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Scienza e ricerca

Cargo russo rientrato, č caduto nel Pacifico

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Allerta dallo Spazio

(fonte ANSA) - Il cargo russo Progress è rientrato sul Pacifico alle 4,04 italiane. La conferma è arrivata dall'agenzia spaziale russa Roscosmos.

Se in tempi molto rapidi è stato possibile escludere ogni rischio per l'Italia, l'Europa e il Nord America, l'incertezza è rimasta elevata fino alla fine per molte aree del pianeta, come il Sudamerica, con le propaggini meridionali di Cile e Argentina, numerose zone dell'Africa fino all'Egitto, il Medio Oriente e l'Asia, con India e Cina. Solo poco prima delle 4 del mattino italiane è stato possibile escludere ogni rischio per la più popolosa delle zone a rischio, l'India.

Molti passaggi del veicolo spaziale russo erano stati avvistati da astronomi e astrofili. dall'Argentina all'Uruguay, fino a Myanmar. Le prime immagini, nelle quali il cargo Progress appariva come un punto luminoso nel cielo, hanno cominciato a circolare su Twitter.

La vicenda è tutt'altro che conclusa perché le domande aperte sono moltissime. Non si sa, al momento, se alcuni frammenti del velivolo siano sopravvissuti all'impatto nell'atmosfera.

8 maggio 2015

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L'ULTIMO ALLARME FU PER GOCE

(11.11.2013) - Il satellite Goce (Gravity Field and Steady State Ocean Circulation Explorer) probabilmente si è disintegrato in atmosfera. Si temeva che i frammenti diretti sulla Terra (circa il 20% della massa del satellite, per un totale di 40 o 50 e con peso complessivo compreso fra 200 e 250 chilogrammi) potessero colpire anche il Nord Italia, così non è stato, fortunatamente.
Lanciato nel 2009, Goce (Gravity Field and steady-state Ocean Circulation Explorer) e' stato il primo satellite a fornire la mappa del campo gravitazionale della Terra. Lungo 5,3 metri e pesante una tonnellata, per la sua forma aerodinamica era considerato la 'Ferrari dello spazio'.
La sua corsa è finita il 21 ottobre 2013 quando il suo motore a ioni si è fermato.
Il satellite era stato lanciato dell’Agenzia Spaziale Europea il 17 marzo 2009 con l'obiettivo di produrre una mappa gravitazionale, precisa e ad alta risoluzione, del geoide terrestre.
Secondo la Protezione civile nazionale “non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi”. Della serie: si salvi chi può. La Provincia Autonoma di Trento aveva comunque diramato le seguenti norme di autoprotezione che è bene conoscere per eventuali evenienze future visto che lo Spazio è (purtroppo) pieno di rifiuti spaziali. E dunque:
1) sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti;
2) i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle singole strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
3) all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi);
4) è poco probabile che i frammenti siano visibili da terra prima dell'impatto;
5) i frammenti di satellite possono sprigionare gas tossici (idrazina). Chiunque avvistasse un frammento dovrà segnalarlo immediatamente ai Vigili del Fuoco (telefonando al numero 115) e comunque dovrà mantenersi a un distanza di almeno 20 metri.

 

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