Giornale sentire img1 Giornale sentire Logo Giornale sentire img2
Persone e idee

Centenari: Maria Shanko, la nonna di Pag

Centenari: Maria Shanko, la nonna di Pagnonnina_pag_51.jpgnonnina_pag_68.jpgnonnina_pag_58-001.jpgnonnina_pag_56.jpgnonnina_pag_70.jpg
Esclusivo

“Sento che ama i poveri davvero” dice. Maria Shanko, 105 anni, è la nonnina di Pag, ed è  forse una delle poche persone al mondo che non conosce affatto Bergoglio, ma l'ha sentito dentro il suo cuore. Ogni giorno ascolta alla radio un rosario per lui e segue la messa della domenica: alla radio, non alla Tv. Così lei  ama e prega per papa Francesco che continua a chiederlo a tutti. Per lui c'è una preghiera anche da Tovarnele, nella bellissima lingua di terra di Lun, a nord di Pag isola del Quarnero.

La si incontra al mattino, nelle vicinanze del piccolo “market” dell'isola, vestita di nero con il gonnellone a pieghe di cotone, il corpetto sulla camicia linda e senza collo, i capelli ben curati e raccolti in una vezzosa coda di cavallo, oppure protetti da un fazzolettone nei giorni in cui dal mare arrivano i residui della bora che soffia sui vicini monti Velebiti (le Alpi Bebie), la più estesa catena montuosa della Croazia.

Esce col cestino e compra il necessario: un panino, del latte, il pesce che arriva fresco e presto al porto, oppure il paski sir, il tipico formaggio di pecora dell'isola di Pag. Poi rientra, pochi passi in salita ed è di nuovo di fronte alle scalette di casa che sale e scende ogni giorno.

Gli abitanti dell'isola la conoscono e la rispettano, sanno la dura vita che ha fatto Maria. Rispettano i suoi 105 anni ed azzardano “no no...lei lei è sicuramente la più anziana di tutta la regione, il Gospic”.


< le foto di questa pagina: di C.Perer


L'umile casa è composta da un'entrata piena di foto: Maria da giovane, Maria con i nipoti, Maria con i turisti che la fermano  vogliono posare con lei, Maria con il marito fresca e (poco convinta) sposa. Sì perchè lei non avrebbe affatto voluto sposarsi.

“Volevo andare monaca ma mia madre non volle. Non ci fu verso. Io volevo entrare in convento, lei invece mi convinse ad accettare la proposta di Radoslav. Avevo 22 anni, lui era più giovane di 3 anni”. E così Maria e Radoslav si sposarono, ma la loro unione - coronata da 5 figli - fu sfortunata.

“Lui era pescatore, molto bravo anche, aveva più di una barca ed era lui che gestiva la gran parte del pescato” racconta. Ma durante la seconda guerra mondiale fu fatto divieto di vendere il pesce alla vicina isola di Rab (Arbe si trova direttamente di fronte a Pag n.d.r.) così lui si recò a Senj per vendere il pesce messo sotto sale per poterlo meglio conservare".

Durante la navigazione la barca venne mitragliata dagli aerei proprio vicino a Rab e tutto l'equipaggio venne ucciso. “Kommunist” dice Maria e si capisce immediatamente cosa intenda, ma in realtà le cose andarono diversamente e - forse - con i comunisti di Tito che daranno vita alla nuova Jugoslavia il marito si sarebbe pure salvato. “Furono in realtà gli inglesi o i tedeschi a colpire la barca” spiega Vedrana, che ci fa da interprete nell'incontro.  

Era il 1944, Maria aveva solo 35 anni, lui 32. Maria restò vedova con 5 figli da crescere.

 Alla fine della guerra nessuna pensione gli fu accordata dallo Stato (forse per questo per lei sono i “comunisti” ad avergli rubato la vita e il marito). Non restava per lei che usare le braccia. Tirò avanti da contadina lavorando la terra e appena i figli – che non andarono a scuola - ebbero braccia, lavorarono anche loro attorno agli ulivi secolari di Lun (oggi patrimonio Unesco).

La casa al porto fu offerta da uno dei fratelli del marito e la giovane vedova provvide anche a lui che non era sposato. “Mi disse che questi figli ora erano suoi, ma nessun altro mi aiutò mai. Andai avanti pregando Dio”.

Poi i figli preserono ognuno la propria via, chi raggiungendo Zara, chi verso Senj, due rimasero nell'isola accanto al porticciolo di Tovarnele dove tuttora vive Maria che trascorre i suoi giorni nel divano della cucina davanti ad una piccola finestra affacciata sul porto. E prega, prega, prega.

“Il rosario è la mia compagnia” afferma Maria che raccomanda di affidarsi a Dio. “Solo lui è stata la mia forza”.

Appesi  ad una mensola del piccolo cucinino ci sono tazze e piccole caraffe in porcellana, sulla dispensa in bella vista un angioletto dentro una scatola di cartone, accanto al caffè e alle scatole di latta del tè. Sulle ante della credenza le foto di nipoti e pronipoti. Su un tavolino le stoviglie pulite ad asciugare.

La nostra interprete ci spiega che fa tutto da sola. “Cucina, lava, stende”. E spazza il piccolo cortiletto davanti alla porta di casa, Nella sua entratina han trovato comodo riparo delle rondinelle che però le sporcano l'uscio. Sorride e si scusa che non sia tutto lindo, ma le rondinelle – lo si capisce – son gradite: le fanno tanta compagnia.

Sull'uscio con un sorriso che fa intuire la sua bellezza di donna slava, ringrazia di averle fatto visita e dato ascolto, lei che passa lunghe giornate nel silenzio, assicura preghiere e spera di rivederci l'anno prossimo, ben consapevole che ogni giorno è regalato. Sarebbe davvero triste non ritrovare questo pezzo di storia e questo dolcissimo sorriso.

Pag (Croazia) -Corona Perer, 18 giugno 2014
foto C.Perer riproduzione riservata

Persone e idee

Persone e idee

colore_rosso.jpg boccetta_gucci_bamboo_spot_2.jpg photo.jpg banner_GIF_Sentire.gif