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Viaggi

Terra Santa no frills: senza fronzoli

Terra Santa no frills: senza fronzoligerusalemme.jpgRamallah.jpgHoly_sepulchre.jpgMaison_des_enfants.jpgzaino.jpg
di Corona Perer

Viaggiare no frills: cioè senza fronzoli, soggiornando in strutture sobrie e senza lussi (< nella foto la Maison des Enfants di Gerusalemme) per dare spazio allo spirito vero del viaggio che è sempre esperienza di conoscenza, occasione di incontro. Questo articolo è dedicato a chi non ama viaggiare intruppato e viaggia per conoscere. E' la differenza sostanziale che corre tra il vero viaggiatore e il...turista.

Chi vuole conoscere un luogo cruciale del Pianeta Terra come la Terra Santa può farlo toccando mano la realtà complessa di un popolo. Viaggiare easy significa servirsi di strutture minori, ma valide. Conoscere oltre ai posti, anche la gente. Servirsi di mezzi pubblici e fare del viaggio una vera esperienza. Sperimentare insomma una formula sobria e anche il proprio spirito di adattamento.

Spesso nelle mete più desiderate come la Terra Santa non c'è alternativa al pellegrinaggio: o ci si infila in un gruppo oppure si accetta la sfida di un "fai da te" sempre consigliabile per un luogo così carico di spiritualità. E' una via alternativa e molto più economica di turismo responsabile che richiede un'ottica diversa e "aperta" per avvicinarsi alle comunità locali e scoprire una realtà ricca di complessità ma cruciale nella storia delle religioni. Occorre però avere "voglia" autentica, spirito di avventura e apertura mentale.

Raggiungere Gerusalemme da Tel Aviv non è difficile: all'aeroporto basta prendere uno dei tanti Sherud (taxi collettivi) che con un costo di circa 20-25 euro a testa in circa un'ora vi conduce nella Città Santa alle tre religioni abramitiche. Non è difficile girare per Gerusalemme: con meno di un'euro (circa 7 sheckel) si può viaggiare a volontà nei taxi collettivi cittadini, l'importante è verificare la rotta mostrando l'indirizzo all'autista che saprà dirvi se la vostra meta è nella sua rotta o se è ostacolata dal muro che divide Israele dalla Palestina. Può accadervi anche che l'autista non comprenda e che voi non arriviate nel luogo destinato: non perdetevi d'animo, anche questa esperienza sarà occasione di conoscenza e relazione. Capita anche ai viaggiatori più esperti ed è capitato anche a noi (> clicca qui).

Esistono in loco attività turistiche promosse da ONG che coinvolgono le popolazioni del luogo e i cui ricavi sono diretti, non passano cioè per le mani dei grandi tour operator che trattengono la grossa parte del valore economico del vostro soggiorno. Scegliere di fare un pasto nel piccolo ristorante della medina di Gerusalemme, piuttosto che in uno dei grandi ristoranti convenzionati con i viaggi organizzati può fare la differenza per quel piccolo ristoratore. Difficile? Tutt'altro. Ma lo si può fare viaggiando in piccoli gruppi.

< foto: l'entrata del Santo Sepolcro

Per il soggiorno in Terra Santa non è difficile trovare alternative alle catene alberghiere che si spartiscono il ricco piatto del traffico turistico. Come? Privilegiando ostelli e istituzioni religiose molte delle quali organizzate in collegi per orfani o figli di famiglie palestinesi separate dall'occupazione o cadute nel disagio sociale per colpa della difficile convivenza con lo stato israeliano.

Molte di queste realtà si sono infatti attrezzate come residence per turisti per autosostentamento: in quel caso avrete il piacere di aver pagato il vostro soggiorno anche per sostenere quell'opera caritatevole. Un esempio è la Maison des Enfants di Gerusalemme (< nella foto a fianco) dove abbiamo soggiornato nel 2010 in occasione di un reportage > clicca qui.

Situata nella zona di Bethfage nella parte alta di Bethania (attraversata dal muro), e retta dalle suore francesi della San Vincenzo, questa struttura ospita gruppi e singoli, offrendo una più che dignitosa accoglienza (e la possibilità di acquistare le meravigliose marmellate casalinghe che ogni mattina sono a disposizione per la prima colazione).

I pellegrinaggi ufficiali spesso escludono una località molto importante: Ramallah.
Precedentemente allo scoppio della prima intifada, Ramallah era considerata la “Parigi” della Cisgiordania, in quanto ricca di caffè, locali e ristoranti, che ne rendevano la vita serale e notturna particolarmente vivace. E’ una città aperta a culture differenti da quella islamica, dove si percepisce l’anelito alla modernità e dove la legge coranica non viene applicata troppo alla lettera in quanto molto popolata da arabi cristiani.

Tutto ciò richiede spirito di adattamento, preferire lo zaino alla valigia, capacità di empatia, cioè la sensibilità di entrare nei problemi della terra che vi accoglie.  Se invece non volete privarvi di comodità e volete assolutamente viaggiare senza dovervi preoccupare del tragitto, della meta e del come reaggiungerla allora non avete scelta: siete pronti per farvi intruppare nel torpedone con guida munita di bandierina. Vi sarà chiesto solo lo sforzo di salire e scendere dal pullman: tutto compreso, tutto organizzato. Non dovrete nemmeno chiedervi dove state andando. Roba per turisti, non certo per...viaggiatori.


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