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Viaggi

Gola di Vikos, paradiso per il rafting

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Turismo in Grecia

di LAURA PEROLFI - Imponente, maestosa, unica. La Gola di Vikos è una delle zone più suggestive del nord della Grecia uno dei canyon più grandi e profondi al mondo, grazie agli oltre mille metri di dislivello tra la sommità ed il corso del fiume. Lunga 12 chilometri e profonda 900 metri, parte da Monodendri, a 1090 metri di altezza sul livello del mare. E' talmente ardita che non è un caso se su queste rocce è stato costruito il monastero di Agía Paraskevi. Il posto giusto per gli asceti.

Siamo nell'Epiro nella zona dei Parchi Nazionali di Vikos - Aoos e Valia Kalda nella regione di Zagori. Si tratta di un’area montana di grande bellezza naturalistica, caratterizzata da circa 45 villaggi, collegati tra loro da sentieri resi unici da stupendi ponti di pietra.  Tutti i villaggi di questo territorio mantengono la caratteristica di avere solo tradizionali edifici in pietra, anche perché una severa legge locale impone la ricostruzione delle abitazioni solo in questo stile.

E' il paradiso per chi vuole praticare rafting e  torrentismo o per chi ama il trekking nei ripidi e boscosi sentieri.

Per gli amanti della corsa dal 2011 c'è una grara sponsorizzata da  “The North Face Zagori Mountain Running” un match di maratona per tutti i livelli di preparazione, organizzata ormai da quattro anni. Si tiene l’ultimo week end di luglio con gare a partire dai 10 Km agli  80km (con percorsi intermedi da 21 e 42 km). L’ italiano Nicola Giovanelli è ormai un habituee, entusiasticamente la sostiene e vi partecipa. Nel suo blog racconta dell'Epiro che ha contribuito a far conoscere e promuovere. 

Il turismo che si fa da queste parti è molto familiare. Non ci sono alberghi di grandi dimensioni, ma piccole strutture con camere e appartamenti e taverne tipiche dove si ha la garanzia di poter degustare i piatti tipici della cucina greca di montagna, soprattutto carne, funghi, verdure del luogo.




< i magnifici ponti in pietra
della zona




L'Epiro è ricco di storia e la storia di intreccia con la devozione. Arta è il capoluogo più importante. Risale al Paleolitico: il suo primo nome fu Ambracia IX secolo a.C.  e il re  più importante fu Pirro che da qui mosse contro i Romani. Nel giro di 1200 anni, la città era già capitale del Despotato di Epiro che includeva Tessaglia e Macedonia. il nome Arta compare però intorno all'anno 1000.

Fin dai tempi dei Romani, ebbe importanza strategica, dominando le strade militari che conducevano dall'Italia in Tessaglia attraverso il Pindo.Sull'acropoli si erge l'imponente castello medievale; ma importanti sono soprattutto le chiese.

Sul suo suolo ha visto passare molti potentati il più forte certamente quello dei Turchi Ottomani che la conquistarono a metà 1400 e le cambiarono nome in "Narda". Eccettuato il '700 , secolo in cui diventa prima veneziana e poi francese, la citttà è rimasta Ottomana fino al 1881 quando diventa Grecia in seguito al Trattato di Berlino.La provincia di Arta, dà il nome al capoluogo e al fiume Arachthos che scende dalla catena montuosa del Pindo,  a sudest di Metsovo nella Prefettura di Ioannina. Ad Arta c'è la diga che previene l'allagamento della città e nel contempo garantisce una riserva d'acqua per l'intera regione dell'Epiro.

E' la seconda città più popolata in Epiro dopo Ioannina: comprende una regione montuosa che si estende sulla riva orientale del fiume Arta (alle pendici occidentali del Pindo); confina con le provincie di ,Preveza, Ioannina,  Trikkala e  Acarnania. All'infuori del capoluogo non ha altri centri importanti.

E' famosa per i monasteri e le chiese bizantine .La chiesa bizantina più importante è quella di Parigoritria, costruita da Niceforo I d'Epiro. La devozione ai santi qui è sentita. Santa Teodora è venerata in una bella chiesa tipico esempio di architettura bizantina, ma il protettore è San Giorgio.

Di forte fede ortodossa Arta conta nel suo territorio, oggi provincia, altri importanti monumenti bizantini: tra queste le chiese di San Basilio (Hagios Vasilios)e  l'Abbazia di Kato Panagia.Da vedere ad Arta, la chiesa bizantina di Pantagoritissa della fine del 1200; è un grande quadrato ottagonale con cupola, sostenuto da colonne che si ergono in verticale e in orizzontale, quest’ultime, così posizionate  per rafforzane la tenuta. E’ dedicata alla Vergine miracolosa, decorata con icone. All’interno della cupola superiore, il mastodontico volto del Cristo circondato da angeli e profeti, fu probabilmente eseguito da mosaicisti  non dell’Epiro.

Una tra le attrazioni più fotografate è il ponte di Arta in pietra. Attraversa il fiume Arachthos  ed è famoso perchè cantato della leggendaria ballata folcloristica omonima, centrata sul sacrificio umano. "Tutto il giorno a costruirlo, e di notte collassava" dice uno dei ritornelli. Secondo la ballata popolare ogni giorno 1.300 costruttori, 60 apprendisti, 45 artigiani e muratori, sotto la guida del capomastro, cercava di costruire un ponte le cui fondamenta crollavano ogni mattina. Infine, un uccello con una voce umana informò il capomastro che per far rimanere il ponte in piedi, egli doveva sacrificare la sua stessa moglie. La moglie viene uccisa e gettata nella fondamenta della costruzione, da dove comincia a pronunciare maledizioni che si concludono in benedizioni. Il ponte in pietra di  Arta  (data di edificazione quasi certa il 1600, anche se alcuni lo fanno risalire ad epoca romana, o, ancora  verso il 1200) è però protagonista di tante ballate popolari, tutte diverse tra loro.

Il Golfo di Arta come lo conosciamo oggi, è la creazione di un logo naturale strettamente relazionato all’evoluzione dell’uomo. La severa attività tettonica più di tre milioni di anni fa, aveva creato un vuoto che fu gradualmente riempito dai detriti dei fiumi Luro (Louros) e Arachtos e il progressivo innalzamento del livello del mare, ha permesso all’acuqa del mar Ionio di inondare il golfo conferendogli la forma che ancora oggi possiamo vedere.

Questo golfo è ricco di zone umide e di biodiversità e riveste particolare importanza. Protetto da convenzioni internazionali è sede di specie di uccelli, quali il Pellicano Dalmata, fenicotteri l’acquila di mare, cormorani, airone rosso che nidificano nella zona e vivono armoniosamente nel golfo, oltre a  bufali d’acqua e tartarughe. Zona protetta da convenzioni internazionali, è uno di posti migliori per il bird -watching .Si possono fare gite in barca verso le paludi e visitare la capanna osservatorio del pescatore. La  prefettura di Arta comprende musei non esclusivamente legati all’arte del suo passato. E’ famoso il Museo del Pesce costruito poiché Amvrakikos  è una delle aree più produttive fonti di pesca dell’Epiro.

Il profumo della  frutta:  limoni , mandarini , arance, ma anche olive, si mescolano nelle strade del centro. Tra un piccolo villaggio e l’altro (distretti,  non particolarmente noti, ma ricordati perché totalmente distrutti e bruciati dai tedeschi nella II guerra Mondiale) scorre il fiume Luro, di un verde brillante, lungo la strada costeggiata di platani. Regala un paesaggio davvero gradevole alla vista.

A Vougarelli il sindaco spiega che il territorio ha dovuto subire parecchie ondate di emigrazione verso Africa, Germania e Australia. La zona produce dell'ottimo vino e del tabacco che però non viene lavorato ma viene esportato. Qui è possibile fare eco-turismo alloggiando nelle tante gasthof del territorio, da dove partire per bellissime passeggiate nei sentieri delle montagna della zona. L'Epiro offre agli amanti della natura un ambiente straordinariamente interessante e dove è possibile fare una vacanza veramente green.

 

> Reportage: Viaggio In Epiro di Laura Perolfi
> info su eventi, strutture alberghiere qui: www.visitgreece.gr

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