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Arte e cultura

I fratelli Pollock alla Collezione Peggy Guggenheim

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Venezia

Due mostre dedicate a Jackson e Charles Pollock. “Una storia affascinante”, l’ha definita Repubblica, che attraverso oltre 100 opere, inclusi documenti inediti provenienti dall’Archivio Charles Pollock di Parigi, ripercorre la longeva carriera di Charles, che spaziò dal “regionalismo” al “color-field”, presentando al contempo, in chiave intimista e privata, i rapporti tra i membri della famiglia Pollock.

La mostra porta per la prima volta in Italia e a Venezia “il leviatano” (oltre 6 metri di lunghezza per 2,5 di altezza), realizzato da Pollock nell'estate del 1943 per l’appartamento newyorkese di Peggy, perno focale di un'esposizione che intende rileggerne il ruolo fondante nell'arte americana, e non solo, del XX secolo.

“Un’opera epica”, la definisce il Guardian, che viene messa in relazione dal curatore della mostra David Anfam con la pittura murale americana degli anni ’40, e con la “action photographs” di quegli anni.

Esposte accanto al Murale fotografie ed esperimenti fotografici di Gjon Mili, Barbara Morgan, Aaron Siskind, Herbert Matter, amici di Pollock, nonché un altro gigantesco capolavoro, di Robert Motherwell, Elegia per la Repubblica Spagnola n. 126, e Alchimia, sempre di Jackson Pollock, reduce da un importante intervento di conservazione di 18 mesi all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.

Prosegue inoltre l'allestimento nelle sale temporanee del museo del percorso multimediale della mostra Alchimia di Jackson Pollock. Viaggio all'interno della materia, che permette ai visitatori di ripercorrere le fasi di conservazione di Alchimia. Touch-screen, video e una riproduzione in 3D dell'opera fanno rivivere l'incredibile viaggio all'interno della materia.

Oggetto di un importante progetto di studio e conservazione presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Alchimia è tornato alla Collezione Peggy Guggenheim, a cui appartiene, come perno centrale della mostra scientifica Alchimia di Jackson Pollock. Viaggio all’interno della materia (14 febbraio – 6 aprile 2015), a cura di Luciano Pensabene Buemi, Conservatore del museo veneziano, e Roberto Bellucci, Funzionario Restauratore Conservatore Opificio delle Pietre Dure, Firenze.

È  stato scoperto che la tela è stata realizzata con 4,6 chilogrammi di materia pittorica, una quantità enorme se paragonata a quella utilizzata per i dipinti antichi e rinascimentali delle stesse dimensioni, che ne contengono in media tra i 200 e 300 grammi.


 

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