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Arte e cultura

Hans Knapp, ''non conosco regole''

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A tutto disegno

Alla domanda se si considera un artista impegnato, Hans Knapp risponde: «il mio lavoro non nasce da qualsiasi contenuto, messaggio o esperienza che vorrei esprimere o fare, ma dal disegno stesso, dal confronto con le forme e gli oggetti. Da qui sorge dunque l'interrogativo: che cos'è, cosa potrebbe rappresentare, che cosa esprime in effetti? E ancora: è qualcosa che desidero dare di me stesso o che vorrei aver detto? Non conosco una regola che permetta di estrarre forme dalle storie e storie dalle forme»

Hans Knapp (nato nel 1945 a Bressanone dove è cresciuto) ha una straordinaria produzione di disegni, bozzetti e collage realizzati dall'artista nel corso di tutta una vita.

"La cifra caratteristica del lavoro di Knapp risiede nella pratica quotidiana, continua e ossessiva del disegno e dei collage. Per Knapp, disegnare significa liberare la psiche da antiche e nuove paure, ricordi, desideri" spiega il critico d'arte Valerio Dehò che a Merano ha promosso nella primavera 2014 una mostra presso Kunst Merano Arte.

"Dopo aver riempito pagine e pagine di fitti disegni in cui appaiono forme ricorrenti, segni che si succedono e figure umane, l'artista le assembla in un unico grande foglio secondo una logica particolare che non simula mai una storia vera e propria, ma tanti racconti possibili. Hans Knapp mette in scena il possibile, conferendo al significante una logica assolutamente non referenziale. I significati ci sono, ma liberi, non strutturati in un senso comune".

Nei disegni giocano un ruolo rilevante le architetture, spazi costruiti per una funzione X che è solo possibile ipotizzare, ma anche i ricordi e le sensazioni che l’artista porta con sé sin dall’infanzia, poiché la sua arte è in effetti una sorta di diario inconscio scritto giorno per giorno. Le non storie di Knapp possiedono un forte imprinting visivo, sono un vero e proprio pattern formato dall’assemblaggio di diverse unità.

Sul disegno l'artista scrive: "Sin dagli anni dell'accademia, a Vienna e Monaco di Baviera (1966 - 1970) ho sempre vissuto il disegno come il fondamento della mia espressione artistica. In più di quarant'anni ne ho realizzati moltissimi, ma il confine tra l'ambito dei disegni che concepisco come opere in sé e quelli che realizzo invece in funzione di lavori diversi, rimane fluido e non determinato a priori".

Merano, ottobre 2014

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