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Copti perseguitati in Egitto

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Un dramma dimenticato

11 dicembre 2016 - E' di nuovo terrore in Egitto: riesplode l'odio verso i copti, la minoranza cristiana. Ben 12 chili di tritolo hanno colpito la cattedrale copta del quartiere di Abbasseya, al Cairo, che registra l'ennesimo attacco. Questa volta sono 25 le persone morte, ma testimoni parlano di numerosi feriti.

Tra le vittime soprattutto donne e bambini, perché l'esplosione è avvenuta nella parte della cappella riservata ai banchi occupati da donne. L'esplosione è avvenuta all'interno di una piccola chiesa che all'interno del complesso della cattedrale, mentre si celebrava una messa. Oggi ricorre il 'Moulid el Nabi', l'anniversario della nascita di Maometto.

Dopo la deposizione di Morsi del 3 luglio 2013, una vendetta nei confronti dei copti avrebbe dovuto essere prevista, eppure le forze di sicurezza non hanno impedito gli attacchi e non sono intervenute per porre fine alle violenze in corso. Amnesty International aveva chiesto alle autorita’ egiziane di condurre un’indagine imparziale e indipendente su questi attacchi settari e di prendere immediati provvedimenti per evitare che si ripetano.

Nel governatorato di Al-Minya, teatro della maggior parte degli attacchi, alcuni abitanti furono aggrediti nelle loro abitazioni. Nel villaggio di Delga un copto di 60 anni fu ucciso in casa e il suo corpo venne agganciato a un trattore e trascinato in strada. Dopo la sepoltura, la sua tomba e’ stata profanata due volte. In Egitto, i copti subiscono da lungo tempo violenze e discriminazioni che i successivi governi non hanno eliminato. Da decenni, le comunita’ cristiane incontrano ostacoli legali e burocratici quando vogliono costruire o ripristinare i luoghi di preghiera.

Sotto la presidenza di Hosni Mubarak si registrarono almeno 15 gravi attacchi. Dopo la sua caduta, quando assunse il potere il Consiglio supremo delle forze armate, gli scontri settari proseguirono con esiti mortali. Proprio il 9 ottobre 2011, 26 copti e un musulmano furono uccisi nel corso della sanguinosa repressione di una manifestazione di fronte al Maspero, la sede della televisione di stato, al Cairo. Per questo massacro, solo tre soldati di grado inferiore hanno ricevuto condanne da due a tre anni di carcere per omicidio colposo. La situazione non e’ migliorata durante la presidenza di Mohamed Morsi, sotto la quale gli attacchi contro i copti sono proseguiti e la retorica anticristiana si e’ rafforzata.

L’impunita’ resta radicata. "Per troppo tempo, i cristiani d’Egitto hanno sopportato il peso della violenza settaria. Ora l’inazione delle autorita’ deve cessare. Le parole di condanna devono essere seguite da misure concrete per proteggere in modo adeguato le minoranze religiose" conclude Sahraoui.

G.Vasto (editing)

 

 

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