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Scatti d'autore

Florian Schulz, Liberi e selvaggi

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A Bolzano

E' il trionfo della natura: migliaia di caribù che si dirigono verso le coste dell'Alaska nelle zone dove passeranno l'estate; oche delle nevi in volo sopra il Nord America, dirette verso il Canada o la Groenlandia; un orso kermode nella Great Bear Rainforest intento a pescare salmoni, che per riprodursi hanno abbandonato l'Oceano Pacifico e risalito il fiume natio: da circa venti anni il fotografo Florian Schulz immortala gli spostamenti degli animali nei corridoi naturali.
Le 40 suggestive immagini sugli spostamenti di animali, sono state scattate prevalentemente in Nord America, tra l'Artide e il Messico, formano ora la mostra temporanea "Liberi e selvaggi", inaugurata al Museo di Scienze Naturali dell'Alto Adige a Bolzano, dove si potrà visitare fino al 13 settembre 2015.

Tedesco di nascita (1975) e statunitense d'adozione, fotografo professionista membro dell'International League of Conservation Photographers (ILCP), Florian Schulz ha da sempre coniugato la passione per il suo mestiere con quella per la biologia e la tutela dell'ambiente. Insieme alla moglie Emil Herrera lavora in diversi scenari, prediligendo però i territori nordorientali dell'America settentrionale. Oltre ai due libri fotografici della serie "Freedom to Roam", ha pubblicato "To the Arctic" (2012), volume fotografico accompagnatorio dell'omonimo film in 3D di Warner Bros sulla tutela degli habitat dell'Artico dallo sfruttamento petrolifero intensivo.  Collabora con BBC Wildlife, National Geographic, GEO.

La mostra inaugurata a Bolzano  (in quattro lingue: italiano, tedesco, ladino e inglese) ha i contenuti accessibili attraverso otto stazioni multimediali touch screen. Oltre alle informazioni relative all'America settentrionale, esse evidenziano la parallela situazione dell'area alpina, con una particolare attenzione all'Alto Adige.
Grazie a immagini realizzate da fotografi altoatesini, testi, mappe e dati di distribuzione, approfondiscono temi come gli spostamenti di cervi, lupi, orsi bruni (tra cui l'esemplare M13), gli uccelli migratori, i corridoi naturali nel territorio altoatesino, e altri ancora.

Sensibilizzare sull'importanza della conservazione o creazione di corridoi naturali tra habitat protetti o ricchi di specie è proprio l'obiettivo che Florian Schulz si prefigge con le opere esposte. Esse sono parte della sua più ampia campagna dal titolo "Freedom to Roam", che declina in senso fotografico, con uno stile documentario e artistico allo stesso tempo, altrettanti progetti ai quali Schulz collabora insieme a numerosi esperti: "Yellowstone to Yukon", avviato nei primi anni '90, che mira a collegare da nord a sud per 3200 km tutti i parchi naturali nordamericani delle Rocky Mountains; e "Baja to Beaufort", per preservare la libertà di spostamento di mammiferi marini, uccelli e pesci nell'area costiera che va dalla Baia California al Mare di Beaufort, nel Canada settentrionale.

I corridoi naturali che collegano i diversi habitat sono un elemento fondamentale per la conservazione della biodiversità. Se, infatti, 130 anni fa l'idea era di preservare gli ambienti naturali creando aree protette - il primo parco nazionale, quello di Yellowstone, fu istituito negli USA nel 1872, seguito dieci anni dopo dal Banff National Park in Canada -oggi ciò non basta più. Studi scientifici (in particolare le ricerche dei biologi nordamericani Robert MacArthur e Edward Osborne Wilson negli anni '60) hanno dimostrato che, in un ambiente nel frattempo fortemente mutato e antropizzato, simili aree, se isolate le une dalle altre da barriere come autostrade, ferrovie, città, portano addirittura all'impoverimento della varietà delle specie. Da qui l'importanza di corridoi adatti alle esigenze degli animali che permettano loro di spostarsi o migrare senza pericoli.

Accompagna la mostra fotografica "Liberi e selvaggi" un programma di eventi: il 29 ottobre, alle ore 19, sarà lo stesso Florian Schulz ad illustrare le sue opere in una conferenza per immagini dal titolo "Freedom to Roam. Corridoi naturali nel Nord America". Il 3 novembre, alle ore 20, il ricercatore e specialista di geoinformazione del Parco nazionale svizzero Ruedi Haller proporrà una relazione sul tema "Alpi senza confini: i corridoi verdi", spiegando come si possa preservare la biodiversità dell'area alpina preservando i collegamenti tra i biotopi. Entrambe le serate sono a ingresso libero e si tengono in lingua tedesca. Sono inoltre previste iniziative per bambini e classi scolastiche e visite guidate per famiglie, adulti e gruppi.
La mostra fotografica "Liberi e selvaggi" è aperta al pubblico dal 28 ottobre 2014 al 13 settembre 2015, dal martedì alla domenica in orario 10-18.

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