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Persone e idee

Isabella Fantoni, sconfinato amore per la musica

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Corona Perer

Questa è anzitutto la storia di un Amore. E l'amore produce frutto.
Un frutto che chiameremo eccellenza. Isabella Fantoni è una editrice pura, forse l'ultimo esempio di editore. E' capace di stampare anche una sola copia: per chi l'ha richiesta o per il gusto di aver terminato uno studio.

La sua specialità sono gli spartiti musicali che escono dalla “Cipriani Editore” dopo mesi e mesi di studio e lavoro certosino. Un dettaglio: la stamperia ha sede in quello che fu il primo teatro stabile del trentino. Dentro - oltre agli attrezzi del mestiere - un magnifico pianoforte del 1878.

Nel tempo libero la signora Isabella scrive versi e nel terrazzo della sua casa cura fiori, alberi da frutto e le amate rose. E con i petali produce anche il rosolio.

Racconta un dettaglio - solo apparentemente curioso - della sua infanzia. Nata a Milano, da madre roveretana, era bambina quando la guerra costrinse la famiglia a sfollare. “Milano era in fiamme, così mio padre decise di portarci a Rovereto. Scappammo con due bauli: il primo conteneva libri, fiammiferi e candele. Il secondo vestiti e generi di prima necessità”.

Ride nel raccontarlo, ma probabilmente la scelta futura di vivere di cultura stava proprio rannicchiata in quel primo baule, dove il padre aveva messo il sapere e la luce per poterlo acquisire e “accendere”.

Isabella a Rovereto sposa il figlio di un facoltoso imprenditore, quel Cipriani Giuseppe che da  pioniere aveva a Sacco la prima “gazoseria” (per produrre bevande gassose); per primo intuì l'importanza di produrre ghiaccio (e con il primo impianto di refrigerazione diventa anche fornitore dell'ospedale cittadino); per primo si comprò la macchina e poi fondò svariate aziende: produceva  zolfo per le viti e profilerie in ferro (utili anche quelle ai vignaioli).

L'imprenditore amava la musica e aiutò da vero mecenate il compositore Riccardo Zandonai suo vicino di casa, nato proprio a fianco della sua bella abitazione, dove oggi una targa ricorda l'illustre passaggio (dove oggi c'è la stamperia). Aiutò pure il Dionisi, altro genio musicale locale e poi le bande che vestiva e riforniva di strumenti. La musica era insomma la passione di casa ed il figlio Ernesto, andato in sposo ad Isabella, era un bravo musicista.

Ed ecco che l'Eccellenza fa l'ingresso in questa casa di settecento anni dove ancor oggi si stampano rarissimi spartiti musicali. Li chiedono dal Giappone e dalla Germania. La specialità è rappresentata dalle partiture per liuto, ma la Editrice Cipriani - portata avanti oggi dalla signora Fantoni - ha persino permesso di decriptare uno spartito di Bach del quale non si capiva la fine: per mancanza di carta il compositore aveva continuato dal quarto al primo foglio ma segnando le note per organo, non per liuto, che son tutte diverse.

Fu suo marito, Ernesto Cipriani a capirlo. La loro  storia d'amore fa da sfondo e si compenetra con la passione per la musica. Ernesto, figlio del pioniere Giuseppe, era un bravo chitarrista. A Sacco lo chiamavano “Bach e pu” cioè Bach-e-basta per il suo amore per la chitarra classica.

Ebbene: un liutista austriaco celebre in tutto il mondo, Heinz Bischoff, venuto a Rovereto per un concerto, ne notò le potenzialità. “Gli disse: tu devi suonare il liuto, ma mio marito oltre a non possederlo rispose che non avrebbe saputo come imparare” racconta Isabella Fantoni. “Verrò io a insegnartelo, gli rispose”.

E fu così che il concertista, docente nei conservatori di Monaco e Salisburgo, per 6 anni andava e veniva dall'Austria per coltivarsi il Cipriani. Nel '63 poco prima di morire lo affidò al migliore dei suoi allievi, Rolf Rapp, che a Firenze dirigeva il maggio fiorentino.

Ed è così che in famiglia entra il liuto, strumento antico che richiede gran perizia. Ma poiché mancavano gli spartiti ecco che in casa Cipriani scatta la lampadina che per anni aveva illuminato le intuizioni del pioniere: viene fondata una casa editrice. E' il 1975. Quella casa editrice esiste ancora, pochi la conoscono localmente, ma all'estero è notorio che solo a Rovereto si possano chiedere studi filologici e stampe di antichi manoscritti del “liutista di Sacco”.

Venuto a mancare 13 anni fa, l'attività non si è fermata e l'eccellenza è proseguita senza perderne in convinzione. Lo spartito magari è di poche pagine ma il prodotto finito è di tre volumi come l'edizione consegnata al conservatorio di Tokyo che riconsegna ai posteri il preludio per liuto e cembalo BWV 998 di J.S.Bach del 1730: in tutto una copia in tre volumi, dove la prima parte è rappresentata dalla riproduzione anastatica della scrittura del compositore con lo spartito originale, la seconda dallo studio filologico compiuto su ciascuno dei segni e la terza parte è lo spartito trascritto vero e proprio.

“Abbiamo al nostro attivo ormai almeno 100 titoli e vogliamo completare gli studi sul Bomporti e su Carlo Belli musicista” spiega con modestia Isabella Fantoni Cipriani, aiutata in questo lavoro certosino dal collaboratore che ha sempre seguito lei e il marito, Mauro Manica.

Singolare come questa stamperia per liuto abbia potuto fare ciò che ad altri nel mondo non era stato possibile visto che i caratteri specifici per le note di liuto non esistevano e  quindi ogni spartito era necessariamente un manoscritto. Fino a quando la lampadina non si accese su Ernesto. “Andammo da una ditta che faceva trasferibili e ordinammo di mettere in produzione, solo per noi, una serie di segni della quale tuttora ci riforniamo anche oggi che nel frattempo è arrivato il computer con i programmi di disegno” spiega la titolare.

Ecco dunque spiegato il segreto di un lavoro che poteva essere concepito solo da chi “ama”, che è stato recensito dal Giornale di Montanelli e che è noto agli esperti del settore, ma non alla stessa Rovereto. Ma questa casa racchiude un tesoro nel tesoro. Sì, perché la signora Isabella da giovane ha fatto anche la segreta ad un certo Fortunato Depero.

Gli trascrisse a macchina anche il manoscritto della sua autobiografia oggi ignota, perché andò perduta e non vide mai la luce. Ma alberga ancora qua è là, in alcuni gustosi episodi nella memoria di questa donna, che fu in corrispondenza con Carlo Belli (dal quale ha ricevuto in esclusiva anche tutte la partiture musicali composte dal giornalista-artista).

Nel suo volto, di poetessa nascosta ed editrice pura, risuona l'eco di un'antica bellezza. Lei ama però ricordare la sua dimensione prima: quella di moglie innamorata,  madre di 3 figli e nonna orgogliosa di sei nipoti, tra dei quali musicisti.

“Ho un nipotino di 7 anni che fa già concerti con il liuto e altre due nipoti maggiori che suonano cembalo, pianoforte, organo, fagotto, fagottino e flauto traverso”. E' proprio vero che buon sangue non mente.
(luglio 2013)
 

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