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L'antica Filippi patrimonio dell'Umanitā

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Grecia, incontro col mito

Il Sito Archeologico di Filippi entra ufficialmente nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO durante la 40° sessione tenutasi in questi giorni ad Istanbul. Una grande soddisfazione per le autorità greche che hanno incassato anche l'unaniumità: rispetto a tutte le altre discussioni, la nomina ufficiale è stata l'unica a essere approvata senza commenti o obiezioni. La Lista del Patrimonio Mondiale ora ha 18 siti della Grecia.

Filippi è uno dei più importanti e più completi siti archeologici della Grecia settentrionale, con molti monumenti dall'evoluzione della città dal periodo ellenistico al periodo tardo bizantino. Il valore universale eccezionale della città di Filippi è documentato sia dal patrimonio archeologico che architettonico; grazie al passaggio di San Paolo si può datare l’inizio del cristianesimo in Europa.

La sua posizione strategica, permette di raggiungere il sito attraverso la "Egnatia Odos".
Dopo la battaglia drammatica del 42 aC che ha impostato la storia politica dello Stato Romano, vive un periodo d'oro come colonia romana (Colonia Augusta Julia Philippensis).
Qui passò l'apostolo Paolo e fondò la prima chiesa cristiana sul suolo europeo nel 49/50 dC. Con il riconoscimento del cristianesimo e la sua costituzione come religione di stato nella città furono costruite maestose chiese cristiane.

La preparazione del dossier per la candidatura del Sito Archeologico di Filippi, è stata completata nel mese di Gennaio 2015, risultato di uno sforzo coordinato e sistematico dei servizi del Ministero della Cultura e dello Sport, e in particolare della Direzione Generale delle Antichità, della Direzione di Antichità Preistoriche e Classiche, della Direzione Bizantina e della Antichità post-bizantine, Arte di Kavala -Thassos e del Fondo Risorse Archeologiche. Importante è stata anche l'assistenza della ex comune di Filippi e del Comune di Kavala, che esprime il forte sostegno della comunità locale.

Grande soddisfazione anche per il governo di Atene da tempo ormai perla dell'Unesco, dovce l'incontro con la storia e con il Mito intercetta sentimenti profondi e una cultura dalla quale veniamo tutti.

La visita all'Acropoli si completa solo con l'ingresso al sottostante museo, un'avveniristica struttura tutta in vetro da capo a fondo, pensata per intercettare da ogni punto quell'Acropoli che insegnò al mondo la Bellezza: dall'architettura al pensiero.
La capitale Atene sorprende anche per la sua vitalità: é vivace, piena di vita, brulicante di gente ad ogni ora. Gli ateniesi amano uscire, incontrarsi e incontrare. Taverne e localini di sera si animano di un'umanità variegata e nei quartieri più cool la vita notturna riserva molte sorprese e una Atene che non ti aspetti: sempre pronta a far le ore piccole.

La domenica la gente si riversa a Monastiraki il quartiere steso ai piedi di Via Ermiou, in cima alla quale sta piazza Syntagma ed il Parlamento greco. Imperdibile alle 11 lo spettacolo del solenne cambio della guardia, ma tra la folla di turisti ci sono sempre anche gli ateniesi. "Vengo qui da 65 anni, da quando ero bambino" racconta Ghiorgios "poi vado al mercatino".



< il mercatino domenicale
di Monastiraki



Dalla Grecia porti via anche "la pietra" dei villaggi dell''Epiro una regione sorprendente tra fiumi, ponti e gole di ardita bellezza e piccole chiese o monasteri dove la solida tradizione cristiano-ortodossa scandisce il tempo di generazione in generazione.

Nelle isole, raggiungibili in poche ore dal porto del Pireo, la vita assume altri ritmi e la tradizione regna sovrana. In alcune di queste, come Hydra, non ci sono auto, ci si arrangia con l'unico mezzo a trazione integrale 4x4: il mulo.
Abituata a vento, sole e mare la gente sembra scolpita e fortificata dalla natura.



< imperdibile un giro nelle isole: nella foto Hydra
l'isola dove l'auto non esiste, il mulo è l'unico
mezzo di locomozione
(le foto di questa pagina: www.giornalesentire.it)




La Grecia è non solo un paesaggio meraviglioso ma storia di devozione, di gente con la scorza, di uomini e donne chiamati spesso ad atti di coraggio. Lungo la strada che da Ioannina conduce a Zagori, appare sopra una collina, un monumento alle donne dell'Epiro. Quando non c’erano più uomini nei villaggi , perché nascosti tra le montagne a far la guerra, le  donne portavano loro le munizioni. In questi posti sperduti, tra  Zagori e il monti del Pindo, tra sentieri gelati e neve alta, nemmeno i muli riuscivano a farcela. Le donne sì. L'opera ricorda gli sforzi compiuti dalle donne greche nella II Guerra Mondiale.

Dalla Grecia si porta via il ricordo di un popolo forte, giustamente orgoglioso, tenace, con una storia che arriva dai Miti, capace di accomunare le forti passioni alla legittima aspirazione al piacere della vita, un popolo capace di "relazione", sempre aperto all'accoglienza, sempre disposto ad iniziare una danza con l'ospite.

Corona Perer luglio 2016
www.giornalesentire.it



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