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Arte e cultura

I paesaggi di Tullio Pericoli

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Incontro con l'artista

di Corona Perer - Tullio Pericoli quando dipinge è a Milano, in uno studio con grandi vetrate dalle quali può osservare la città che pulsa, passa, si muove, si agita e si spegne nel silenzio della sera. Il risultato di questa convivenza con la metropoli sono quellli esposti in questi giorni al Mart, quadri onirici e astratti che raccontano una terra: le Marche.

"Non sono però quadri dove racconto una nostalgia" ha spiegato al Mart incontrando la stampa durante il pre-view che ha preceduto la mostra attualmente in corso in contemporanea con quella allestita al Mag di Riva del Garda che racconta invece un altro esperimento (il paesaggio del Garda visto dall'alto e di cui riferiamo a questa pagina > clicca qui).

"Quando esco dal mio studio sono nella mia Milano, è difficile ritornare in provincia quando conosci la metropoli. Spiega che rispetto al lavoro fatto sul Garda, queste opere sono viste con l'occhio della mente. "Sono linguaggio, direi persino dialetto, il mio dialetto che mi porto dentro come tratto genetico" afferma Pericoli che indica nel "quadrato" dei suoi quadri quel formato "tessera" che consente la lettura del territorio. Purchè il nostro non sia solo guardare ma anche un vedere. E i paesaggi sono infondo degli "stati" costitutivi dell'interiorità.

"Attenzione: vediamo non solo quello che ci sta davanti, ma anche quello sentiamo" ammonisce l'artista marchigiano che in 40 anni di ricerca, tra appunti e sentimento, ha fatto del paesaggio il lavoro più intimo tra quelli che quotidianamente lo occupano.

Che lui possa essere persona che si perde nel paesaggio è quindi evidente. Nelle teche si ammirano gli acquerelli, alle pareti i dipinti, la maggior parte dei quali mai esposti prima d’ora, che racchiudono una vita di esperienze creative intorno a luoghi della geografia e dell’anima e sono dedicati, scrive l’artista marchigiano, «alla luce, ai colori, alla natura e alle forme della mia terra natale».

"Il suo è quasi un entrare nelle viscere della terra" aggiunge il curatore Claudio Cerritelli che con Alessandra Tiddia e la direttrice del Mart Cristiana Collu, ha allestito la mostra per farla diventare uno snodo, quasi un pre-ambolo a "Perduti nel paesaggio/Lost in Landscape” che sta proprio sopra al mezzanino.

La mostra “I paesaggi”, oltre a inserirsi nell’indagine dedicata al Paesaggio dal Mart, conferma il legame con il MAG di Riva del Garda che ospita in questo momento la mostra “Lo sguardo di Tullio Pericoli sul paesaggio dell’Alto Garda” ancora a cura di Claudio Cerritelli (22 marzo – 2 novembre 2014)

Salvatore Settis, che sul paesaggio è autore di splendide riflessioni, definisce i paesaggi di Tullio Pericoli "altamente soggettivizzati" e spiega: "Alludono a una grammatura del vivere, a un modo di intendere il paesaggio che fu il potente riflesso di quegli uomini e del loro costruire una società una cultura".

Quelli di Pericoli sono onirici, al di fuori dello spazio e del tempo, astratti: una narrazione intellettuale in cui dimensione naturalistica e artistica si intrecciano e si sovrappongono. "Quando io dipingo mi sento accolto" ha spiegato l'artista, quasi a disagio a raccontare una dimensione molto intima della sua produzione.

"La pittura ferma il linguaggio e questo mio dire. E poichè io sono e resto un marchigiano con un dialetto impresso come marchio vivo, mi spingo a dire che là dentro c'è anche il mio dialetto".

Al Mart fino all'8 giugno 2014.
(Rovereto 9 maggio 2014)


 
 

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