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Persone e idee

Leonardo, come lui nessuno

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L'uomo e l'artista

Non ebbe mai rapporti stabili e duraturi con donne ma le ritrasse con gran rispetto e grande maestria. Di Leonardo da Vinci, figlio di ser Piero da Vinci (Vinci, 15 aprile 1452 – Amboise, 2 maggio 1519) si è sempre narrato e favoleggiato sulla sua omosessualità, sulla quale però gli storici non sono stati in grado di mettere una parola definitiva. Leonardo non ebbe però relazioni note con donne, non si sposò mai, non ebbe figli e lo stesso Vasari pubblicò accenni alla bellezza dei suoi discepoli.

E' invece indiscusso che sia stato uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento, che incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza. Si occupò di architettura e scultura, fu disegnatore, trattatista, scenografo, anatomista, musicista,progettista e inventore. Ingegnere, pittore e scienziato, è considerato uno dei più grandi geni dell'umanità.

Aveva una ferita profonda: le sue origini. Il 9 luglio 1504 quando morì il padre Piero, Leonardo annotò più volte la circostanza, in apparente agitazione:  «Addì 9 di luglio 1504 in mercoledì a ore 7 morì Piero da Vinci notaio al Palagio del Podestà, mio padre, a ore 7. Era d'età d'anni 80. Lasciò 10 figlioli maschi e due femmine». Il padre non lo fece erede e, contro i fratelli che gli opponevano l'illegittimità della sua nascita, Leonardo chiese invano il riconoscimento delle sue ragioni: dopo la causa giudiziale da lui promossa, solo il 30 aprile 1506 avvenne la liquidazione dell'eredità, dalla quale Leonardo fu escluso. Dunque un rifiuto di famiglia, o meglio un uomo rifiutato.

Era un uomo Bello. L'Anonimo Gaddiano scrisse: «[La Natura] non solo della bellezza del corpo, che molto bene gli concedette, volse dotarlo, ma di molte rare virtù volse anchora farlo maestro. Era di bella persona, proportionata, gratiata et bello aspetto. portava uno pitocco rosato corto sino al ginocchio, che allora s'usavano i vestiri lunghi, haveva sino al mezo in petto una bella capellaia et anellata et ben composta».

Vasari colse invece l'aspetto docile e amorevole del suo carattere: «Egli con lo splendor dell'aria sua, che bellissima era, rasserenava ogni animo mesto, e con le parole volgeva al sì et al no ogni indurata intenzione. Egli con le forze sue riteneva ogni violenta furia. Con la liberalità sua raccoglieva e pasceva ogni amico povero e ricco, pur che egli avesse ingegno e virtù. Vasari riferisce anche della sua generosità, della sua grandezza d'animo e del suo orgoglio: «andando al banco per la provvisione ch'ogni mese da Pier Soderini soleva pigliare, il cassiere gli volse dare certi cartocci di quattrini, ed egli non li volse pigliare, rispondendogli: "Io non sono dipintore da quattrini"»; della piacevolezza della sua conversazione e del suo amore per gli animali: «spesso passando dai luoghi dove si vendevano uccelli, di sua mano cavandogli di gabbia, e pagatogli a chi li vendeva il prezzo che n'era chiesto, li lasciava in aria a volo, restituendogli la perduta libertà». E per questo non mangiava carne, era un vegetariano ante-litteram.

Considerato per la vastità dei suoi interessi la massima e irripetibile manifestazione del Rinascimento, Leonardo, non legato a nessuna città, Stato o principe, è il primo esempio del cosmopolitismo degli intellettuali italiani, unico in Europa, espressione di una frattura fra cultura e popolo destinata a prolungarsi fino ai nostri giorni.
 

< foto: L'uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci



Che Leonardo possa essere stato omosessuale è un'ipotesi incerta, ma secondo alcuni studiosi sarebbe avvalorata da alcuni documenti e altri indizi, a partire dalla doppia denuncia anonima del 1476 in cui veniva accusato di sodomia assieme ad altri quattro giovani fiorentini, tra cui due di famiglia patrizia (una Salterelli e un Tornabuoni), conclusasi con un ammonimento. Secondo altri studiosi, le accuse che portarono al giudizio erano calunniose e create al solo fine di screditare gli interessati (all'epoca esisteva il reato di sodomia); sempre secondo questi autori è improbabile che lui fosse realmente un omosessuale.

Se l'omosessualità di Leonardo resta incerta, la sua irreligiosità e scetticismo sono indubbi, legati alle osservazioni del Vasari, per il quale "tanti furono i suoi capricci" ma aggiunge che ''...vedendosi vicino alla morte, disputando de le cose cattoliche, ritornando nella via buona, si ridusse a la fede cristiana con molti pianti"".

Provava disprezzo verso gli uomini di Chiesa: sui preti che dicono messa: «Molti fien quelli che, per esercitare la loro arte, si vestiran ricchissimamente, e questo parrà esser fatto secondo l'uso de' grembiuli» e ironizza sui riti: «Quelli che con vestimente bianche andranno con arrogante movimento minacciando con metallo e foco [il turibolo con l'incenso] chi non faceva lor detrimento alcuno».

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