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Il fascino di Glorenza

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Armonia architettonica, vivibilità del borgo, integrità del tessuto urbano, servizi al cittadino e qualità artistico-storica del patrimonio edilizio pubblico e privato. Glorenza possiede tutti questi requisiti per cui è entrata nel circuito dei borghi più belli d’Italia (che tutela i piccoli paesi tipici dìItalia) per la sua bellezza. Ma attenzione: questo, non è mai stato un paesino. E' una città almeno dal 1300, per la precisione dal 30 aprile 1304, quando Glorenza viene nominata città dal  duca Ottone (una prima citazione del borgo risale al 1163). Trent'anni dopo è talmente cruciale negli scambi commerciali che la pesatura delle merci avviene secondo la “misura di Glorenza” che ha il monopolio del commercio del sale.

Posta  al centro della verde val Venosta, è a fue passi dal confine con la Svizzera. Questa posizione al valico la rende appetibile già in epoca romana quando fu importante crocevia lungo la Claudia Augusta e punto di sosta sulle rotti commerciali verso la Svizzera.

Le mura medievali, perfettamente conservate le ha costruite Massimiliano I per difenderla dagli elvetici che alle soglie del '500 erano scesi dai monti per distruggerla. L'aggressione del 22 maggio 1499, passa alla storia come la battaglia di Calven. Glorenza è totalmente distrutta e si narra che l’imperatore Massimiliano I pianse sulle rovine. Ma la stirpe germanica non è costituita di gente che si perde d'animo e Glorenza risorge. Sarà Ferdinando I d’Asburgo a portare avanti il progetto di Massimiliano, che ordina torri e un cammino di ronda con 350 feritoie, sette torri, tre porte I lavori vengono completati nel 1580 e le mura sono ancora lì, tra case e viuzze a ricordare quanto amore ebbe il sovrano per questa piccola e affascinante città che sin dal 1223 fu sede di un Tribunale: ogni diatriba della valle passava dalle sue porte.

Rimasta praticamente intatta e ancora protetta dalle mura possenti volute dagli Asburgo, ha il poter di far assaporare al turista il fascino tipico del medioevo. Nel centro storico possenti portici e palazzi decorati con affresch, nella piazza centrale il Rathaus (il municipio) che venne costruito alla fine del '500 e in seguito utilizzato come residenza nobiliare. E poi le torri: una di queste (torre Flurin) fu interrota sede del Tribunale: dal 1499 al 1931 e per quasi un secolo ospitò anche il carcere.
La torre Kolben, inserita nei registri feudali del 1330, appartenne a  famiglie nobili fino al 1793, quando divenne proprietà del  mugnaio della città.
La Porta di Tubre, nata come abitazione (chi custodiva Glorenza, non poteva certo permettersi di spostarsi da quel punto) fu utilizzata come porta d'entrata della città.



< le mura di Massimiliano I sono ancora in piedi




Per strada gli abitanti giustamente fieri e consapevoli di essere ultimi depositari di una storia gloriosa, sono molto cordiali e sempre pronti a ricordare il motto ormai proverbiale: “La nostra città è talmente piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura”.

Nel centro storico la piccola chiesa Reffigium Peccatorum eretta in stile neo-romanico, co campanile gotico e interni neo-barocchi. C'è un po' di tutto in questo luogo di culto che ha un abside poligonale con l'altare maggiore dedicato alla Madonna. Arredi sacri, dipinti, affreschi, finestre in vetro decorato parlano di tanti stili doversi e sovrapposti tra loro nel tempo, ma di una devozione che deve essere stata forte e immutabile nel tempo. Nacque come chiesa dell’Ospedale, dedicata appunto alla Madonna, fu eretta tra il 1665 e il 1669, sulle ceneri della chiesa dello Spirito Santo annessa all’ospedale andata distrutta in un furioso incendio.

Passeggiando e fotografando, emerge tra le mura il campanile del 1664 con la tipica cupola a cipolla, della chiesa di San Pancrazio che risale al periodo romanico. Anche la chiesa di San Giacomo al Maso Söles è fuori le mura. Di impianto tardogotico, fu edificata tra il 1570 e il 1580 e il suo piccolo campanile emerge tra i campi coltivati.

(C.Perer - giugno 2016)

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