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Arte e cultura

Le Corbusier pittore

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Angela Pagani

Le Corbusier nasce prima come pittore, approdando solo successivamente all’architettura. Si forma in modo non convenzionale, sottraendosi alle scuole tradizionali, e plasmandosi in modo del tutto personale mosso dall’interesse per l’arte in tutte le sue declinazioni.

Lo racconta una mostra allestita sulle sponde del Lago di Garda che espone le opere di una collezione privata e quindi esclusiva. La mostra dal respiro internazionale - in quanto dedicata al più celebre architetto del Novecento - è a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Federico Sardella è stata promossa dalla Fondazione Cominelli, a Cisano di San Felice del Benaco.

Nell'altra faccia del pianeta, sulle sponde dell'Atlantico è il MOma a celebrare questo grande maestro, come riferiamo in altro articoli dei nostri archivi (> clicca qui).

La mostra sul Garda è stata invece inaugurata a fine giugno è resterà aperta fino al 25 agosto 2013, è stata allestita nelle settecentesche stanze di Palazzo Cominelli dove una ventina di opere (alcuni disegni e una serie di litografie esposte per la prima volta in Italia) svelano un particolare Le Corbusier: il pittore.

L’attività pittorica e grafica fu parte fondamentale per la sua attività di architetto, urbanista e teorico.Alcuni lavori sono iscrivibili in un’area cubista, altri riconducibili alle frequentazioni parigine di Le Corbusier ed altri ancora, per tematiche e per sapore, accostabili alle opere dei maestri surrealisti, questi lavori offrono uno spaccato inedito sul percorso, sulla produzione e sull’impegno di uno dei grandi protagonisti del secolo scorso.

Tutti gettano una luce sul processo creativo, intriso di spontaneità e libertà in cui è possibile intravedere, oltre a molte delle sue figure o immagini ricorrenti, alcune delle grandi intuizioni formali e costruttive delle sue successive opere architettoniche.

Le Corbusier usa il disegno per raccontare la vita di ogni giorno, il suo mondo privato, le sue passioni e i suoi interessi: la natura, le donne, gli oggetti di uso quotidiano e i suoi viaggi. Il disegno diviene una sorta di rifugio dalla frenesia della sua attività ufficiale e lo coltiverà costantemente per tutta la vita.

Nella seconda metà degli anni Quaranta l’opera pittorica e grafica di Le Corbusier vedrà un cambiamento radicale, abbandonando lo studio del segno e della forma per identificarsi in una soluzione del tutto personale, attraverso un immaginario di figure che diventerà sempre più riconoscibile e individuabile, tanto da dare vita ad un vero e proprio stile.

Disegni di “mani” e “tori” sono ricorrenti in questo periodo ed entrambi sono fortemente carichi di antichi valori simbolici riconducibili ad un passato collettivo ancestrale.Le Corbusier, si mostra come un artista eclettico, in grado di affrontare con la stessa determinazione e competenza, sia l’architettura che l’arte pittorica. Tutte le opere esposte sono state concesse dalla  Locher Modern Art GMBH di Zurigo e certificate da Naïma e Jean-Paul Jornod, autori del Catalogue raisonné de l’oeuvre peint di Le Corbusier.

> Mario Botta ricorda il suo maestro: Le Corbusier

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