizzata e la figlia, accompagnate da un vitellino.
L’orbita ellittica attorno alla Terra compiuta a bordo del Vostok sarà l'unica missione nello spazio del cosmonauta sovietico, morto sette anni dopo la grande impresa, a soli 34 anni.

Il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni festeggia i 55 anni della prima esplorazione dello spazio da parte dell’uomo con una giornata dedicata alla celebrazione della mitica figura di Jurij Gagarin, primo astronauta a viaggiare in orbita attorno al pianeta Terra. Fra le attività laboratori di costruzione razzi per i più piccoli, visite guidate al planetario, una merenda spaziale e lo svelamento del busto di Jurij Gagarin, donato dalla Fondazione internazionale “Dialogo fra le culture – il mondo unito” e Parco-museo Etnomir di Mosca.

“Si va!” - con questa esclamazione carica di attese, pronunciata da Jurij Gagarin alle 9:07 del 12 aprile 1966, prende il via una nuova avventura per il genere umano, proiettata nell’infinità degli spazi extraterrestri. Per celebrare lo storico momento - sigillato dal lancio della navicella Vostok1 nello spazio - sabato 2 aprile il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni dedica una giornata alla figura di Jurij Gagarin, eroe nazionale dell’Unione Sovietica, protagonista indiscusso di quella storica giornata, e - aprendo lo sguardo - alla magia che i viaggi spaziali esercitano da sempre su grandi e piccoli.

Dalle 14.00 alle 17.00 sarà possibile partecipare ad attività speciali per bambini e famiglie. Per l’occasione sarà allestito negli spazi del museo un planetario, per osservare da vicino stelle, comete, galassie, pianeti e avvicinarsi alle meraviglie dell’Universo.



< Gagarin divenne poi uomo del sistema: eccolo
al centro tra Nikita Khrushchev e Leonid-Brezhnev

Jurij Gagarin ricordato dal Museo Caproni



Momento ufficiale, alle 17 alla presenza delle autorità locali e del Console Generale della Federazione Russa di Milano, con la cerimonia di svelamento del busto di Jurij Gagarin, donato dalla fondazione internazionale “Dialogo fra le culture – il mondo unito” e Parco-museo Etnomir di Mosca. La statua arriva in Italia e arricchisce il patrimonio del museo grazie all’intermediazione dell’Associazione culturale italo-russa Russkj Dom, da anni attivamente impegnata nella promozione degli scambi culturali fra Trentino e Federazione Russa. Ospite d’eccezione Roberto Battiston, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, ente governativo che dal 1988 ha il compito di predisporre e attuare la politica aerospaziale italiana.

Nel pieno della Guerra Fredda, in una corsa senza sosta per ottenere il primato nell’esplorazione delle stelle, la navicella Vostok1 - Oriente in russo – inizia il proprio viaggio da Bajkonur, in Kazakistan. A terra una bambina di 43 giorni attende il papà astronauta. Gagarin ha ventisette anni, è un giovane scelto fra una rosa di 3461 candidati, selezionati per la missione. È riuscito a mantenere il sangue freddo fino alla fine, superando un anno di addestramento fisico durissimo, basato su prove di resistenza alle vibrazioni e alle alte temperature, alla permanenza in camera di isolamento e risposta alle accelerazioni improvvise.

I rituali che accompagnano la partenza assomigliano a quelli raccontati attraverso nuovi strumenti sociali da un’altra protagonista delle esplorazioni nello spazio come Samantha Cristoforetti: gli esercizi fisici, la colazione con menù spaziale, i riti scaramantici. Per la prima volta vengono condivisi con il grande pubblico e resi noti dai mezzi di comunicazione. Da quel momento in poi infatti alcuni rituali sigleranno ogni partenza spaziale: tagliarsi i capelli due giorni prima del lancio, non assistere al trasporto e al posizionamento dei razzi e della navicella, bere un bicchiere di Champagne la mattina della partenza e firmare la porta della camera dell'hotel prima di uscire per raggiungere la rampa.

La navicella che accoglie Gagarin è una struttura del peso di poco oltre 4 tonnellate, alta circa 4 metri, composta da un modulo abitabile di forma sferica e da un modulo di servizio provvisto della strumentazione di bordo. Nella capsula abitata sono presenti tre oblò, un visore ottico, una telecamera, la strumentazione per rilevare pressione, temperatura e parametri orbitali, un portellone e un sedile lungo quanto l'abitacolo di una Fiat 500.

Gagarin compie un’orbita completa intorno al pianeta Terra: il suo viaggio dura ottantotto minuti a una velocità media di 27400 chilometri orari. Da lassù sorvola la Siberia, l’oceano Pacifico, l’Africa. Mentre ancora è in orbita, sulla Terra riecheggia il suo grido di entusiasmo “La Terra è blu. Che meraviglia”: una frase che andrà ad imprimersi nella memoria delle generazioni a venire.



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