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Giordania: la sicurezza dei turisti non č a rischio

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''guardate le Earthcam feed''

Amman, 21 marzo 2015  - "Non dobbiamo essere penalizzati solo perchè siamo un paese pacifico e che non fa la guerra". Il ministro del turismo di Giordania Nayez Al Fayez ha ragione: il loro è un paese che ha buone relazioni, perchè dunque deve pagare al regno di Re Abdullah il caos che regna tra i popoli con i quali la sua terra confina?

Gli chiediamo: come si spiega che la Giordania nonostante tutto sia rimasta integra? "Sono le nostre buone relazioni con tutti ad aver permesso questo, e questo è il frutto della saggezza politica del nostro sovrano. Italiani tornate in Giordania, qui potete scoprire i gioielli e i capisaldi della cultura dell'Uomo" aggiunge  il ministro che per molti anni ha lavorato in Italia come dirigente del Jordan Turism Board e che incontriamo ad Amman al Museo dell'Automobile.


< foto: Il ministro del turismo di Giordania
Nayez Al Fayez (foto: C.Perer)



Il mercato del turismo religioso è uno dei segmenti più cari all’Ente Giordano che mira a  promuovere la Giordania come parte della Terra Santa di cui fa parte. Il ministro conferma. "Faremo cospicui investimenti sul settore" ha dichiarato.

“La Giordania era ed è una destinazione sicura che accoglie i visitatori da tutto il mondo quotidianamente e si rifiuta di permettere ai terroristi di minacciare i suoi confini e di influenzare la sua natura di paese ospitale, tipica dei beduini”, lo aveva detto anche Abed Al Razzaq Arabyat in una nota ufficiale diramata durante la recente Bit Turismo. Il direttore del Jordan Tourism Board tranquillizzò turisti e operatori segnalando che purtroppo il paese sconta il fatto di essere al centro di un'area in perenne fermento: confina infatti con sei stati non proprio pacificati. Eccettuata l'Arabia Saudita con il suo granitico regno, sono in fiamme Siria e Iraq, mentre Egitto. Israele e Libano sono  pur sempre una miccia pronta ad accendersi. E tuttavia la Giordania è in pace.

“Rimaniamo un'oasi di tranquillità in una regione turbolenta e cerchiamo di mostrare ai nostri visitatori che cosa il Paese offre veramente. E tutto ciò è visibile sui nostri social media, attraverso gli hashtag  #ShareYourJordan e #GoJordan dove i turisti condividono le proprie esperienze in tempo reale, oppure in diretta mediante le immagini proiettate dalle nostre Earthcam feed installate in tutto il Regno Hashemita ci affidiamo alle testimonianze dei visitatori, come ambasciatori della Giordania, per trasmettere un'immagine veritiera e corretta della destinazione”.

Nel 2014 la Giordania ha avuto circa 40.000 presenze italiane. C'è un incremento intorno al 5% dei pernottamenti rispetto al 2013. Tenuto conto del conflitto scoppiato a Gaza e del perdurare della crisi di alcuni paesi limitrofi alla Giordania, è un ottimo risultato. La tendenza è sempre stata positiva e ampiamente in doppia cifra fino a luglio, dopodiché si è registrato un calo. L’Italia si attesta al terzo posto a livello occidentale dopo USA e UK come arrivi. Tuttavia l'instabilità dell'area penalizza la Giordania.

Di recente il Jordan Tourism Board ha lanciato  una campagna social dedicata a giornalisti, blogger, fotografi e videomaker che vogliono visitare la Giordania e raccontarla sui social media attraverso i loro occhi. Infine  la Giordania ha confermato l’adesione a Expo Milano 2015 sin dal 2013 e sarà dunque presente.
(Corona Perer)






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servizi a cura di: Corona Perer
fotoservizio: www.giornalesentire.it

 

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