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Persone e idee

Gino Strada ''L'art. 11 non è un optional''

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Gli incontri di Caritro

Da Lucia Annuziata, domenica scorsa, ha con coerenza ripetuto ciò che dice da tempo:  l'art.11 della Costituzione non è un optional. Che Gino Strada risulti "indigesto" al potere è chiaro. Lui non le manda a dire. "Quell'articolo dice che la Repubblica è nata ripudiando la guerra e garantendo alcuni diritti: come quello alla salute. E anche quell'articolo è stato tradito" ha detto più volte nei suoi rari (ma intesi) interventi televisivi.

Da medico dice di accontentarsi di aver fatto una cosa "banale": curare gli altri, sforzandosi di portare l'eccellenza dove altri porterebbero qualche sporadico aiuto tanto per lavarsi la coscienza. "E' una vergogna che l'Africa sia nello stato in cui si trova, noi ci facciamo la Tac al primo mal di testa e a loro pensiamo che basti portare una scatola di medicine".

Gino Strada ricorda che in Italia nove milioni di cittadini non possono più permettersi cure. E denuncia: "I soldi per gli F35 servono alla sanità pubblica. Ma va denunciato anche il male al suo interno ovvero pretendere di fare profitto sulla salute. Ci sono troppi medici corrotti".

Parole che continua a dire ricordando che spendere per armarsi è folle.Si potrà obiettare che il governo sta lavorando ad una riduzione degli F35: da 90 a 45, ma per l'anno in corso i 6 che si dovevano comprare...si compreranno. "Vanno cancellati punto e basta", dice invece Gino Strada. "Non è possibile spendere quello che stiamo spendendo per le spese militari. E' tempo delle scelte. Tanto più che i software di cui sono dotati sono aggredibili da hacker, e i mezzi risultino difettosi e vulnerabili. Qualunque politico che creda ancora negli F35 e li voglia comprare è un cretino" ha detto a Trento.

Ma di F35 ormai, non parla più nessuno. A Trento su invito di Fondazione Caritro Gino Strada, con grande fermezza e coraggio aveva speso parole chiare sulla sanità italiana. Il fondatore di Emergency giudica un'indecenza la sanità pubblica basata sul profitto. "Una vergogna" afferma con la franchezza che gli è tipica.

"Noi abbiamo deciso di portare servizi ai più poveri con 2 poliambulatori fissi e 2 mobili: a Marghera viene gente che non ha soldi per curarsi e sono italiani. In Puglia, Sicilia e Calabria ci eravamo andati seguendo le ondate stagionali dei raccoglitori di arance o pomodoro: immigrati che vivono in schiavitù. Ecco: dovermi dire che questo succede nel mio paese, è un grande dolore" aveva detto.

Viene da questa constatazione "Programma Italia" ovvero cure gratuite per la fascia più svantaggiata della popolazione. E' partita la campagna promozionale di raccolta fondi per sostenere una sanità gratuita per i nuovi poveri.
"Il 20% dei nostri pazienti sono italiani che non ce la fanno più" dice Gino Strada, che racconta di aver scoperto questo bisogno in Sicilia dove Emergency ci era andata per aiutare i migranti. "C'era invece una tragedia ben maggiore tra noi italiani, gente caduta in povertà, che non ha i soldi per pagarsi una visita o il farmaco.

Strada gode di una popolarità immensa e quando lo candidarono a Presidente della Repubblica rispose: "....lo prendo come un apprezzamento per il lavoro di Emergency, che è sociale e politico con la P maiuscola. Noi abbiamo scelto di curare le persone e non di ucciderle”.

Di far politica a lui in realtà non gliene importa affatto, anche se in fondo gli piacerebbe. Il suo lavoro è fare il medico e lui lo ha fatto in tutto il mondo. "Ci sono 21 cardiochirugie in Lombardia, in Africa ce n'è una: a Karthoum". Ma le sue parole sono politiche nel senso più alto del termine.

Quanto a Ebola, Gino Strada non manca di dare ai fatti la loro caratura reale. "L’epidemia in West Africa è in calo, andrà a estinguersi, ma quanto tempo ci vorrà perché siano spente anche le braci?  A Trento, in collegamento dalla Sierra Leone, Gino Strada, nel corso di una serata promossa da Fondazione Caritro, aveva lanciato il suo appello: "aiutateci qui".

Sul palco ad ascoltarlo c'erano Annunziata di Palma (primario pediatra all'Ospedale di Trento) e Alessandro Bertani (vicepresidente di Emergency) con  Maria Concetta Mattei giornalista RAI 2 a fare da moderatrice.
Fondazione Caritro aveva subito raccolto l'invito deliberando un aiuto immediato di 50 mila euro.
febbraio 2015

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