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Arte e cultura

Anvidalfarei & Bonell e l'immagine terrestre

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Arte

A legarli è l’amore per l'arte, l’ambiente familiare favorevole, il rapporto con la natura a tutto tondo, il coraggio di seguire il proprio istinto. Anzitutto però c'è l’intenso e dialettico rapporto con la “terra” in tutte le sue innumerevoli accezioni a fare da trait d'union tra i due artisti a cui Cavalese (Tn) ha dedicato una mostra.

"L’immagine terrestre”, a cura di Elio Vanzo, ha raccontato una visione e due percorsi.

Lois Anvidalfarei nasce a Badia nel 1962. Lo zio pittore ed alcuni scalpelli regalati quand’era piccolo a Natale gli rivelano la passione per l'arte. La sua formazione come scultore parte da Ortisei per maturare a Vienna all'Accademia di Belle Arti. Partendo dal disegno e dal modello in gesso, Anvidalfarei crea dal bronzo monumentali e drammatiche figure che spesso si rifanno a personaggi e temi della Bibbia. Ha esposto in vari centri dell'Alto Adige, a Innsbruck, nei luoghi della Memoria di Auschwitz in Polonia, a Vienna, alla Biennale di Venezia e nel Vorarlberg.

Gotthard Bonell nasce a Trodena nel 1953. I suoi studi si sono svolti tra Ortisei, Venezia, Milano, Salisburgo e Vienna. Il primo contatto con il mondo della pittura avvenne però a Cavalese nei primi anni ‘60 quando il padre lo portava alla domenica nella bottega del pittore Gino Bellante. Tematiche preferite le nature morte, il ritratto e, di recente, il paesaggio. Prima di Cavalese Bonell ha esposto tra l'altro a Milano, Innsbruck, Basilea, Monaco di Baviera, Torino, Agrigento e Lugano.




 

< nella foto lo studio di Lois Anvidalfarei

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