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Persone e idee

I signori della Grande Guerra

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intervista all'autore

di Corona Perer - Un saggio poderoso avvicente come un romanzo anche se la materia è grigia, molto grigia: si parla di guerre, uniformi, generali folli, altri che uniscono il coraggio all'arroganza. C'è il generalissimo Cadorna sui cui errori sarebbe necessaria una corposa rilettura ma che ci è stato consegnato dai libri di storia, a partire dai vecchi e desueti sussidiari, come il campione della Grande Guerra.
E c'è  il "così-detto" eroe di Caporetto, quel Pietro Badoglio che porterà un paese a cambiare persino il proprio nome nell'enfasi della retorica: da Grazzano Monferrato, la comunità decide di chiamarsi Grazzano Badoglio. E naturalmente c'è anche il duca della vittoria Armando Diaz, illustrissimo sconosciuto fino a qualche anno prima, ma famosissimo subito dopo perchè è colui che ha l'incarico di comunicare al re ("duce supremo") che la guerra tra Austria e Ungheria è terminata.
Erano i tempi in cui la guerra, sostantivo femminile singolare, si fregiava di altri termini al femminile: "la fronte" anzichè "il fronte". A Diaz si legano le tragiche vicende di Caporetto.
In "I signori della Grande Guerra, Storie di generali e di battaglie" (ediz. Mursia) il giornalista e scrittore Pier Paolo Cervone, per molti anni alla «Stampa» di Torino ...


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