Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Popoli

Il caso ''grexit''

Il caso ''grexit''grecia_manifestazione_atene.jpgLucrezia_Reichlin.pngBini_Smaghi_Giornale_sentire.pngdue-manifestanti-davanti-al-parlamento-greco-ad-Atene.jpgatene-scontri-2.jpgatene.jpg
Quale futuro?

Trento 30 maggio 2015 - Ci sarà ancora l'euro nel 2025? Reggerà all'eventuale default di uno degli stati membri? Sopravvivrà senza l'estinzione del debito dei paesi del Sud Europa?

Partiva da queste domande il confronto tra Lorenzo Bini Smaghi, Wolfgang  Münchau e Lucrezia Reichlin che si è svolto nell'Aula Magna di Giurisprudenza questa mattina e sul quale aleggiava la situazione della Grecia, con la possibilità che la sua eventuale uscita dalla moneta unica contagi altri paesi, con imprevedibili conseguenze sui mercati finanziari.  "I sondaggi – ha detto Bini Smaghi – dicono che la Grecia vuole rimanere in Europa. Cercheranno di negoziare un accordo fino all'ultimo minuto".

Se per Lucrezia Reichlin bisogna tutelare le economie dai cambiamenti improvvisi, per Lorenzo Bini Smaghi il problema non è la quantità di debito ma la sua distribuzione nei paesi. Il problema vero è che viene generato nei paesi sbagliati, mentre gli stati con una situazione economica più solida potrebbero permettersi di generare più debito. Il tema di fondo, per la Grecia ma anche per l'Italia, è la carenza di crescita: se si crescesse di più, il debito non rappresenterebbe un problema. Per Wolfgang Münchau per raggiungere la stabilità nell'Eurozona serviranno regole comuni in campo fiscale.

L'aver ritardato la ristrutturazione del debito è costato molto alla Grecia e servirebbero regole che rendano possibile andare in bancarotta senza che questo significhi un problema enorme per gli altri afferma Lucrezia Reichlin. "Oggi per la Grecia il problema è definire un programma credibile che parta da un'analisi realistica della situazione; c'entrano concorrenza e competitività. Non si può chiedere alla Grecia di diventare come la Germania entro tre anni".

"Questo no – ha convenuto Bini Smaghi – ma almeno avviare il percorso". L'economista ha inoltre ribadito che il default sovrano è un evento drammatico che non si è mai verificato senza generare una tragedia. E quindi va gestito con estrema cura per evitare il contagio ad altri paesi e che innocenti vengano colpiti. "E' un passaggio – ha detto Bini Smaghi - complicato è difficile e va evitato il più possibile. La Grecia ha bisogno di soldi, l'economia è in rosso. Ne ha bisogno per implementare il programma di riforme che prevede un aumento della spesa. Gli unici che possono darle soldi sono gli europei a meno che i greci non comincino a stampare moneta. La loro illusione è che andando in default risparmierebbero sui tassi di interesse".

"La cosa più importante – ha sostenuto Lucrezia Reichlin – è impedire uno stato di totale confusione entro tre mesi. Si devono fissare priorità è stabilire condizioni sul programma di riforme per ottenere sostenibilità sul lungo periodo".
"Arrivano segnali contraddittori dalla Grecia – ha aggiunto Münchau - e non ho capito se vogliono o no restare nell'Eurozona. Entro la prossima settimana sapremo qualcosa di più. Una decisione dovrà essere presa".



< nella foto Lorenzo Bini Smaghi e (sopra)
Lucrezia Reichlin (foto Renato Magrone)










TSIPRAS TEMPI DURI PER LA TROIKA
(editing E.Luzza)

Ora che Tsipras guida il paese la voce si è fatta più forte. La Grecia però non ha un soldo nelle sue casse e tratta ad oltranza con i signori dell'UE. Come si viva sotto il governo "troikista" e in un regime di sovranità assolutamente limitata lo ha spiegato anche una ricerca pubblicata da Amnesty International intitolata “Farsi le leggi da soli".

Una cultura di abuso e d’impunita’ in Grecia” dedicata alle forze di polizia in Grecia  e preceduta da un’inchiesta ufficiale sui legami tra la polizia e il gruppo estremista Alba dorata. "In Grecia si vive di fatti in una duratura cultura fatta di impunita’, razzismo e violenza endemica, che si esprime anche attraverso l’uso della forza contro i manifestanti e i maltrattamenti ai danni di migranti e rifugiati" si legge nel rapporto.

Nella ricerca di Amnesty International si denunciano le numerose e persistenti violazioni dei diritti umani commesse dalle forze di polizia.
“Le nostre ricerche hanno evidenziato che la rovinosa vicenda dei rapporti con Alba dorata e’ solo la punta dell’iceberg. Un profondo razzismo, l’uso eccessivo della forza e una radicata impunita’ costituiscono una macchia per la polizia greca.

I vari governi che si sono succeduti finora non hanno riconosciuto, ne’ tantomeno contrastato, queste violazioni e l’impunita" ha dichiarato Jezerca Tigani, vicedirettrice del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International. “C’e’ urgente bisogno di una riforma strutturale complessiva delle forze di polizia che viene usata dalle autorita’ in modo indiscriminato. Invece di mantenere la legge e l’ordine, spesso le viene affidato il compito di stroncare il dissenso e perseguitare chi appartiene a gruppi vulnerabili. Le azioni delle forze di polizia sono prive di monitoraggio indipendente e i loro comportamenti restano impuniti. Questo deve cambiare” – ha concluso Tigani.
febbraio 2015
 

Popoli

Popoli

185x190.gif colore_rosso.jpg google_1.png boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif