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Ambiente

Muse, didattica sul mondo

Muse, didattica sul mondoMaxi__35.jpgindex.jpgSusanna_Scarabicchi_studio_Renzo_Piano.jpgMaxi_Ooh_foto_Matteo_De_Stefano.jpgMaxi_Ooh_Foto_Ren_Riller.jpg
Didattica della Scienza

Lo spazio più bello per fare didattica della scienza fin da piccolissimi? Il Maxi Ooh! Lo spazio sensoriale della didattica dedicato proprio ai piccoli da zero a cinque anni. Video interattivi che modificano forme, voci, ambiente. I bambini possono sognare di essere in un fiume, far crescere degli alberi, spostare sassi, seminare fiori.

Il luogo giusto per fare educazione alla natura fin dalla primissima infanzia tant'è che è stato scellto per la  3° Giornata nazionale dedicata ai servizi per l'Infanzia promossa dal Gruppo nazionale Nidi e Infanzia insieme alle cooperative Città futura, La Coccinella, Bellesini e Pro.ges Trento - quali enti gestori dei nidi comunali - i nidi dell'Università di Trento e dell'Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, la cooperativa Tagesmutter "Il sorriso".

Samuela Caliari è responsabile per il Muse del progetto. Grazie alle nuove installazioni interattive il bambino può fare un'esperienza sensoriale e immersiva nella Natura che erano state inaugurate allo scadere del primo anno di attività del MUSE da una madrina d'eccezione Cristina d'Avena ( < nella foto). La reginetta dei bambini aveva intonato "Kiss me Licia" davanti allo schermo che trasforma in immagini movimenti e voce del bambino

Maxi Ooh! è stato concepito come uno spazio alternativo e sperimentale. Un luogo per stupire e appassionare, attivare consapevolezza, azione e relazione. Il bimbo va alla scoperta di se stesso e delle potenzialità del suo corpo, che si apre all’ambiente per un’esplorazione e sperimentazione che avvengono interagendo sia con l’adulto che con gli altri bambini presenti nello spazio.

Le attività permettono di vivere esperienze che suggeriscono nuovi modi di stare insieme sperimentando i sensi attraverso i sensi, mettendo a disposizione dei bambini contesti che offrano esperienze diverse, imparando a dare forma ad azioni e pensieri. Entrando in contatto con l’ambiente si contribuisce alla sua “costruzione”, plasmandolo attraverso l’interazione. Gli spazi si attivano grazie alle azioni di chi li abita: si colorano, si muovono, restituiscono suoni e segni in dialogo i visitatori. È un contesto immersivo che pone al centro il bambino e la relazione adulto/bambino, per creare e personalizzare l’ambiente con le proprie esperienze rendendolo unico e divenendone protagonista.

Lo spazio, 200 mq di superficie, è delimitato su tre lati unicamente da pareti di vetro, una delle quali apre la vista al verde e all’acqua circostanti. All’interno si trovano tre sfere dedicate a differenti ambiti di esperienza sensoriale. Una sfera è dedicata a esperienze di tatto e movimento, l’altra a esperienze sonore, mentre la terza ospita una interactive toilet, completa di servizi igienici a esclusivo uso dei bambini. Anche questa non è una semplice area tecnica, ma un luogo di esperienza: i flussi d’acqua, i sanitari con le loro linee e forme, gli spazi interni, il gioco di luci e riflessi rispondono all’azione, al movimento, all’intenzionalità.


< foto:  l'architetto Susanna Scarabicchi
braccio destro di Renzo Piano mentre
"sperimenta" una delle postazioni


 



Tatto e movimento nella sfera sonora dicono anche il rapporto con la tecnologia, un rapporto intelligente che vede nella tecnologia un mezzo, uno strumento in più per conoscere, un’opportunità per sollecitare, provocare, dare forma ai pensieri. Maxi schermi riproducono graficamente tracce sonore provocate dalla voce e dai suoni oppure presentano paesaggi che evocano ambienti marini o foreste, dove gli elementi si modificano con il movimento dei bambini. Una tecnologia intuitiva, sperimentabile senza istruzioni, reattiva, che favorisce e sottolinea la percezione del soggetto. Il bambino non è un semplice spettatore, ma dirige l’esperienza tecnologica intervenendo sulla realtà col proprio corpo in movimento e con la propria voce e sonorità corporea.

 


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