Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Arte e cultura

La poesia di Felice Casorati

La poesia di Felice Casoratiusa_questa.jpgCasorati_Ritratto_di_signora_1907.jpgCasorati_Ritratto_di_Cesarina_Gualino_1922.jpg2._Casorati_Persone_1910.jpg
di Daniela Ferrari

(Alba, 5 novembre 2014) - Quella che si è recentemente inaugurata ad Alba, antica cittadina ricca di storia, la cui atmosfera si divide tra i profumi di cioccolato, tartufo e quello di vini pregiati, è un’esposizione imperdibile per chi ami la grande pittura italiana del Novecento.

Ancora una volta la Fondazione Ferrero offre al pubblico una mostra di qualità e bellezza, esponendo ben sessantacinque dipinti di Felice Casorati, la maggior parte dei quali si possono annoverare tra i capolavori della sua produzione. Quaranta dipinti provengono da prestigiose collezioni di musei e istituzioni sia nazionali che internazionali tra cui si citano la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, la RAI-Radiotelevisione Italiana, la Nationalgalerie di Berlino e il Centre Pompidou di Parigi, il Detroit Institute of Arts e il Museum of Fine Arts di Boston e il Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo.

Il progetto espositivo di Giorgina Bertolino, curatrice di mostra e catalogo, riesce a presentare la figura di Felice Casorati sotto una luce inedita. Il suo intento, nel corso della lunga preparazione della mostra, è stato quello di restituirci un Casorati internazionale, rintracciando le opere presentate alle Biennali veneziane e alle Esposizioni in Europa e oltreoceano, e ricostruendo le relazioni tra dipinti che lo stesso pittore aveva creato nella scelta personale delle opere da proporre all’estero, che, in molti casi, non sono rientrate in Italia a seguito di acquisizioni importanti.

“La mia pittura accolta con tanta severità in patria, trovò all’estero consensi cordiali, talvolta entusiasti. Moltissime le riviste che mi dedicarono articoli. Fui invitato ad allestire mostre personali in Germania, in Belgio, in America, in Francia e persino in Russia. Le Gallerie d’Europa e d’America ospitarono fin troppo volentieri i miei quadri”, affermava l’artista nel 1943, raccontando la sua vicenda artistica oltre i confini italiani nell’Aula Magna dell’Università di Pisa.

La mostra si apre con lo straordinario quadro che fu esposto nel 1907 alla VII Biennale di Venezia, quel Ritratto di signora (1907) che segna l’esordio dell’artista. Casorati rappresenta la sorella Elvira di profilo, con un importante cappello, la veletta trasparente calata sul viso aristocratico in una posa ricercata e protesa, con il mento leggermente alzato e la figurina sottile vestita di nero. Egli era un maestro nella capacità di gestire il nero come colore, forte della tradizione pittorica che da Tiziano passa per Velazquez e arriva a Manet e l’allestimento lo dimostra bene dal confronto che si riesce a cogliere abbracciando con lo stesso sguardo il Ritratto di Elvira e Le ereditiere del 1910, uno dei tre prestiti importanti del Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto.

Del Mart è anche il dipinto guida della mostra, Beethoven (1928), uno dei quadri cardine nella poetica di Casorati, presentato alla XVI Biennale veneziana, nel quale si concentra l’essenza dei suoi temi prediletti: la poetica dei bambini, per esempio – rappresentata nella mostra di Alba anche dalla straordinaria Bambina che gioca su un tappeto rosso: effetto di sole (1912) proveniente dal Museum voor Schone Kunsten di Gent  – e quella degli oggetti che, alla stregua dei giocattoli, dei libri, delle nature morte sparsi nei suoi ritratti, veicolano significati di carattere simbolico. Altrettanto evocativo è il grande olio su tela Persone (1910), di collezione privata, con cui l’artista partecipa a Roma all’Esposizione Internazionale del 1911 per celebrare il primo Cinquantenario del Regno d’Italia: è questo un quadro dalla “sottile penetrazione psicologica”, commenta il grande Vittorio Pica, e varrà al pittore l’invito della delegazione del Carnegie Institute per il Premio di Pittsburgh in Pennsylvania.

Accanto a questi quadri-manifesto, crogiuolo della poetica casoratiana, si possono ammirare ritratti dalla straordinaria intensità. Si sono “riunite” alle pareti della Fondazione Ferrero, dopo anni di lontananza, divise tra diverse collezioni pubbliche e private, delle intere famiglie di quadri, come nel caso di Riccardo e Cesarina Gualino con il figlioletto Renato, tre ritratti che difficilmente torneranno a breve ad essere esposti insieme; o come per i ritratti dei coniugi Wolff.

Accanto a celeberrimi capolavori – il Ritratto di Maria Anna De Lisi (1918), Tiro al bersaglio (1919), Le uova sul cassettone (1920) − la mostra presenta opere meno note, come il magnetico Ritratto di Daphne (1933), moglie del pittore e pittrice anch’essa, un quadro mai esposto finora in Italia: un’opera dove l’artista dimostra di guardare a Picasso e Matisse e dove misura le scelte cromatiche e formali con un equilibrio magistrale. Dopo aver visitato questa mostra “museo”, si possono comprendere appieno e condividere le parole che Lucien Florentin scrisse per “La Suisse” nel 1929: “Casorati è l’artista che accorda al meglio quei contrasti senza i quali un’opera d’arte non può giungere alla perfezione. […] Casorati è fra i pochi che meritano d’essere amati e venerati come maestri e più vediamo le sue opere e più ne siamo convinti”.



Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe
Alba (Cn), Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero
Dal 25 ottobre 2014 al 1 febbraio 2015
a cura di Giorgina Bertolino

 




 


 

Arte e cultura

Arte e cultura

185x190.gif colore_rosso.jpg google_1.png boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif