Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Viaggi

Orvieto, la cittā dei Guelfi

Orvieto, la cittā dei Guelfi1-personali_66.jpg1-personali_63.jpg1-personali_59.jpg1-personali_60.jpg1-personali_62.jpg1-personali_8.jpg1-personali_85.jpg
Tesori d'Italia

Ha compiuto 750 anni nel 2013: il magnifico duomo di Orvieto è un autentico capolavoro in stile gotico-romanico, simbolo della città la cui costruzione inizia nel 1290.

Si erge maestoso con la sua facciata ornata da mosaici in oro splendente e preziosi basso rilievi, ha 4 guglie e la sua facciata è ritenuta tra le più belle al mondo. All'interno sono presenti due preziose cappelle: una ospita il Corporale del Miracolo di Bolsena (evento miracoloso dell'ostia consacrata che sgorgò sangue e macchiò il lino ancora oggi conservato proprio in un prezioso tabernacolo ed esposto al pubblico durante la processione del Corpus Domini), l'altra denominata di San Brizio,  affrescata da Luca Signorelli nel 1500 ca., con splendide raffigurazioni religiose e scene apocalittiche.

Orvieto è città nobile. Nel suo stemma sono rappresentati la fedeltà alla fazione filopapale dei Guelfi;  l'Aquila nera come riferimento alla dominazione dei Romani; il leone in campo rosso che simboleggia la fedeltà di Orvieto al papato; infine l'Oca, un chiaro richiamo alle oche del Campidoglio che salvarono Roma.

L'origine di Orvieto è da ricondursi ad epoche molto lontane, quando lo scenario geologico che caratterizzava l'intera parte centrale della penisola italiana era quello di una grande distesa di acqua che con gli anni vide affiorare da questo vasto mare parti di terra.

In queste terre emerse si svilupparono diversi sistemi vulcanici e, con ogni probabilità, la fragorosa azione di alcuni di essi generò sparsi ed enormi ammassi di roccia.

Si ritiene che la odierna rupe su cui oggi poggia la città di Orvieto sia proprio uno di questi grandi ammassi di rocca tufacea scagliato, secondo alcune ipotesi, dal grande cratere che oggi è "riempito" dal vicino Lago di Bolsena e con gli anni erosa e modellata dall'acqua. Studi geologici hanno evidenziato che il materiale che compone la rupe della città è di origine vulcanica.

L'uomo ha poi lavorato e modificato la rocca, creando delle cavità, come testimoniano oggi la consistente presenza di antiche grotte, cunicoli e pozzi in passato utilizzati come luoghi per il riparo anche degli animali.

Con la civiltà etrusca, Orvieto conobbe un periodo di grande splendore ed importanza tali da diventare il fulcro e l'abitato più importante del vasto territorio dell'Etruria. Si chiamava Velzna all'epoca e conobbe un periodo unico ed irripetibile, di grande prosperità e sviluppo.
La civiltà etrusca ha lasciato ad Orvieto molte tracce della sua comparsa.

Tra i vari reperti e testimonianze va citata la necropoli del Crocifisso del tufo (sul versante della rupe che si affaccia su Orvieto Scalo e Sferracavallo), i resti del Tempio del Belvedere (zona Piazza Cahen e Pozzo di San Patrizio) oltre alla preziosa e cospicua collezione di vasellame e oggetti di origine etrusca presente nei diversi musei della città.
Orvieto rimase per lungo tempo terra degli Etruschi fin quando gli stessi non subirono l'invasione dei Romani e la città di Orvieto venne distrutta e saccheggiata perdendo molto del suo prestigio e mantenendo un ruolo territoriale più marginale.

Dopo una forte rivolta, i servi di Velzna (Orvieto) erano riusciti a prendere il potere. Gli aristocratici etruschi, allora, chiesero in segreto aiuto ai romani con i quali il rapporto non fu facile ma diede vita alla nuova Orvieto. Numerose le ville romane, la zona rappresentava per Roma un importante snodo per il traffico di merci e avev un rilevante ruolo per la produzione e lo smercio di vino, olio e terracotta.

Di questa eredità romana oggi ad Orvieto restano poche tracce visibili nel suo immediato comprensorio: il Ponte Giulio in zona Allerona scalo, (di origine romana e ricostruito su volere del Papa Giulio II), resti del ponte delle Colonnacce sul fiume Paglia (sulla originale via Cassia posto a collegamento tra Volsinii e Clusinorum), resti del Porto fluviale di Pagliano (a 10 minuti dalla città), l'acquedotto romano dell' Arcone ed alcune antiche fornaci romane scoperte nell'area del lago di Corbara (Scoppieto).

Dai Barbari e l'alto Medioevo al Libero Comune  - Con la fine dell'impero romano e le invasioni barbariche, l'intero territorio orvietano fu lasciato all'abbandono con il susseguirsi di brevi dominazioni da parte di svariate popolazioni.

Questo periodo perdurò fino all'alto medioevo finchè la città iniziò ad essere sempre più segnata dalla presenza del Papa e quindi tornò ad assumere nuovamente un ruolo storicamente più significativo.

Nonostante contrasti interni il corso dello sviluppo e di crescita della città era però intrapreso e di fatti è in quest'epoca medievale (1200) che Orvieto come moderna città stato legata alla chiesa visse un periodo di grande benessere ed espansione arrivando ad assoggettare i territori circostanti fino alle coste del mar Tirreno, fino alle odierne città di Orbetello e Talamone. Ed è a questo periodo medievale in cui la città si chiamava Urbs-Vetus (città vecchia), che probabilmente si deve l'odierno nome di Orvieto.

In quest'epoca di grande splendore la città si distingueva per l'eccellente organizzazione interna a livello istituzionale e sociale e vide la costruzione di grandi opere come il Duomo, la fontana di Piazza della Repubblica, il Palazzo del Popolo e Palazzo dei Sette.

In Piazza del Duomo sono presenti due musei di notevole interesse: il Museo Archeologio nazionale ed il Museo Faina, entrambi ricchi di preziosi reperti archeologici provenienti principalmente dalle necropoli etrusche del Crocifisso del Tufo e dal Tempio della Venere di Cannicella.

Il legame di Orvieto con la chiesa e la religione non si esaurisce tuttavia con la presenza del Duomo e dei palazzi papali. Tutto il centro cittadino è costellato da numerose chiese più o meno grandi costruite in epoche e con stili diversi fra loro. La più antica è quella di San Giovenale, la cui costruzione risale al 1004, situata in un quartiere medievale rimasto quasi inalterato nei secoli.

In occasione del 750° Anniversario del Miracolo di Bolsena è stato proclamato il Giubileo Eucaristico per gli anni 2013 e 2014 con la solenne apertura della Porta Santa delle basiliche di Orvieto e Bolsena.


< fotoservizio www.giornalesentire.it RIPRODUZIONE VIETATA

Viaggi

Viaggi

banner.jpg colore_rosso.jpg banner_gusti.jpg viaggio_2.jpg banner_hotel.jpg logoViaggiareSicuri.jpg