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Persone e idee

Gillo Dorfles a quota 106

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a cura di Achille Bonito Oliva

Il decano dell'arte Gillo Dorfles è ormai un mito. "E' il ricordo, la storia che continua, il suo sguardo è carico di tempo e di esperienza" afferma Vittorio Sgarbi.  Domani 12 aprile compirà 106 anni: a dire il vero ad ogni compleanno il professore / medico / artista / storico/ critico nonchè poeta, reagisce con una rimozione, se non garbata stizza. "Preferirei che non me lo avesse ricordato, o che si fosse sbagliata di un anno" ci aveva detto lo scorso anno con voce elegante. Dorfles nasce a Trieste città mitteleuropea il 12 aprile 1910  e si laurea in Medicina con la specializzazione in Psichiatria.

Gillo Dorfles guarda la sua età con la saggezza di chi ha avuto tanta vita tra le mani. Fu grande festa per i 100 anni, nel 2010. Chi guarda a lui come a un faro e ad un gentiluomo un po' a disagio nel declino del terzo millennio, lo ammira e ascolta sempre con attenzione nelle sue frasi scarne, ormai faticose benchè il professore si mantenga in salute.

L'uomo che ha attraversato un secolo e che nel dopoguerra fondò il Mac (Movimento Arte Concreta) con Munari, Soldati e Monnet sembra divertirsi con la sua arte "inconcreta".  Sorvola sul fatto di essere "quasi centenario": è storia, acqua passata. Come la laurea in medicina, con specializzazione in psichiatria, rimasta nel cassetto: era troppo forte il richiamo per l'arte.

Il suo destino era diventare ordinario di Estetica nelle università di Milano, Trieste, Cagliari. E assumendo l'incarico non sapeva certamente che il destino gli riservava una così lunga vita piena di arte, idee, incontri. Un capitale enorme di storia italiana: vivente.

A Novembre il vegliardo è stato protagonista di una mostra d'arte.  “Gillo Dorfles. Essere nel tempo” curata da Achille Bonito Oliva  a Roma, al Museo MACRO inaugurata il 27 novembre scorso con coordinamento scientifico e progetto di allestimento della mostra di Roma di Fulvio Caldarelli e Maurizio Rossi.

Una vera antologica che ha reso omaggio all’opera totale di un padre storico della cultura visiva italiana, tra produzione artistica, pensiero critico e teorie estetiche. La mostra, promossa dall’Assessorato Cultura e Sport di Roma - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con il patrocinio del MiBACT, e organizzata dal Centro interdisciplinare di ricerca sul paesaggio contemporaneo in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. + stata accompagnata da un catalogo con saggio critico di Achille Bonito Oliva, scritti di Umberto Eco (che pochi mesi della sua inattesa morte aveva aderito con slancio al progetto)  e Luigi Sansone autore del Catalogue raisonné pubblicato dall’editore Mazzotta nel 2010 e comprensivo dell’intera produzione artistica di Dorfles.

“L’opera pittorica di Gillo Dorfles”, afferma Luigi Sansone “è tutta pervasa da una rara capacità di coinvolgere lo spettatore nel piacere di cercare e ritrovare in essa quel misterioso mondo interiore che è in ciascuno di noi e che, distratti come siamo da superficiali sollecitazioni esterne, purtroppo tendiamo a dimenticare. Sono lavori intriganti e stimolanti che ci riconducono alle essenze della vita, a percezioni lontane vissute a livello conscio e inconscio, con sorprendente e compiaciuta curiosità.”

A Roma sono arrivate 100 opere, alcune delle quali esposte per la prima volta: dipinti, disegni e opere grafiche, ma anche una selezione di ceramiche e gioielli. Un inedito percorso attraverso il tempo, dalle creazioni più recenti alla fondazione del Movimento di Arte Concreta, fino agli esordi giovanili degli anni Trenta. Per la prima volta, l’esposizione delle opere d’arte di Dorfles, è completata da due sezioni dell’allestimento, complici e complementari, che diventano occasione per ripercorrere oltre un secolo di storia, tra parola e immagine. Un ricchissimo repertorio fotografico e il corpo inedito dei carteggi che testimoniano il dialogo, l’amicizia e le affinità elettive di Dorfles con alcuni degli artisti e intellettuali più significativi del Novecento e poi ancora citazioni tratte dalla produzione saggistica, contributi iconografici, filmati inediti e di repertorio documentano la vastità dei territori esplorati.

Artista, poeta, docente di estetica, filosofo, critico d’arte, indiscusso protagonista a vario titolo del secolo appena trascorso e di quello presente. Dipinge ancora il professore: il mondo immaginario di Dorfles è popolato da forme pure e primitive, esseri poliformi, a metà tra mondo animale, umano e vegetale, in perenne processo di evoluzione. Le ha esposte anche al Mart pochi anni fa dove ha anche partecipato al convegno su Rudolf Steiner in occasione della mostra che il museo aveva promosso sul filosofo.





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