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Val Venosta: Watles, l'hotel museo

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Visitato per voi

(Corona Perer, giugno 2016) -  Abbarbicato sulle pendici del Watles, come evoluzione di un piccolo villaggio rurale, porta il nome della montagna e merita una visita. L'hotel Watles è infatti anche un museo. Il suo proprietario Georg Ziernheld è una singolare figura di collezionista: ama tutto ciò che in qualche modo riconduce alla macchina.

Lo si capisce fin dalla Reception dove un modello BMW anni '50 di una antesignana delle city car, con targa Michigan e paraurti cromati, accoglie il visitatore. La vera scuderia sta in uno dei 7 piani delle hotel (3 piani fuori terra e altri 4 interrati) dove si conservano in perfetto stato e perfettamente funzionanti, tutti di epoca anni '50-'60.

Ad arredare l'hotel ci sono poi le moto: dalle prime Guzzi alle Vespa e Lambretta, e persino due bici assai curiose, ultima acquisizione del sig. Ziernheld: sono le bici dei Vigili del Fuoco, con tanto di pompa in tessuto. Non è tutto: ad arredare i corridoi che conducono alle 43 camere, tutte arredate con gran gusto e ricorrendo a legni antichi, ci sono almeno un centinaio di macchine da scrivere: alcune risalgono al 1896.

< Garage...d'epoca



Il collezionismo per questo albergatore che si è fatto da sé, facendo evolvere la pensioncina di famiglia in un grande albergo 4 stelle, è una passione sfrenata. Confida che gli manca il tipico furgoncino 9 posti della Wolfkswagen per ritenersi soddisfatto e non c'è da dubitare: prima o poi da qualche parte lui o i suoi collaboratori la scoveranno.

Qua e là tra, lo snodo di un corridoio e gli ascensori,  altre macchine: da cucire o per scaldarsi. L'amore per il collezionare ha portato al Watles anche una serie di stufe in ghisa d'epoca e – ciliegina sulla torta – un'antica farmacia tutta di legno. “L'ho trovata ad Altenborg in Germania e non ho avuto dubbi: l'ho subito acquistata”. Un corpus di mobili, cassetti, vasi e boccette di grande fascino, tutta in legno massiccio con le antine e i cassetti per ogni specialità.

Nel settore wellness ed estetica tra le modernissime docce a infrarossi, le saune e il bagno turco, il centro estetica e la piscina in vasca d'acciaio, con idromassaggio e cascata ci sono le macchine fotografiche. Anche qui una gran varietà di modelli di case prestigiose per arrivare al pezzo forte: uno tra i primi esemplari di proiettore professionale per pellicole cinematografiche. “Introvabile e unico” dice con orgoglio il proprietario che si avvale di collaboratori per scovare queste rarità.

Meraviglia della sezione una autentica macchina Linotype del 1938 con meccanica americana. Fu costruita a New York e arrivò in Europa via mare, era in uso ad una tipografia di Rovereto. Poi, con l'avvento delle nuove tecnologie, finì in magazzino finchè non fu il mercato del collezionismo ad interessarsi di lei. Con questo imponente marchingegno si stampavano i giornali e possiamo immaginare che da questi ingranaggi sia passata anche tanta stampa irredentista.

Tre anni fa l'hotel è stato ampliato e rinnovato: da qui si ammira un panorama sulla Val Venosta e i suoi meleti, che definire straordinario è ancora poco. Grazie alla funivia a poca distanza si sale invece in cima dove c'è un attrezzato parco giochi che è la gioia della clientela tedesca e italiana.

< foto: Linotype del 1938 con meccanica americana


“Abbiamo clienti che vengono da noi ormai da 40 anni, tutti gli inverni, io posso dire di essere cresciuto con loro” afferma George che nelle stanze ci ha messo anche il suo gusto estetico: le porte sono in legno massiccio ricavato da antiche stalle della zona. Alcune portano i segni della natura con le parti più chiare (perchè esposte al sole) e gli interni più scuri. Questo legname è servito anche per rivestire le pareti. Tutte le stanze sono dotate di wi-fi free e di notte regna il silenzio più assoluto.

Quanto alla cucina, lo chef propone i sapori tipici con i prodotti del luogo: dal sedano rapa, ai formaggi della vicina Latteria di Burgusio. Da assaggiare i canederli e la tortina tiepida allo speck, per terminare con un classico: lo strudel di pera Pala, la Palabirne, tipica pera della zona. Quando è matura ha un gusto dolce che ricorda il caramello e la cannella. Considerata un toccasana per la salute, figura anche in ricette di farmacopea  tirolese, tanto da essere chiamata anche la pera del farmacista.

Insieme alla mela il tipico frutto della Vinschgau, la dolce e verde Val Venosta. Un angolo di Italia tutto da scoprire a pochi chilometri dal Passo Resia e dal confine con Austria e Svizzera.
Per info e prenotazioni : www.watles.com








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www.venosta.net
www.suedtirol.info
< foto: strudel alle pere Palabirne

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