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Arte e cultura

Margherita de Pilati ''Produrre qualità a bassi costi si può''

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Alla Civica di Trento

E' la dimostrazione che esiste in Trentino, da molto tempo, un collezionismo adulto e di grandissima qualità. Al chiuso di molte dimore si trovano capolavori di gran pregio. Con la sua seconda mostra, Galleria CIVICA  Trento ne dà un saggio offrendo alcuni inediti di rara bellezza e al tempo stesso mostrando un esempio virtuoso di produzione artistica a costi contenuti.

La terza sede del polo museale che fa capo al Mart di Rovereto ha infatti messo in rete i collezionisti per produrre una piccola preziosa mostra che con grande agilità e disinvoltura accosta i grandi (da Picasso a Mirò, da Cragg a Fontana, da Morandi a Vedova) agli artisti del territorio (Melotti, Iras Baldessari, Rocca, Coser, Polo, Pancheri, Senesi, per citare solo alcuni).

Pur in uno spazio ristretto, la mostra  "Chiamata a raccolta" (16 febbraio — 11 maggio 2014), curata dall'architetto trentino Roberto Festi, presenta circa 100 opere collocate tra la metà del secolo scorso e la più recente contemporaneità.

"Si è voluto guardare al territorio per costruisce nuove e importanti relazioni con  chi ha costruito negli anni importanti collezioni di opere tra il XX e del XXI" spiega la responsabile della Civica Margherita de Pilati che ci racconta come questo collezionismo spesso sconosciuto, riservato, intimo, regali oggi al pubblico una mostra di rara intensità, in spazi relativamente contenuti che conferiscono al corpus di opere una compatta intimità.

Cosa emerge da questo collezionismo?
Una ricerca appassionata, scelte precise e oculate, emozioni e entusiasmo.
E' un collezionismo che merita attenzione, promozione, incoraggiamento.

La mostra parte dal collezionismo di palazzo...
Sì perchè abbiamo deciso un criterio cronologico. Per dire il collezionismo più recente, ho ritenuto necessario fare un passo indietro, un salto storico con la celebre Venere che scherza con due colombe, di Francesco Hayez, commissionata nel 1830 dal conte Girolamo Malfatti.

Si nota una grande disinvoltura negli accostamenti. La Venere è accanto ai dipinti seriali di Greta Frau, ad esempio...
Certo, ma c'è anche un Guido Polo o un Colorio accanto a Morandi, uno Schwaizer accanto a Picasso. Nel primo caso l'accostamento nasce perchè ho sempre pensato da storica dell'arte che la produzione del nostro Polo e anche di Colorio, avevano molto a che fare con lo stile di Morandi. Il secondo racconta relazioni e affinità. E quindi la mostra dice anche le assonanze fra gli artisti.

E' un corpus di opere straordinarie: Pablo Picasso, Joan Miró, Fernand Léger, Lucio Fontana, Afro, Tony Cragg, Graham Sutherland, Mario Schifano, Emilio Vedova. E' stato complesso averli?
Devo dire di aver trovato nei collezionisti trentini una generosità, una disponibilità e una apertura straordinaria. Hanno collaborato attivamente e questo ci ha permesso molte economie di esercizio. C'è anche chi ci ha portato in sede le opere e come noto sono proprio i trasporti che incidono di più nella priduzione di un evento d'arte. Non posso che ringraziarli. Ci sono opere di Vedova, Afro, Birolli mai esposte prima.

Criteri di scelta?
Sono opere che sono state scelte non solo per la qualità estetica e formale, ma anche e soprattutto per affinità stilistiche, attivando “dialoghi” stimolanti e impensati. Poi la direttrice Collu, da regista, ci ha dato il taglio giusto all'intero corpus e quindi la mostra si è organizzata per nuclei tematici: ritratto, paesaggio, natura morta e astrattismo e le opere degli artisti trentini.

La programmazione della Civica cosa prevede nel 2014?
L'architetto Michelangelo Lupo sta mettendo a punto la mostra sulla scultura che da maggio a settembre radunerà molte opere con un allestimento molto particolare, poi ci occuperemo del Centenario della Guerra con il progetto di una giovane ricercatrice Chiara Nuzzi, e poi posso anticipare che faremo "Chiamata a Raccolta II" perchè molte opere sono rimaste fuori da questo percorso e possono dirci la più recente contemporaneità. Ma stiamo lavorando molto anche sul tessuto cittadino.

Con quale tipo di strumento?
Il più naturale: quello degli eventi. Il legame tra la Civica e la città, bisogna dirlo, va ricostruito in qualche modo. Con le scelte delle ultime due direzioni si era un poco guastato perchè scelte troppo rivolte alla contemporaneità. Stiamo quindi facendo moltissimi appuntamenti su tematiche diverse per ricostituire quel legame. Posso anticipare ad esempio che per il prossimo Film Festival faremo una rassegna di video d'artista incentrati sui temi della natura e della montagna.E poi lavoreremo anche ad una mostra mai realizzata finora: quella sull'astrazione oggettiva che ha visto gli artisti trentini fare da capofila. Di loro ci si è spesso occupati, ma non si ancora mai fatta una rilettura del movimento. E' il prossimo obiettivo.
(Corona Perer - 18 febbraio 2014)

 

< un fragilissimo (e preziosissimo) Fausto Melotti
> Galleria Civica Trento su GIORNALE SENTIRE
fotoservizio C.Perer


 

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