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Viaggi

Lesbo, viaggio nel mito

Lesbo, viaggio nel mitoIMG_6600.jpgfenicotteri.pngdida-new-001.jpgimage7.pngimage8.pngmolivos.jpgdida-new.jpgporto.pngimage4.png
di Laura Perolfi

Con Eubea e Creta è Lesbos una delle tre isole più grandi di Grecia. Montuosa e vulcanica sorge nelle immediate vicinanze della Turchia e Mitilene ne è la vivace e bella capitale, ricca di passato: ottomani e turchi, oltre a  veneziani e genovesi sono approdati qui per contendersi luoghi davvero mirabili, nonché centri di potere strategico tra cui il  castello  bizantino del genovese Gattilusi che la domina.

Splendidi edifici in stile neoclassico (l’Hotel Pyrgos dove siamo stati ospitati, ne è testimonianza)  sono sorti a Mitilene tra la fine del 1800 e  i primi anni del 1900 per volere di  facoltosi aristocratici turchi migrati in questa zona. Eleganti palazzi sorgono ad  impreziosire le vie principali, della capitale e a ricordarci che  scambi di culture, oltre al commercio potrebbero nuovamente favorire la convivenza   tra i popoli,  con un briciolo di saggezza applicata.

Aspettando l’imbrunire, a passeggio tra le  mura del castello, può capitare di incrociare un concerto all’aperto di alto livello come quello di Rita Andonopoulou  nota e  apprezzata ‘Signora della musica’. Di indiscussa bravura e bellezza,  alla stregua della luna che  all’improvviso decide di farsi guardare sbocciando dal buio sopra le torri, Rita Andonaopoulou dosa dolcezza e passionalità vocale nelle poesie cantate e   accompagnate alla chitarra.

Dall’alto delle torri alle  viuzze della città si possono scoprire  botteghe di artigianato locale, ristorantini  per cenare al lume di candela,  oltre al  bellissimo porto che  forma  un tutt’uno di luci serali e locali accoglienti   in accordo col tintinnio delle barche ancorate. I negozi la sera chiudono, sono ovviamente aperti ristoranti bar e discoteche, la città è viva ma non troppo affollata, gli acquisti  si possono fare durante il giorno.  Il turista è accolto con gentilezza e disponibilità ma la vita isolana,  procede tranquilla ai i ritmi di chi vive sul posto.

Inutile dire che  l’ecosistema di questo  luogo unico, è di richiamo per ornitologi e studiosi provenienti dal nord Europa. A poca distanza c'è la pittoresca Vatoussa, cittadina un po’ all’interno rispetto alla costa, molto curata e silenziosa, dove la gente del posto ama  il ristoro e il piacere di ritrovarsi  a parlare.  Gli uomini di una certa età sono occupati a giocare a carte e le anziane signore a leggere il futuro dai fondi del buonissimo caffè elleniko, all'ombra dell’unico platano esistente al mondo, con  innesto di fico.



< I fenicotteri rosa a Baia Kaloni
(foto Laura Perolfi)





Il paesaggio da queste parti muta colore: dal verde olivo al giallo del brullo. La zona vulcanica dell’isola a Sigri offre una rarità: la Foresta Pietrificata. Si chiama così perché è una foresta di fossili che risale a 20 milioni di anni fa,  ora zona protetta dall’Unesco.  La si raggiunge  con un breve tragitto in barca, da un mare mozzafiato con fondali cristallini, mentre attorno la coreografia è lunare: tutto imbiancato di cenere vulcanica. L’energia idrotermica, vento ed erosione dell’acqua,  col passare  del tempo e l’azione del biossido di silicio, hanno trasformato le sostanze vitali delle piante in pietra  grazie al quale si possono ammirare  querce e  sequoie pietrificate, disseminate sulla terraferma o ancorate da millenni a ridosso del mare, catapultate con forza dalle esplosioni vulcaniche, che spazzarono via  tutto quello che allora popolava l’isola. Esperienza davvero  unica.

Da queste parti il Maestrale, sempre impaziente, scompiglia con forza  capelli e anima, creando rabbiose increspature e schiuma bianchissima sul Mar Egeo, sospingendo verso il mito: in queste insenature si racconta che Agamennone, diretto a Troia decise di sostare imponendo al suo esercito  un rigoroso silenzio per non destare sospetti.  Da qui il nome Nissiopi: da siopì  ovvero silenzio e nisì cioè isola. Non si può  perdere  la visita al Museo di Sigri per ricostruire perfettamente la storia di tre vulcani attivi del passato.

Una chiesetta  tipica, tutta bianca,  fa da guardia alle acque, oltre ai  polpi pescati e stesi ad asciugare , oltre a quelli deliziosamente cotti alla brace e serviti su un letto di humus di fave e poi, gamberi saganahi;  moussaka; buono il briam, verdure al forno servite con salsa di aglio; senza dimenticare la tipica insalata greca choriatihi che fa da apripasto  e il formaggio tipico di Lesbos, il  Ladotiri gustosissimo e saporito. Per finire col dolce di semolino e miele all’aroma di cannella, Halvas, oltre a  popone e anguria. Il calamaro intero fritto   è il vero tombeur de femmes della serata.

A Molyvos salendo dal paese, si arriva al castello che è del XIII  secolo e sorge su una collina rocciosa.   Eretto principalmente a scopo difensivo da attacchi di invasori o dalle  incursioni dei pirati che infestavano l’Egeo, al suo interno  si passeggia e si fanno scatti alla spiaggia sottostante o alla vicina costa Turca.
Molyvos significa roccia scura, ma il nome potrebbe anche richiamare la molitura, il processo di lavorazione delle olive. L’Olive Press Hotel  un tempo era fabbrica d’olio della quale rimane, eretta in giardino, l’antica  ciminiera.
Negozietti di tipici prodotti locali olio (sovrano assoluto), marmellate di limoni e cedri, capperi, ma anche creme  di bellezza per il corpo all’olio di oliva assolutamente bio. Non manca l’artigianato locale, si trovano oggetti in ceramica, legno intagliato, tappeti e pietre, (qui i negozi sono aperti fino a tardi),  e al porticciolo si può cedere alle strepitosa cene del ristorante Octopuss affacciati direttamente nell’insenatura del porto.

E di cibo in cibo, tra una prelibatezza e l’altra, non si può non menzionare  la sosta a Skala Sykamis nella  piazzetta famosa per l’enorme gelso sotto il quale il celebre scrittore greco Mitibiliny Murià amava trattenersi e lavorare.

< I polipi appena pescati e stesi al sole
e (sotto) Molyvos: la rocca da cui si
vede la costa turca


 


Viaggiando in auto da oriente a occidente, accompagnati da distese di ulivi che sull’isola abbondano e l’hanno resa famosa per la produzione del suo eccellente olio, si arriva alla  zona balneare di Skala Eressos. A metà  tragitto, alla Baia di Kalloni, una ex miniera di sale, vero paradiso di pace e luogo di conservazione di oltre 300 specie di uccelli. D'obbbligo muoversi con molto riguardo, scendendo dall’auto silenziosamente, per non disturbare  centinaia di trampolieri che camminano sulle acque: i fenicotteri rosa. A Skala Eressos a ovest dell’isola sembra di essere in qualche località esotica. Ci si trova direttamente sulla spiaggia, spesso accessibile con un niente, o con la semplice consumazione di un caffè al bar. I  locali  sono vivaci.  Qui locali e spiaggia, diventando un tutt’uno: se non per qualche scaletta di accesso, si è sempre direttamente sul mare. Si mangia molto bene da Sounhatso dove la semplicità dei cibi e la cura con cui sono presentati, ne esaltano il gusto già di per sé eccellente.

Questa cittadina ha dato i natali a Saffo, che oltre ad esser la prima a cantare in letteratura il suo amore per le donne, si prodigava come educatrice  di ragazze bene, che venivano indirizzate  alla cultura e alla vita di future donne, mogli  e madri.
Il famoso Festival di Eressos (quest’anno dal dal 4 al 17 settembre)  si svolge sull’isola in suo onore e  richiama turisti provenienti da ogni dove per celebrare le conquiste delle donne.  Piccolo lembo di terra colorato, culturalmente vivace e libero, assolutamente gradevole, come i colori  variopinti che lo contraddistinguono.

Nel percorso coast-to -coast dell’isola si incontrano zone con monasteri, magari più o meno importanti, ma quasi tutti aperti a percorsi di raccoglimento o di vacanza spirituale non necessariamente religiosa, ma sicuramente di silenzio e ricerca personale. Il Monastero di Taxiarchis racchiude una famosa icona in argento di San Michele,  realizzata con argilla e sangue secondo leggenda.

C'è davvero tanto da vedere, da scoprire e da assaggiare. Memorabile l’ospitalità e la tranquillità di questi isolani, che regalano la certezza del poter vivere con semplicità.
Lesbos è facilmente raggiungibile con volo Aegean Airlines partendo  da Milano Malpensa, scalo ad  Atene  e atterraggio a Mitilene. Non ci sono nemmeno difficoltà a spostarsi sull’isola, che si può girare tranquillamente noleggiando scooter o automobile. Tutta la Grecia  offre vacanze per qualsiasi tipo di esigenza: sportiva, culturale, trekking, rumorosa, silenziosa, o a tutta ‘movida’ per i notturni.

A Lesbos i  prezzi sono buoni, una sdraio in spiaggia può costare 2,50 al giorno (e ve lo dimostriamo con una foto). Ci si può appoggiare ad alberghi ma si possono trovare anche soluzioni in piccoli appartamenti.
Per maggiori informazioni si può contattare l’Ente Nazionale Ellenico per il Turismo.
Last but not least: non ci sono sbarchi, non ci sono migranti.  E’ davvero brutale dirlo così, pensando alle difficoltà di persone che cercano un futuro, ma è la verità.  E non è mai troppo tardi per organizzarsi: Lesbos offre vitto e alloggio sicuro anche chi non ama organizzarsi troppo perchè ama l'avventura.

Si ritorna dal  turchese del cielo e dal blu cobalto del mare di Grecia, dagli aromi e dall'aria calda profumata completamente rinati. E pieni di nostalgia.
Lesbos, 2016

Per maggiori informazioni
Ente Ellenico per il Turismo

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