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Scatti d'autore

Hiroshi Sugimoto, passato e presente

Hiroshi Sugimoto, passato e presenteLightning_Fields_225_2009.jpgEl_Capitan_Hollywood_1993_new.jpgMoMA_Bauhaus_Stairway_2013.jpg
Eterno in fotografia

Hiroshi Sugimoto (Tokyo, 1948) ha sempre indagato tanto il passato e le  tracce della storia come il presente. Ama ritrarre soggetti che ricreano o replicano momenti di un passato distante e luoghi geograficamente lontani con un’impostazione concettuale che unisce un rigore metodologico tipicamente orientale.

E' noto per la meticolosa perfezione delle sue stampe, risultato di un lavoro imponente, che include un’ampia ricerca preliminare, l’uso di fotocamere di grande formato e delle tradizionali tecniche del bianco e nero.

Hiroshi Sugimoto è tra i più autorevoli interpreti della fotografia contemporanea internazionale.Ogni suo progetto ha origine da una riflessione filosofica profonda su un determinato tema e spesso si protrae per molti anni a venire.

Attivo dalla metà degli anni Settanta,Sugimoto ha lasciato il Giappone nel 1970 per studiare arte a Los Angeles, in un periodo in cui il Minimalismo e l’Arte Concettuale regnavano sovrani: entrambe le correnti, infatti, hanno influito molto sulla sua visione estetica.

Man mano che la sua ricerca si è evoluta, Sugimoto ha individuato soggetti di una tale profondità concettuale che è tornato ciclicamente a rivisitarli nel corso della sua carriera. Dal Minimalismo, in particolare, ha tratto una passione rigorosa per la serialità, che lo ha portato ad organizzare il suo lavoro in serie ben definite ed omogenee.
Lo si ama nei misteriosi orizzonti marini della serie Seascapes fino ai celebri Theaters ripresi con lunghissimi tempi d’esposizione; dai Dioramas realizzati nei musei di storia naturale fino alle recenti fotografie ‘out-of-focus’ dedicate alle icone dell’architettura modernista.

“A caratterizzare la pratica artistica di Sugimoto – commenta Filippo Maggia –, sono l’indagine del passato e la necessità di raffigurare il tempo dandogli corpo attraverso la fotografia. L’approccio dell’artista è meditabondo, lento, giustamente prudente: d’altronde, per sentire il tempo occorre averne piena coscienza e rispetto. Ripercorrendo la carriera di Sugimoto a ritroso, risulta evidente come la sua non sia altro che un’incessante sfida alle potenzialità che la fotografia offre all’artista, come tecnica, linguaggio e strumento di interpretazione del mondo, accompagnata ad un’altrettanto approfondita pratica di altre discipline, come il design e l’architettura”.




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