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Arte e cultura

Manifesto 100, ricostruzione dell'Universo

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Rovereto, Casa Depero

"Manifesto 100" ricorda nel titolo la straordinaria mostra che  Gabriella Belli,  l'esperta mondiale più accreditata a parlare di futurismo realizzò al Mart per il centenario 2009 del Manifesto. "Futurismo 100"  fu la mostra del centenario (2009) e fu proprio in quella fase che prese corpo anche il progetto internazionale che il Guggenheim Museum aveva in seno e che nel 2015 è arrivato a 105 anni dalla pubblicazione del manifesto su Le Figaro a portare le opere di Depero & Company nella grande mela. La mostra in quel caso si intitolava "Italian Futurism, reconstructing the universe", più o meno come quella che oggi è possibile visitare a Casa Depero.

La mostra “Manifesto 100, Ricostruzione dell'Universo” illustra la genesi di un manifesto che orienta il movimento futurista verso un’attività ricostruttiva lontana dalla pars destruens dei primi anni. Lo scoppio della Prima guerra mondiale decreta la fine di un mondo e di un immaginario nel quale il Futurismo affondava le proprie radici ideologiche. Con il Manifesto si conclude la fase distruttiva che aveva caratterizzato i primi anni del Futurismo: per la prima volta, Giacomo Balla e Fortunato Depero parlano di una “ricostruzione” che tende tanto a costruire di nuovo, quanto a mettere ordine, migliorare. Nel contempo, la riflessione sul presente e sulle posizioni prese e a lungo mantenute contiene una sorta di nostalgia di quanto si è perduto.

Quando nel 1915 Balla e Depero firmano il Manifesto Ricostruzione futurista dell’universo, il movimento futurista si avviò verso una seconda fase nella quale l’esigenza di un’arte totale aspirava a influenzare molti aspetti dell’esistenza attraverso una radicale trasformazione dell’ambiente: dall’arredo alla moda, dal cinema al teatro, dalla musica alla danza, dal manifesto pubblicitario alla progettazione dell’oggetto d’uso.
Balla progettò e realizzò l’intero arredamento della sua Casa d’arte; Depero, con la produzione di arazzi e cuscini, creò uno spazio per realizzare oggetti d’arte, mobili, giocattoli, maquettes caratterizzati da strutture essenziali e da linee dinamiche. Questo aspetto già nel 1916 trova pubblica visibilità nell’Esposizione futurista Depero, prima personale romana dell’artista e mostra tra le più originali dell’avanguardia italiana. Alcune fotografie del suo archivio – rare testimonianze della manifestazione – documentano la presenza di linguaggi astratti pittorici, plastici e verbo visuali.

 “Manifesto 100”, a cura di Nicoletta Boschiero, responsabile Casa d’Arte Futurista Depero, e Federico Zanoner, Archivio del ’900, racconta tutto questo. La mostra si sviluppa nei diversi spazi della Casa Depero, seconda sede del Mart e unico museo italiano dedicato al Futurismo.
Documenti, foto e opere dei due maggiori Futuristi sono in mostra assieme a quattro grandi arazzi di Balla (di rientro dalla grande mostra appena conclusa a Messina) e a un album che racconta, come un souvenir testuale e fotografico, la vita di Depero a Roma nel biennio 1915-1916.
In mostra  anche “Il ritratto della marchesa Casati”, un complesso plastico di Balla del quale esistono solo le sequenze fotografiche.


Manifesto 100
Ricostruzione futurista dell’universo (1915-2015)
Casa d’Arte Futurista Depero
A cura di Nicoletta Boschiero e Federico Zanoner
14 novembre 2015 – 3 aprile 2016



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