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Persone e idee

Habib Bourguiba, il padre negato

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Padre o padrone?

(Monastir - Corona Perer) Amava indossare scarpe italiane,Habib Bourguiba. Il mausoleo dove è sepolto a Monastir ne mostra un bel paio di fattura artigianale. Possedeva un'eleganza innata ed anche carisma. E sembrava fratello gemello di Sandro Pertini con il quale condivideva invece la stessa generazione. La sua carta d'intentità è la numero 0000001: è il fondatore della Repubblica.

Molti in Tunisia oggi lo rimpiangono, altri lo ritengono la premessa ai mali della dittatura di Ben Alì, suo successore. Ma Sigmund Freud teorizzava che con il pasto totemico un figlio uccide il padre per poter crescere e affrancarsi da lui. Così i figli della Tunisia moderna lo rimpiangono, mentre altri lo ritengono l'origine della dittatura.

Basta assistere ad una discussione politica tra i tunisini per capire come questa memoria in qualche modo “divida” dopo che la Tunisia ha fatto la sua rivoluzione, non ancora risolta e per nulla pacifica.  Ma comunque lui viene ricordato come il fondatore della Tunisia moderna l'uomo che ha liquidatato pacificamente la monarchia (in realtà Beylicato husaynide), il 25 luglio 1957. A Tunisi si arriva all'aeroporto a lui intitolato, Avenue Bourghiba è la strada dove è scoppiata la rivoluzione nel 2011, ma infinite sono le istituzioni, le vie in tuttoi il paese, a lui dedicate.

Habib Bourguiba era nato a Monastir nel 1903. Lì è anche morto il 6 aprile del 2000, la sua tomba era già stata eretta che lui era in vita, come accadeva ai Faraoni. Statista e uomo politico, era di origine berbera. Fu il leader della lotta per l'indipendenza e poi il fondatore della Tunisia moderna, e primo presidente della Repubblica tunisina che resse per 30 anni, dal luglio 1957 al novembre 1987.

Aveva fatto buoni studi, il Presidente. Prima a Tunisi dove si diplomò nel 1924 e poi a Parigi dove si laureò in scienze politiche alla Sorbona. In Francia sposa ache la sua prima moglie, la francese Mathilde Lorrain, madre del suo unico figlio Habib Bourguiba Jr. Un secondo matrimonio negli anni '60 con la tunisina Wassila Ben Ammar da cui peraltro divorzierà nel 1986.

Era un avvocato, ma anche giornalista di accesa passione politica. Entrò al partito Destour (che in arabo significa "Costituzione") di orientamento indipendentista e fondò  il  giornale L'Action tunisienne, di orientamenti laici. Una posizione non condivisa dal partito che provocherà una scissione al suo interno con un'ala islamizzante che mantenne il nome di Dustur, l'altro modernista, che si chiamò Neo-Dustur.

Durante gli anni trenta la repressione coloniale si fece più violenta, e Habib Bourguiba fu confinato con altri militanti nel sud del paese. Habib Bourguiba fu imprigionato in Francia per cospirazione contro la sicurezza dello Stato.


< la tomba mausoleo a Monastir e sotto
   le immagini dello statista con i potenti
   della sua epoca (fotoservizio: C.Perer)



Nel 1940, liberato dalle SS naziste, il regime di Vichy lo consegnò all'Italia, su richiesta di Mussolini, che sperava di utilizzarlo per indebolire la resistenza francese nel Nordafrica, ma Bourguiba non prestò il fianco al regime fascista e lanciò l'8 agosto 1942 un appello per sostenere le truppe alleate.

Per questa posizione fu arrestato dai nazisti e fu rimesso in libertà solo nel maggio 1944, quando gli alleati ebbero conquistato il Nordafrica. Nel dopoguerra, dopo aver visitato molti Paesi per guadagnare sostenitori alla causa tunisina, Bourguiba rientrò in patria per continuare la lotta. La Tunisia non era una colonia, ma un protettorato francese e  Bourguiba sosteneva una strategia verso l'indipendenza da raggiungere pacificamente e per tappe, con l'aiuto della Francia e sotto la sua egida, in contrasti con l'allora primo ministro Ben Youssef fautore del panarabismo che puntava ad un'indipendenza totale e immediata.

Vinse Bourguiba che evitò al Paese un bagno di sangue se ci fosse stato uno scontro frontale con la Francia (come accadrà in Algeria). Il 20 marzo 1956 la Francia concedeva alla Tunisia l'indipendenza totale (ad eccezione del porto strategico di Biserta, che fu poi lasciato nel 1963), e meno di un mese dopo veniva eletta un'assemblea nazionale costituente presieduta da Bourguiba.

Liquidata pacificamente la monarchia (un Beylicato husaynide), il 25 luglio 1957 veniva proclamata la repubblica e Bourguiba, fu nominato presidente della nuova Repubblica, poi confermato alle elezioni del 1957.

Sotto la presidenza di Bourguiba fu avviato un vasto piano di riforme destinate a dare avvio alla sovranità nazionale e a modernizzare la società tunisina, attraverso la diffusione dell'insegnamento e la promulgazione del Code du statut personnel (Codice dello statuto personale) con il quale veniva ridimensionato il potere dei capi religiosi, pur restando l'Islam la religione di Stato (il presidente della Repubblica tunisina deve essere di religione musulmana).

Le donne ebbero accesso ad uno status assolutamente inusitato per il mondo arabo (divieto della poligamia, sostituzione del divorzio al ripudio, legalizzazione dell'aborto). Nel caso dell'aborto all'epoca le tunisine erano più avanti delle donne francesi.
Il paese fu poi diviso in governatorati dotati di un'amministrazione moderna.

Fu impostata la struttura di una moderna scuola pubblica e gratuita, mettendo fine al doppio regime scolastico: scuola coranica e scuola di tipo occidentale. Anche nel settore giudiziario fu abolito il doppio regime e furono instaurate corti giudiziarie civili, ponendo fine all'influenza dei religiosi sulla magistratura.

Controcorrente, rispetto ai suoi vicini e omologhi arabi dei paesi che stavano uscendo dalla fase coloniale, Bourguiba diede la precedenza all'educazione e alla salute, piuttosto che all'armamento.

Anche in politica estera, Habib Bourguiba si distinse sostenendo, 20 anni prima di Sadat, la normalizzazione dei rapporti con Israele, e proponendo all'ONU la creazione di una federazione tra gli stati arabi della regione e lo stato ebraico.

La vecchiaia di Bourguiba e il decadere della sua salute coincisero tuttavia con l'arresto dello sviluppo del paese: nel 1978 egli riallineò il paese alle posizioni anti-israeliane prevalenti nel mondo arabo, criticando gli accordi di Camp David, il che valse alla Tunisia di divenire sede della Lega araba e successivamente dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina nel momento in cui questa fu costretta ad abbandonare il Libano dall'intervento militare israeliano.

La parola discendente non è positiva: nel paese era cresciuto clientelismo, corruzione e paralisi dello Stato. Le lotte per la sua successione e l'accentuarsi del carattere autoritario del regime portarono ad una crisi che favorì una forte crescita dell'islamismo radicale.Il paese era sull'orlo della guerra civile, scosso da sommosse (sono gli anni in cui inizia anche la guerra civile in Algeria).

Iniziato sotto il segno del liberalismo e della laicizzazione della società tunisina, il lungo regno di Bourguiba si concludeva nel crepuscolo oscuro e minaccioso del decadimento mentale senile del capo dello Stato, di una grave crisi economica e della lotta senza quartiere del generale Zine El-Abidine Ben Ali contro l'islamismo radicale crescente.

Nel 1987 il presidente Bourguiba fu deposto per senilità, con un colpo di Stato "medico" rimasto unico negli annali del mondo arabo, dal gen. Ben Ali (cui i servizi segreti italiani del SISMI non fecero mancare il proprio sostegno che si era fatto nominare Primo Ministro. Questi, eletto presidente nel 1989, proseguì comunque la politica del suo predecessore, accreditandosi come suo figlio spirituale, in linea con il desiderio di Bourguiba, che avrebbe voluto governare anche dopo la propria morte.

Per evitare che gli oppositori del regime lo usassero ai propri fini, il vecchio presidente fu confinato nel suo "dorato" palazzo di Monastir, sua città natale, fatto oggetto di grande riguardo e con l'assistenza di una équipe medica.

Morì il 6 aprile 2000, all'età ufficiale di 96 anni (ma forse erano 99), e fu sepolto nel mausoleo di famiglia, dove già aveva fatto collocare i suoi genitori e la sua prima moglie Mathilde.
(Monastir - Corona Perer 24 ottobre 2013)

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